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<title>Sferapubblica</title><link>http://www.sferapubblica.it/dblog/</link>
<description>Sferapubblica</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Fini e Berlusconi alla resa dei conti]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="" src="/public/Fini-Berlusconi abbraccio.jpg" align="left" />Poche ore ancora all'ufficio di presidenza del Pdl, e Gianfranco Fini conoscer&agrave; l'effetto della sua tregua lanciata <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/5855" target="_blank">dalle colonne del <em>Foglio</em></a>. In tarda serata si sapr&agrave; dunque se l'eterno paciere Gianni Letta riuscir&agrave; a mitigare la dura replica del Premier arrivata nella tarda serata di ieri: "l'offerta di Fini - ha commentato Berlusconi - arriva troppo tardi, fuori tempo massimo". <br /><br />Fini, nell'intervista appello concessa al Foglio, offre l'opportunit&agrave; di una tregua all'avversario Berlusconi, gli chiede di lasciare da parte gli screzi e onorare l'impegno preso con gli italiani. Ma per il Premier l'offerta del coofondatore del Pdl &egrave; una trappola. L'ultimo tentativo di Fini di scrollarsi di dosso la possibilit&agrave; che Berlusconi imputi a lui la possibile crisi di governo. Il meccanismo &egrave; gi&agrave; in moto, e nelle ultime uscite Berlusconi ha cercato di puntare sempre su questo aspetto: se non riesce a portare a termine gli impegni presi &egrave; perch&eacute; c'&egrave; qualcuno che si ostina ad impedirglielo. Fossero i magistrati, i giornalisti o, in questo caso , Fini. Una carta da giocare in vista delle future elezioni, dove il Premier si ricreerebbe l'ennesima verginit&agrave;, mostrandosi come vittima e martire.<br /><br />Dal canto suo Fini prova, in extremis, a scambiare questi ruoli. Da "guastafeste" a vittima del cesarismo berlusconiano.  Se non si tiene fede all'impegno preso con gli elettori il responsabile &egrave; uno e uno solo, colui che ha rifiutato l'ultimo gesto di apertura prima delle scelte irreversibili.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1581]]></link>
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	<dc:date>2010-07-29T12:59:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[I giovani che devono afferrare il Pd per salvarlo dal naufragio]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Simbolo_PD.jpg" style="width: 88px; height: 72px;" alt="" />Il Partito democratico assomiglia sempre pi&ugrave; a un vecchietto che attende la fine della sua storia malinconicamente, mentre avanza mille rimpianti su quel che poteva essere e non &egrave; stato. Il dibattito, nelle ultime settimane, ha visto una graduale scomparsa del Pd dai temi pi&ugrave; roventi. Un caso su tutti: sulle intercettazioni i risultati sono stati ottenuti dalla minoranza finiana del Pdl con i democratici che continuano a perdere l’appeal mediatico.   <br /><br />La sensazione di debolezza, peraltro, si aggiunge alla continua evoluzione dello scenario politico: non &egrave; pi&ugrave; fantascienza preconizzare una “restaurazione partitica” con il ritorno dei centristi in un unico contenitore sotto una leadership carismatica. Un’ipotesi che sarebbe il sigillo al fallimento del partitone di centrosinistra: del Pd infatti resterebbero solo cocci sparsi ovunque. L’unico antidoto all’Apocalisse democratica &egrave; una spinta verso la rinascita, che pu&ograve; arrivare solo dai giovani dirigenti. Dopo mesi all’ombra, con un ruolo marginale, le nuove leve devono avviare un’offensiva travolgente, assumendosi i rischi del caso in prima persona. <br /><br />Le intelligenze “fresche” nel Pd non mancano: Civati, Renzi, Serracchiani, Fassina, Zingaretti potrebbero iniettare un’energia portentosa nel progetto con una funzione letteralmente salvifica. Tuttavia per attuare la “rivoluzione generazionale” occorre accantonare l’attuale approccio timido e reverenziale, perpetrati in nome della coesione partitica. Se si dovesse continuare lungo tale percorso, la dissoluzione del soggetto di centrosinistra maturerebbe per cause naturali anche provando a tutelare la presunta “unit&agrave;”.   <br /><br />Dunque, i giovani hanno il dovere morale di attrezzarsi a una battaglia interna aspra, per non alimentare il rimpianto sui risultati mai conseguiti dal Pd. E il processo deve iniziare sin da subito, perch&eacute; lo scacchiere per le Politiche del 2013 (se non ci sono elezioni anticipate) vede molte pedine in movimento. Insomma, meglio perire con l’onore delle armi che attendere passivamente una fine ingloriosa.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1576]]></link>
