Un po’ di chiarezza sulla restituzione del bonus Irpef di 80 euro

Per molti non sarà piacevole, ma la restituzione del bonus Irpef di 80 euro, i famosi “80 euro di Renzi“, diventerà una realtà. Perciò facciamo un po’ di chiarezza su chi dovrà dare indietro quella somma per un motivo semplice: a conti fatti non gli spettava.

Come funziona il bonus di 80 euro.

L’argomento è stato oggetto di animate discussioni politiche ed economiche. Alla fine si è giunti a una conclusione semplice: il provvedimento riguarda chi guadagna tra gli 8.145 e 24.000 euro lordi all’anno, mentre i lavoratori compresi nella fascia 24.000-26.000 euro vedono il bonus decrescere in maniera progressiva fino all’azzeramento. Ma a questo c’è una clausola da non trascurare: nel calcolo del reddito complessivo non conta solo la busta paga, bensì anche le altre entrate come per esempio quelle derivanti da un affitto o da un’entrata lavorativa extra (premi e mensilità aggiuntive).

La circolare dell’Agenzia delle Entrate, datata 28 aprile, spiega in burocratese il meccanismo:

i contribuenti che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto d’imposta, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto d’imposta il quale potrà recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale è resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

In pratica chi dovrà restituire gli 80 euro?

La domanda ha una risposta facile: chi sfora il tetto previsto. I precari, paradossalmente, dovranno prestare particolare attenzione: i lavoratori con più contratti, tra co.co.pro e prestazioni occasionali, dovranno conteggiare il reddito con attenzione.

Per esempio un giovane precario, senza alcuna occupazione fino ad aprile, può aver trovato (glielo auguriamo), vari lavori che gli fanno sforare la soglia dei 24mila euro annui. Ma l’Agenzia delle Entrate “se ne accorgerebbe” solo alla fine dell’anno fiscale e chiederebbe la restituzione degli 80 euro mensili (640 euro per il 2014). Idem per chi ha concesso in affitto un appartamento ricavando un’entrata extra rispetto agli stipendi. La situazione è più facile per chi ha uno stipendio fisso: nella fattispecie c’è una proiezione precisa dei guadagni.

Dunque, il consiglio è quello di monitorare la propria situazione reddituale nell’anno in corso ed eventualmente contattare l’Agenzia delle Entrate (qui infine la circolare che spiega l’applicazione norma) per spiegare che è stato perso il diritto al bonus Irpef.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI