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I giovani che devono afferrare il Pd per salvarlo dal naufragio
Di Stefano Iannaccone (del 28/07/2010 @ 08:02:32, in Sfere - le opinioni, letto 193 volte)
Il Partito democratico assomiglia sempre più a un vecchietto che attende la fine della sua storia malinconicamente, mentre avanza mille rimpianti su quel che poteva essere e non è stato. Il dibattito, nelle ultime settimane, ha visto una graduale scomparsa del Pd dai temi più roventi. Un caso su tutti: sulle intercettazioni i risultati sono stati ottenuti dalla minoranza finiana del Pdl con i democratici che continuano a perdere l’appeal mediatico.

La sensazione di debolezza, peraltro, si aggiunge alla continua evoluzione dello scenario politico: non è più fantascienza preconizzare una “restaurazione partitica” con il ritorno dei centristi in un unico contenitore sotto una leadership carismatica. Un’ipotesi che sarebbe il sigillo al fallimento del partitone di centrosinistra: del Pd infatti resterebbero solo cocci sparsi ovunque. L’unico antidoto all’Apocalisse democratica è una spinta verso la rinascita, che può arrivare solo dai giovani dirigenti. Dopo mesi all’ombra, con un ruolo marginale, le nuove leve devono avviare un’offensiva travolgente, assumendosi i rischi del caso in prima persona.

Le intelligenze “fresche” nel Pd non mancano: Civati, Renzi, Serracchiani, Fassina, Zingaretti potrebbero iniettare un’energia portentosa nel progetto con una funzione letteralmente salvifica. Tuttavia per attuare la “rivoluzione generazionale” occorre accantonare l’attuale approccio timido e reverenziale, perpetrati in nome della coesione partitica. Se si dovesse continuare lungo tale percorso, la dissoluzione del soggetto di centrosinistra maturerebbe per cause naturali anche provando a tutelare la presunta “unità”.

Dunque, i giovani hanno il dovere morale di attrezzarsi a una battaglia interna aspra, per non alimentare il rimpianto sui risultati mai conseguiti dal Pd. E il processo deve iniziare sin da subito, perché lo scacchiere per le Politiche del 2013 (se non ci sono elezioni anticipate) vede molte pedine in movimento. Insomma, meglio perire con l’onore delle armi che attendere passivamente una fine ingloriosa.