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	<dc:date>2010-07-28T08:02:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Quanto vale il "partito" di Fini?]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/Fini.jpg" align="left" alt="" />Solo la pausa estiva potr&agrave; permettere di raffreddare gli animi e tentare una ripresa del dialogo nella maggioranza. Intanto, per&ograve;, l'ipotesi della fine del sodalizio tra Fini e Berlusconi, tra finiani di ferro e irriducibili berluscones, si fa sempre pi&ugrave; concreta. <br /><br /><strong>Numeri.</strong> Solo al momento della rottura, se rottura ci sar&agrave;, si potr&agrave; fare il conto reale di chi sta con chi.  Di chi rimarr&agrave; fedele alla linea del suo leader, e di chi, visto il precipitare della situazione, decider&agrave; di cambiare carro in corsa. Per ora i finiani possono contare su di una nutrita schiera di deputati e senatori, la cui defezione potrebbe mettere seriamente in discussione la tenuta del governo. Alla Camera i fedelissimi dell'ex leader di An sarebbero 28. Giusto il margine a disposizione della maggioranza nei confronti dell'opposizione. Pi&ugrave; netta la situazione al Senato. Qui l'ipotesi scissione pesa come un macigno. Sarebbero 14 i finiani pronti a dire addio al Cavaliere e a mandare sotto la maggioranza.<br /><br /><strong>Opposizione.</strong> Se la maggioranza non ha i numeri per andare avanti, l'opposizione potrebbe non avere la forza elettorale per affrontare le nuove elezioni. Il progetto di avvicinamento all'Udc di Casini sembra ancora in altissimo mare. E neppure il partito-ponte di Francesco Rutelli sembra aver avuto molto successo. Quell'Alleanza per l'Italia che qualche tempo fa sembrava preludere a nuove e inaspettate ragnatele di alleanze e accordi, ora conta solo un manipolo di pochi sopravvissuti e nessun progetto concreto per il futuro. Se non quello di riproporre l'annoso problema della collocazione europea, che non appassiona pi&ugrave; nessuno. Tanto meno gli elettori. Pi&ugrave; a sinistra, intanto, il poeta Nichi Vendola ha gi&agrave; lanciato la sua corsa alla guida del centrosinistra in una possibile campagna elettorale. Ma porta in dote una vittoria sul lastrico per la guida della regione, una quota di elettori che a livello nazionale non supera il 4% e nessuna ipotesi di coalizione possibile. Un po' poco per tentare di affrontare la macchina da guerra che il Premier metter&agrave; in campo nell'ennesima sfida elettorale.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1579]]></link>
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	<dc:date>2010-07-27T14:00:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[I partiti da contenitori fluidi diventano cangianti]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/sferaopinioni.jpg" style="width: 77px; height: 88px;" alt="" />La vecchia forma-partito &egrave; ormai destinata a implodere con lo sfaldamento dei progetti Pd e Pdl, sempre pi&ugrave; vicini alla dissoluzione o almeno a una radicale revisione degli obiettivi iniziali. Entrambi erano nati come contenitori in grado di intercettare varie culture, con l&rsquo;intento di operare una sintesi credibile agli occhi dell&rsquo;elettorato. Dunque, l&rsquo;aspetto della fluidit&agrave; era fondamentale sia per il Partito democratico che per il berlusconiano Popolo della libert&agrave;: l&rsquo;approccio ambizioso richiedeva la necessit&agrave; di sapersi adeguare alle contingenze rifuggendo da atteggiamenti dogmatici.   <br /><br />Tuttavia, il graduale fallimento di tale innovazione sta generando una sperimentazione politica inedita (anche in relazione agli altri Paesi europei), ovvero la nascita di movimenti, organizzazioni e associazioni che puntano a diventare la base di nuovi soggetti politici cangianti. In sostanza i partiti vengono rimpiazzati da formazioni in continua evoluzione, anche sotto il profilo nominale. L&rsquo;esempio pi&ugrave; pregnante &egrave; il percorso portato avanti da Nichi Vendola, leader che pure viene da una tradizione partitica forte, essendo un ex di Rifondazione comunista. Dopo Sinistra e libert&agrave;, c&rsquo;&egrave; stato l&rsquo;allargamento agli ecologisti e ora il presidente della Regione Puglia ha inaugurato le &ldquo;Fabbriche di Nichi&rdquo; che non si propongono come &ldquo;partito&rdquo; inteso in senso tradizionale, ma che sono comunque incentrati sulla militanza e sulla diffusione di una visione politica. Da un lato, quindi, i soggetti politici sono cangianti e dall&rsquo;altra ricercano identit&agrave; sperimentali per consolidarle successivamente.   <br /><br />Un processo simile &egrave; fiorito nell&rsquo;area finiana del Pdl, in particolar modo con Generazione Italia dopo il successo mediatico di Fare Futuro; non vanno per&ograve; trascurate le altre realt&agrave; che proliferano in forma di fondazioni, che assomigliano a prodromi di potenziali partiti.   <br /><br />La situazione &egrave; dettata dalla transizione che sta vivendo il sistema italiano, che verosimilmente porter&agrave; alla Terza Repubblica. Nondimeno vi &egrave; un&rsquo;osservazione da compiere: sulle schede elettorali i simboli cambiano nel giro di poche consultazioni, confermando la tendenza in atto nella ricerca di nuovi nomi in grado di infondere fiducia sull&rsquo;interpretazione della realt&agrave; circostanze. Un fenomeno che peraltro &egrave; quasi necessario in una societ&agrave; veloce e mobile per definizione.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1575]]></link>
