Un film “tragicomico” sul regime di Ceausescu
 Si chiama “Racconti dell’età dell’oro”, è un film rumeno che uscirà nelle sale italiane intorno alla metà di settembre. Presentato a Cannes, ricorda in quattro episodi, girati da altrettanti registi, le vicende angoscianti ed assurde del regime di Ceausescu. L’opera, prodotta e sceneggiata da Cristian Mungiu, vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 2007 con il film “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, racconta di un sistema dittatoriale mischiato tra farsa e tragedia. L’età dell’oro, così il dittatore rumeno aveva soprannominato la sua epoca, quella che in Romania ha portato fame e miseria. Un periodo in cui non esisteva la libertà di informazione, le redazioni erano occupate da uomini del partito. La censura, oltre a controllare televisione e stampa, aveva persino un ufficio all’interno del quotidiano “Scinteia”. Tutto sotto il controllo del padrone, tutto sotto il controllo di Nicolae Ceausescu, Segretario Generale del Partito Comunista e Presidente della Romania. A raccontare “l’età dell’oro”, saranno quattro registi, testimoni reali di quell’epoca. Le narrazioni sono unite da un filo comune: il tragicomico. Proprio l’umorismo ha aiutato il popolo rumeno a superare quel tragico momento, iniziato nel 1965 e finito nel non tanto lontano 1989. Quando improvvisamente il regime cadde, in meno di un mese, a causa di una serie di manifestazioni. A Timisoara, esercito e Securitate si scontrarono tra loro, abbandonando il “Cundacator”, il Presidente. Ceausescu fu processato e condannato a morte. Tuttora non è certo se si trattò di un colpo di Stato, di sicuro il popolo rumeno era troppo “annientato” dall’età dell’oro per ribellarsi.
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