 Nella Roma ladrona la Lega ha salutato i suoi deputati per la consueta cena di fine anno. Grembiulino blu e fiocchetto rigorosamente verde, tutti promossi tranne uno: Renzo Bossi. Figlio di Umberto, per sfortuna di entrambi, il giovane ragazzo sta attraversando un periodo difficile. Da trota è diventato cervo da quando la sua dolce metà è diventata anche la dolce metà di Mario Balotelli. Basso, stupido e tarchiato l’uno. Alto, arrogante e super dotato l’altro. La tipa ha liquidato Renzo con una pernacchia che ancora echeggia tra le valli Padane. In camicia verde ed a maniche corte sedeva Bossi, scambiato per un venditore di tabacco a l’Avana. Boccheggiava come un salmone che ha perso il suo fiume e vede sempre più da vicino le trofie in compagnia delle zucchine ad accoglierlo. A fianco gli stava Tremonti che si proteggeva con un ombrello ogni volta che il Senatur apriva bocca. Tanto erano grossi i pezzi di Parmigiano che arrivavano. Il più allegro è sembrato Maroni. Pantaloni rossi, camicia gialla, giacca verde. Non è sfuggito all’attenzione della security che non ha potuto fare altro che perquisirlo e mandarlo da un sarto lì vicino. In tenuta da scout si è presentato Calderoli. Bermuda verdi, pelle abbronzata. Un gruppo di altoatesini ha iniziato ad incorargli cori razzisti, smorzati poi dall’appello di Cota che si è presentato alla cena con tutte le schede elettorali da ricontare. Ha chiesto l’aiuto a Renzo che dava vincitrice la Bresso con Balotelli subito dopo. Al che è seguito un imbarazzante “ ma va a cagare” che ha indispettito Bossi che gli ha alzato il dito medio. Lui, Renzo è corso dal papà piangendo con l’album delle figurine ancora da finire. Gli manca quella di Balotelli. Una sua amichetta ne ha più di tremila ma non è disposta a barattarle con quella di Ranocchia.
|