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	<dc:date>2010-07-26T08:57:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La cena della Lega]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs212.snc1/7926_138349502381_71253357381_3103543_3081430_n.jpg" style="width: 164px; height: 135px;" />Nella Roma ladrona la Lega ha salutato i suoi deputati per la consueta cena di fine anno. Grembiulino blu e fiocchetto rigorosamente verde, tutti promossi tranne uno: Renzo Bossi. Figlio di Umberto, per sfortuna di entrambi, il giovane ragazzo sta attraversando un periodo difficile. Da trota &egrave; diventato cervo da quando la sua dolce met&agrave; &egrave; diventata anche la dolce met&agrave; di Mario Balotelli. Basso, stupido e tarchiato l&rsquo;uno. Alto, arrogante e super dotato l&rsquo;altro. La tipa ha liquidato Renzo con una pernacchia che ancora echeggia tra le valli Padane.<br />In camicia verde ed a maniche corte sedeva Bossi, scambiato per un venditore di tabacco a l&rsquo;Avana. Boccheggiava come un salmone che ha perso il suo fiume e vede sempre pi&ugrave; da vicino le trofie in compagnia delle zucchine ad accoglierlo. A fianco gli stava Tremonti che si proteggeva con un ombrello ogni volta che il Senatur apriva bocca. Tanto erano grossi i pezzi di Parmigiano che arrivavano. Il pi&ugrave; allegro &egrave; sembrato Maroni. Pantaloni rossi, camicia gialla, giacca verde. Non &egrave; sfuggito all&rsquo;attenzione della security che non ha potuto fare altro che perquisirlo e mandarlo da un sarto l&igrave; vicino. In tenuta da scout si &egrave; presentato Calderoli. Bermuda verdi, pelle abbronzata. Un gruppo di altoatesini ha iniziato ad incorargli cori razzisti, smorzati poi dall&rsquo;appello di Cota che si &egrave; presentato alla cena con tutte le schede elettorali da ricontare. Ha chiesto l&rsquo;aiuto a Renzo che dava vincitrice la Bresso con Balotelli subito dopo. Al che &egrave; seguito un imbarazzante &ldquo; ma va a cagare&rdquo; che ha indispettito Bossi che gli ha alzato il dito medio. Lui, Renzo &egrave; corso dal pap&agrave; piangendo con l&rsquo;album delle figurine ancora da finire. Gli manca quella di Balotelli. Una sua amichetta ne ha pi&ugrave; di tremila ma non &egrave; disposta a barattarle con quella di Ranocchia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1577]]></link>
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	<dc:date>2010-07-24T12:56:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I tedeschi “bocciano” il governo-Merkel]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Angela Merkel.jpg" style="width: 80px; height: 103px;" alt="" />Angela Merkel &egrave; sempre pi&ugrave; in crisi di consenso. Il suo governo, infatti, non convince gli elettori tedeschi e i sondaggi rischiano di innescare un effetto-domino con una costante sfiducia nell’operato della cancelliera. Alcuni rilevamenti attestano l’alleanza che regge l’esecutivo addirittura sotto il 35% con la Cdu/Csu al 30% e i liberali dell’Fdp in crollo totale sotto il 5%; altri invece assegnano qualche punto percentuale in pi&ugrave;, ma la sostanza resta una flessione pesante. La leader cristianodemocratica, dunque, paga la delusione dell’elettorato verso il partito di Westerwelle, che ha deluso quei cittadini che avevano visto in lui un elemento di rinnovamento. <br /><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Presidente della Repubblica</span>. La debolezza di Merkel &egrave; emersa anche nel corso dell’elezione del presidente della Repubblica: il “suo” candidato Christian Wulff &egrave; passato solo alla terza votazione, nonostante l’accorato appello della cancelliera. Un segnale che la leadership si sta indebolendo pure all’interno del partito e di conseguenza i tedeschi percepiscono la difficolt&agrave; nella guida dell’esecutivo. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Crisi economica</span>. La risposta comunicativa del governo &egrave; stata incentrata sulla decisione nel fronteggiare la crisi economica. Le misure predisposte, tuttavia, hanno accresciuto il malcontento tra gli elettori, a causa dei sacrifici richiesti alla popolazione. E nemmeno il ruolo in politica estera assunto da Merkel sembra destinato a sortire effetti concreti sulle dinamiche di consenso.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1574]]></link>
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	<dc:date>2010-07-23T10:54:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi studia l’operazione rilancio contro il calo di fiducia]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/berlusconi_serio_1.jpg" style="width: 107px; height: 107px;" alt="" />Silvio Berlusconi ha deciso di affrontare personalmente il calo di fiducia che iniziano a segnalare i sondaggi. Il presidente del Consiglio &egrave; orientato ad accantonare l&rsquo;approccio timido delle ultime settimane di fronte agli scandali che stanno minando il prestigio del governo. Dopo le dimissioni di Brancher e Cosentino, il leader del centrodestra ha dovuto accettare il compromesso sulle intercettazioni, una delle leggi su cui aveva investito il maggior capitale di credibilit&agrave;. Dunque, il Cavaliere ha pianificato una strategia che mira a esaltare il lavoro dell&rsquo;esecutivo e della sua capacit&agrave; di operare per il bene del Paese.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Scontro</span>. Il presidente del Consiglio &egrave; pronto ad attingere da una consolidata tecnica di comunicazione: rafforzare la divergenza tra &ldquo;noi&rdquo; e &ldquo;loro&rdquo; per rimarcare la lontananza culturale con gli oppositori del governo. Appare scontato, pertanto, che nei prossimi mesi il livello di scontro sar&agrave; innalzato non solo con il centrosinistra, ma anche con magistrati e mezzi di comunicazione.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Risultati</span>. Berlusconi ha gi&agrave; lasciato intendere di voler promuovere i risultati ottenuti sin dall&rsquo;inizio del mandato a Palazzo Chigi: la campagna comunicativa quindi sar&agrave; incessante sugli elementi che hanno fatto balzare il consenso nei confronti del centrodestra. Con tale approccio, peraltro, il Cavaliere riuscirebbe a lucidare la sua immagine carismatica, appannata dalle tensioni con Gianfranco Fini e dall&rsquo;attivismo di Giulio Tremonti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1573]]></link>
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	<dc:date>2010-07-22T10:58:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Russa avverte Fini: "chi è in sintonia con la sinistra mi fa schifo"]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo lo scontro a distanza tra Fini e Berlusconi, &egrave; oggi Ignazio La Russa a sparare a zero contro il Presidente della Camera che aveva parlato della necessit&agrave; di un &quot;congresso anticipato&quot;. Per il ministro della Difesa il congresso del Pdl ci sar&agrave;, ma solo quando i &quot;vertici lo decideranno&quot;. </p>
<p><strong>Attacco.</strong> L'ex colonnello gela Fini. Non solo ribatte stizzito alla proposta del congresso anticipato, ma addirittura usa parole pesante per dirlo. Fino al congresso, replica La Russa, &quot; dobbiamo assicurare convergenza e coesione di tutte le aree culturali che hanno dato vita al Pdl, esclusi quelli che si sono ammalati di filomarxismo, perch&eacute; la prima regola del dibattito interno deve essere non avvantaggiare la sinistra. Quando vedo dichiarazioni che si compiacciono di essere in sintonia con la sinistra, mi fa schifo''. </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1572]]></link>
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	<dc:date>2010-07-21T20:11:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fini: inaccettabile il centralismo carismatico di Berlusconi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>"La leadership di Berlusconi &egrave; indiscussa. Ma non possiamo pensare di passare dal centralismo  burocratico a quello carismatico, dove c'&egrave; uno solo che pensa per tutti: questo &egrave; inaccettabile, la democrazia &egrave; un'altra cosa e  non pu&ograve; valere il 'dopo di me il diluvio". Di nuovo scontro, e di nuovo al limite della rottura. In serata Fini risponde cos&igrave; alle dichiarazioni di oggi del Premier che indirettamente lo aveva chiamato in causa:"dopo di me - aveva detto Berlusconi - nessun successore".</p>
<p><strong>Intercettazioni.</strong> La risposta rovente del presidente della Camera arriva alla fine di una giornata dove il bilancio sembra tutto a favore dell'agguerrita corrente finiana. Tra le modifiche al ddl intercettazioni, contenute nell'atteso emendamento del Governo presentato oggi, c'&egrave; infatti la caduta dell'obbligo del segreto ogni qual volta sia stata valutata, attraverso la cosiddetta 'udienza filtro', la rilevanza delle intercettazioni.<br />Un compromesso, dunque. O forse, con le parole del ministro Alfano, l'unico "punto d'equilibrio" possibile su di uno dei provvedimenti pi&ugrave; controversi dell'intera legislatura, capace di diventare il simbolo di una lotta feroce che ancora tormenta la quiete del maggior partito di governo.<br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1571]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1571</guid>
	<dc:date>2010-07-20T20:20:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[“Le Fabbriche di Nichi”, la nuova frontiera della politica di Vendola]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Vendola.jpg" style="width: 75px; height: 112px;" alt="" />Un progetto innovativo capace di superare il concetto di partito. Vendola lancia con una fisionomia chiara le &ldquo;Fabbriche di Nichi&rdquo;, ovvero la struttura che vuole sovvertire la linearit&agrave; della politica italiana, soprattutto a sinistra. L&rsquo;aspetto comunicativo ricorre a un elemento abusato, ossia la volont&agrave; di innovare, che nelle intenzioni unisce tutte le forze presenti nello scenario italiano. Tuttavia, il presidente della Regione Puglia ha in dote un fattore diverso: le sue &ldquo;Fabbriche&rdquo; non attingono da alcun partito specifico, ma puntano a intercettare il sostegno (e la militanza) di gran parte dell&rsquo;elettorato privo di punti di riferimento, con particolare attenzione ai giovani disillusi dal sistema politico.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Visione</span>. Vendola, da sempre attento alla dimensione emozionale della comunicazione, ha rilanciato il tema della &ldquo;visione&rdquo; per creare un progetto, in grado di proporsi come alternativa al centrodestra. Il concetto-base, veicolato dal leader di Sel, &egrave; di mantenere un&rsquo;identit&agrave; ben delineata sugli argomenti. Come ha sottolineato in alcuni interventi e in varie interviste, il governatore pugliese vuole esporre la propria opinione senza adeguarsi al pubblico che si trova di fronte (esempio: confindustriale con gli imprenditori, operaio con i sindacati), ma ribadendo i punti principali del programma.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Fabbrica</span>. Il nome scelto per il &ldquo;cantiere&rdquo; vendoliano &egrave; indicativo del messaggio che vuole veicolare il leader di Sel: la &ldquo;fabbrica&rdquo; si pone come luogo operoso in cui ognuno adempie al proprio compito in nome della produzione (collettiva) finale. Inoltre, vi &egrave; un elemento identitario solido che evoca un legame con la cultura di sinistra, che cerca di recuperare il rapporto con quell&rsquo;elettorato ormai diventato di centrodestra.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1570]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1570</guid>
	<dc:date>2010-07-19T09:56:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le logge che attanagliano il Premier]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Incappucciati.jpg" style="width: 113px; height: 77px;" alt="" />&ldquo;La P3 non esiste. &Egrave; soltanto uno stupido videogioco giapponese, adatto agli sfigati&rdquo;, cos&igrave; Silvio Berlusconi ha commentato l&rsquo;ultimo scandalo italiano, uscendo da Media World.  Ecco le altre organizzazioni segrete che tramavano all&rsquo;ombra dello Stato.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">P4</span> Nata per salvare Rete4 ha acquisito sempre pi&ugrave; valore. Ora la loggia massonica tutela gli interessi anche di Antenna3, Telespazio, Rete Capri e Voicivedete. Emilio Fede ha definito la P4 una vera &ldquo;banda larga di criminali&rdquo;. Resosi conto della cazzata, ha smentito tutto. Oggi &egrave; il portavoce indiscusso dell&rsquo;organizzazione.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">P5 </span>Voluta fortemente dal piccolo Luigi Berlusconi, &egrave; da considerare superiore alla Wi e graficamente non inferiore alla Ps3. Il Premier recentemente ne ha regalate due: una al figlio Luigi, l&rsquo;altra a Noemi che non sa che farsene. Veronica Lario per togliersi dall&rsquo;imbarazzo ha definito il tutto come un &ldquo;ciarpame tecnologico&rdquo; chiedendo la testa di Steve Jobs che non c&rsquo;entra nulla ed ha gi&agrave; mandato a fanculo Veronica, l&rsquo;Italia e il nuovo iPhone4.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">P6</span> &Egrave; il metodo Cosentino. Buttare Caldoro nei rifiuti di Napoli. Seppellirlo con scarpe vecchie, bucce di banana, ombrelli rotti e bruciarlo possibilmente con una tanica di qualcosa. Cosentino si &egrave; dimesso da sottosegretario per svolgere al meglio il proprio ruolo da dirigente in Campania. Caldoro non dormir&agrave; sonni tranquilli. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">P7</span> Rete legata alla Protezione Civile e quindi a Guido Bertolaso. Stampa gadget: polo, giubbini, gagliardetti, berretti, sciarpe, portachiavi, orologi. Poi usa l&rsquo;immagine di Bertolaso e/o di Cristiano Ronaldo per lanciare i nuovi prodotti. All&rsquo;estero si chiama &ldquo;merchandising&rdquo;. In Italia &ldquo;Grande Interventi&rdquo;.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">P8 </span>Al capo dell&rsquo;organizzazione figura Denis Verdini. Coordinatore nazionale del Pdl, non ha mai fatto pi&ugrave; di qualche decina di fotocopie. Umiliato perfino da Bondi, ha cercato la sua ribalta a Firenze. Non al fianco di Gilardino ma nel corrompere giudici, infermieri e operatori dei servizi, a volte anche sociali.      <br /><br /><span style="font-weight: bold;">PCesare</span> Coinvolto in tutte le 8 organizzazioni, viene citato almeno 75 volte in ognuna di esse. Non chiara la figura di tale Cesare anche se molti sgomitano per acquisirne la paternit&agrave;. Dell&rsquo;Utri, dalla Madonna dei Polsi dove si trovava in pellegrinaggio continua a dire di essere lui. <br />Previti, dal carcere di Rebibbia, dove si trova per penitenza, sostiene di essere lui. Gasparri dice che &egrave; lui. Cos&igrave; anche La Russa, Cicchitto e Bondi che non voleva essere da meno. <br />Berlusconi continua ad affermare che si tratta di &ldquo;quattro sfigati in pensione&rdquo;. Forse non ha tutti i torti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1569]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1569</guid>
	<dc:date>2010-07-17T11:12:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Il Pdl, da “creatura” di Berlusconi a trappola letale]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/berlusconi_3.jpg" style="width: 92px; height: 113px;" alt="" />Il Popolo della libert&agrave; rischia di diventare la “condanna” per Silvio Berlusconi. Il suo progetto politico, nato con un’iniziativa quasi estemporanea tipicamente berlusconiana, puntava a consolidare il ruolo del Cavaliere nel centrodestra, facendolo assurgere leader unico di un partito capace di conseguire consensi paragonabili alla Democrazia cristiana del Dopoguerra. Un’idea senza dubbio ambiziosa anche per il principale protagonista della Seconda Repubblica. Il risultato alle Politiche aveva rafforzato la convinzione del presidente del Consiglio sulla bont&agrave; dell’intuizione di aver sciolto la sua creatura Forza Italia per sviluppare un soggetto moderato-conservatore in grado di caratterizzare la vita politica italiana per decenni.  <br /><br />Il primo congresso del Pdl, infatti, &egrave; stato un trionfo di positivit&agrave; con traguardi incredibili presentati alla portata di mano, come la possibilit&agrave; di ottenere oltre il 50% di voti in pochi anni. Tuttavia, la magniloquenza del progetto si sta gradualmente trasformando in una morsa letale che probabilmente condurr&agrave; l’esperimento all’implosione. La nascita continua di fondazioni e associazioni &egrave; l’indicatore di un riposizionamento all’interno del Popolo della libert&agrave;, che nei fatti assomiglia pi&ugrave; a una federazione che a un soggetto unitario.<br /><br />In tale contesto l’unanimit&agrave; intorno alla leadership Berlusconi continua a disgregarsi, in una tendenza allo “smarcamento” che interessa anche esponenti del partito da sempre fedelissimi al Cavaliere: da un lato gli giurano “amore eterno”; dall’altro pensano al futuro senza di lui. <br /><br />Alla luce della sua carriera imprenditoriale e politica, &egrave; difficile immaginare a Berlusconi che cede alle correnti interne, facendosi da parte in maniera volontaria. Non a caso ha gi&agrave; dichiarato di volere rimettere ordine nel partito; ma la sensazione &egrave; che sia iniziata la fase discendente della sua epoca, bench&eacute; con un processo lento, caratterizzato dal logoramento e non dal tracollo improvviso come preconizzavano alcuni analisti in passato. E resta da vedere cosa sorger&agrave; dalle macerie di un soggetto che comunque ha raggiunto percentuali di consenso sconosciute alla Seconda Repubblica.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1568]]></link>
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	<dc:date>2010-07-16T10:31:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alla Sapienza gli esami si sostengono di notte]]></title>
	<description><![CDATA[&ldquo;Notte prima degli esami&rdquo; cantava Venditti a ricordarci la vigilia della maturit&agrave;. Dello scritto, quello che non si doveva sbagliare. All&rsquo;Universit&agrave; &ldquo;La Sapienza&rdquo; di Roma ieri si &egrave; assistito per la prima volta alla &ldquo;notte degli esami&rdquo;. Quarantacinque docenti, 280 studenti, diciotto commissioni per gli orali, due per gli scritti, hanno dato vita ad un appello insolito. Esami dalle 21 alla mezzanotte, come forma  di protesta contro la riforma Gelmini ed i tagli dei finanziamenti alle universit&agrave; pubbliche.  <br /><br />Tra gli organizzatori dell&rsquo;appello in &ldquo;notturna&rdquo; c&rsquo;&egrave; il preside di Lettere e Filosofia, Franco Piperno.  &laquo;Non sono certo un sobillatore, n&eacute; voglio mettermi sulle barricate. Ma da parte mia, dei docenti e degli studenti c&rsquo;&egrave; la volont&agrave; di esprimere una posizione critica nei confronti di una manovra e di una riforma che oscurano l&rsquo;istruzione e l&rsquo;universit&agrave;&raquo;. Le scelte della riforma Gelmini andranno ad incidere pesantemente su determinate facolt&agrave;. Quella di Lettere ne &egrave; un esempio. &laquo;Nel giro di tre anni &ndash; continua Piperno &ndash; la Sapienza perder&agrave;, per i pensionamenti, 1.500 docenti che non potranno essere sostituiti. E questo, in facolt&agrave; come quella di Lettere, significher&agrave; perdere gran parte del sapere umanistico&raquo;. Cos&igrave; ieri notte, docenti e studenti di italianistica, antropologia, lingue, anglistica, musicologia, glottologia, solo per fare qualche esempio, si sono trovati nell&rsquo;androne e nelle aule delle facolt&agrave;, tra bottigliette d&rsquo;acqua, libri e candele sui tavolini.  <br /><br />Tuttavia, la facolt&agrave; umanistica rispetta anche quel corpo docente e studentesco che non intende aderire alla protesta. &ldquo;I non partecipanti alla mobilitazione continueranno a sostenere gli esami in altre date ed orari&rdquo;, assicura il Preside.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1567]]></link>
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	<dc:date>2010-07-14T15:47:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Pdl apre all’Udc per “minacciare” Fini]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/berlusconi-fini-casini.jpg" style="width: 123px; height: 57px;" alt="" />Il Pdl prova ad allargare la maggioranza, in vista della possibile rottura con i finiani. I messaggi del Popolo della libert&agrave; indicano l&rsquo;intento di Silvio Berlusconi, comunicato da esponenti di spicco del partito, con in prima fila il coordinatore Sandro Bondi, uomo di fiducia del presidente del Consiglio. Il dibattito sull&rsquo;apertura all&rsquo;Udc &egrave; stato avviato per cercare di interpretare la reazione dell&rsquo;elettorato di centrodestra di fronte a una mossa atipica per il Cavaliere, ossia la ricerca di un accordo dopo una fase di mediazione. Si tratta di una strategia &ldquo;paziente&rdquo; per evitare eventuali cali di consenso immediati; in sostanza il leader del Pdl punta a far metabolizzare con gradualit&agrave; l&rsquo;ipotesi di ingresso dei centristi di Casini nel governo.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Ppe</span>. Gli esponenti del Popolo della libert&agrave; usano un argomento molto solido per spiegare il possibile ricongiungimento con l&rsquo;Udc: la presenza nel Ppe di entrambi i partiti. Insomma, le affinit&agrave; tra i due partiti vengono rintracciate sin dalla condivisione dell&rsquo;identit&agrave; nell&rsquo;Europarlamento. Un tema che &egrave; rafforzato dal &ldquo;ricordo&rdquo; della vecchia alleanza stipulata da Berlusconi e Casini per creare una grande coalizione moderata.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Risultati</span>. Il Pdl, sin dalle Regionali, ha sempre sottolineato come i centristi ottengano risultati positivi solo insieme al centrodestra. La strategia di comunicazione, in tal senso, punta a convincere l&rsquo;elettorato di riferimento della prossimit&agrave; politica e ideologica dell&rsquo;Udc con il principale partito dell&rsquo;attuale maggioranza. Mentre su un piano meramente politico, l&rsquo;apertura a Casini pare una sorta di minaccia &ldquo;di sfratto&rdquo; a Fini e alla sua pattuglia parlamentare.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1566]]></link>
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	<dc:date>2010-07-13T10:15:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Con il Google “News for you” nasce il Daily me: i rischi e le opportunità]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Google logo.jpg" style="width: 91px; height: 91px;" alt="" />Arriva il giornale su misura del lettore. La previsione degli studiosi del settore sta prendendo forma grazie al nuovo servizio preparato da Google, sempre pi&ugrave; Gigante del nuovo mondo dell&rsquo;informazione. Il restyling di &ldquo;Google News&rdquo; con l&rsquo;aggiunta della funzione &ldquo;News for you&rdquo; rappresenta un passaggio fondamentale per la modalit&agrave; di fruizione delle notizie. L&rsquo;innovazione del colosso di Mountain View riguarda, al momento, solo i Paesi anglofoni, ma presto si estender&agrave; in tutto il mondo.  <br /><br />La novit&agrave; principale &egrave; la possibilit&agrave; di selezionare le fonti ritenute pi&ugrave; interessanti dall&rsquo;internauta: in tal senso si pu&ograve; verificare un processo di democratizzazione; d&rsquo;altro canto esiste un pericolo di oligarchizzazione delle fonti, laddove si genera un legame fideistico con le testate on-line che riescono ad acquisire una posizione dominante sul mercato. Dunque, come qualsiasi fenomeno di cesura rispetto al passato, il servizio News for you andr&agrave; testato nell&rsquo;atto concreto.  <br /><br />Un altro elemento dirompente del progetto-Google &egrave; la scelta &ldquo;geografica&rdquo; delle informazioni: il lettore ha il potere di delimitare il suo campo di interesse alla prossimit&agrave; fisica degli eventi, senza tralasciare l&rsquo;eventualit&agrave; di optare per argomenti (esempio: un appassionato di calcio dilettantistico potrebbe conoscere alla perfezione partite e risultati del campionato di serie D della sua area, ma ignorare la graduatoria di serie B e serie A e cos&igrave; via anche per la politica).  <br /><br />Sotto il punto di vista analitico, inoltre, &egrave; ravvisabile un ulteriore passaggio: dall&rsquo;informazione ampia e frammentata si giunge a un&rsquo;informazione precisa e personalizzata, con la nascita del cosiddetto &ldquo;Daily me&rdquo;. Il lettore, pertanto, &egrave; chiamato a una responsabilizzazione maggiore nella selezione dei contenuti: un mutamento che evoca timori negli analisti; non &egrave; da escludere, difatti, che intere categorie di minore interesse pubblico abbiano uno spazio informativo sempre pi&ugrave; marginale. In tal senso, per&ograve;, Google ha previsto che nel suo &ldquo;News for you&rdquo; resister&agrave; una finestra di notizie generaliste di maggiore importanza. Ma chiss&agrave; se baster&agrave;.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1565]]></link>
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	<dc:date>2010-07-12T10:08:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Legge Bavaglio]]></title>
	<description><![CDATA[&Egrave; contro la Legge Bavaglio <br />che io mi scaglio. <br />Giornalisti, stampa, informazione, <br />tutti nel mirino della mala comunicazione. <br />Il diritto di parola non &egrave; mica un&rsquo;invenzione. <br />Caro Berlusconi, parla di libert&agrave; <br />negandoci il diritto a sapere la verit&agrave;. <br />Mafiosi, pedofili, politici corrotti, <br />tutti santi e tutti assolti. <br />Abbiamo perfino scioperato <br />contro il suo operato. <br />Ci dia la possibilit&agrave; di sapere. <br />Sta tutto l&igrave; il nostro avere. <br />All&rsquo;estero si preoccupano di noi <br />scambiandoci per buoi. <br />Credono che sia tutto nelle sue mani.<br />E mica ci sono andati troppo lontani. <br />Ha Stato, banche e televisioni. <br />Lasci almeno a noi il diritto alle opinioni. <br />Non c&rsquo;&egrave; legge che lei non tocchi, <br />non c&rsquo;&egrave; norma che lei non violi. <br /> Non c&rsquo;&egrave; giudice che lei rispetti <br />se non finisce nell&rsquo;elenco degli eletti.<br />&nbsp;Caro Berlusconi, basta coi padroni e affini<br />ci &egrave; bastato Mussolini. <br />Caro Berlusconi, restituisca a noi il diritto ad essere informati. <br />Un giorno la ricorderemo con occhio diverso, ma solo perch&eacute; l&rsquo;altro ha lacrimato troppo&hellip;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1564]]></link>
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	<dc:date>2010-07-10T11:45:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ Berlusconi stacca la spina alle correnti]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" style="width: 126px; height: 154px;" src="/public/berlusconi_3.jpg" />&laquo;Ora basta con la vecchia politica&raquo;, con questo avvertimento Silvio Berlusconi liquida le tante iniziative che stanno prendendo piede sempre pi&ugrave; nel suo partito. Il leader del Pdl non sopporta la nascita di associazioni, fondazioni o correnti che siano. Lo ha ribadito nel corso di una riunione con i coordinatori del Pdl, Verdini e Bondi, il capogruppo alla Camera e il vicecapogruppo al Senato Cicchitto e Quagliariello, il ministro Alfano e l&rsquo;avvocato di fiducia Ghedini. &laquo;Il Pdl &ndash; ha ribadito Berlusconi, nel corso del colloquio &ndash; &egrave; nato come movimento popolare, espressione diretta degli elettori, per amalgamare tutte le tradizioni politiche del centrodestra e per sconfiggere cos&igrave; la vecchia partitocrazia e la vecchia logica delle correnti, da qualunque parte provengano&raquo;. Non solo Fini dunque. Certo il movimento &ldquo;finiano&rdquo; rappresenta l&rsquo;ostacolo pi&ugrave; alto per il Cavaliere. L&rsquo;associazione &ldquo;<a href="http://www.farefuturofondazione.it/"><span style="font-weight: bold;">Fare Futuro</span></a>&rdquo;, diretta dal professor Campi &egrave; stata la colonna portante del pensiero finiano. Da sempre critica nei confronti dell&rsquo;operato del Governo non ha condiviso molte scelte politiche e personali del Premier. Ultimamente, su Berlusconi, Campi ha dichiarato: &laquo;Non &egrave; uno statista ma un ottimo intrattenitore nelle &ldquo;occasioni conviviali&rdquo;&raquo;. Sempre il professore, direttore della fondazione, era stato l&rsquo;oggetto della discussione tra Berlusconi e Fini all&rsquo;Auditorium della Conciliazione. Discussione che sa sempre pi&ugrave; di scissione e non di riconciliazione, tanto per usare un eufemismo. <br />Ma la corrente del presidente della Camera non &egrave; la sola a preoccupare il capo del Popolo delle Libert&agrave;. Sempre nella maggioranza, sempre nell&rsquo;area ex Alleanza Nazionale un altro vento si muove. Un&rsquo;altra ambizione cavalca. &Egrave; quella del primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno che coltiva l&rsquo;obiettivo di diventare leader del centrodestra. Per raggiungere un fine occorre un mezzo e Alemanno lo ha trovato. Si chiama <span style="font-weight: bold;">NuovaItalia</span> e sar&agrave; il laboratorio politico dell&rsquo;ex leader della Destra Sociale. Un centro dal quale partorire strategie comunicative e culturali ma soprattutto alleanze con il mondo cattolico e con quello socialista di Maurizio Sacconi. La Fondazione del sindaco romano &egrave; ben strutturata. I deputati vicini ad Alemanno, Barbara Saltamartini e Francesco Biava governano i circoli, Mantovano e Landolfi curano i rapporti politici con le altre forze, mentre l&rsquo;intera organizzazione sar&agrave; gestita da Salvatore Santangelo, da molti considerato un giovane brillante di &ldquo;geofilosofia&rdquo;. Anche negli ambienti di Alemanno, vengono fortemente criticate le scelte del Pdl. Secondo l&rsquo;ex ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, si tratta addirittura di un &ldquo;partito che non esiste&rdquo;. Cos&igrave; come non esiste una linea politica ben mirata. Gli uomini di fiducia del sindaco, denunciano l&rsquo;avanzamento della Lega. I leghisti e qualche coordinatore del Pdl indagato (Verdini, ndr), non sono considerati ospiti autorevoli al meeting che si terr&agrave; a Rimini.<br />Berlusconi informato dei fatti non poteva e non pu&ograve; che staccare la corrente alle correnti, appunto.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />&nbsp;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1563]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1563</guid>
	<dc:date>2010-07-08T09:13:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chi vuole attaccare Napolitano?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img align="left" src="/public/sferaopinioni.jpg" width="106" height="118" alt="" />Giorgio Napolitano &quot;non ha nessun motivo, n&eacute; personale n&eacute; istituzionale, per sollecitare innovazioni alla normativa vigente, quale &egrave; sancita dalla Costituzione, sulle prerogative del Capo dello Stato&quot;. &Egrave; questa la secca risposta arrivata oggi dal Quirinale per rispondere alle teorie ricostruite su alcuni&nbsp;quotidiani.<br />Nei giorni scorsi, infatti, il Giornale (e in maniera meno esplicita il Fatto)&nbsp; avevano ripercorso la vicenda dell'emendamento presentato dal Pd e poi ritirato, volto a rafforzare l'immunit&agrave; del presidente della Repubblica. Un emendamento che &egrave; tornato sotto la luce dei riflettori ieri, in relazione alla possibilit&agrave;, ventilata in Commissione Giustizia al Senato, di estendere la &ldquo;retroattivit&agrave;&rdquo; del Lodo Alfano anche al Presidente del Consiglio e ai ministri.</p>
<p>&ldquo;A pensar male si fa peccato ma s'indovina quasi sempre&rdquo; diceva il &ldquo;divo&rdquo; Andreotti, e questa volta si pu&ograve; tentare di indovinare: il Pd presenta un emendamento a tutela del Presidente della Repubblica. Un tentativo di modifica che&nbsp; viene poi ritirato, secondo i senatori Pd, per evitare strumentalizzazioni da parte della maggioranza e &ldquo;il tentativo di costruire in tal modo un alibi politico per giustificare il trattamento di favore che si vorrebbero riservare al Presidente del Consiglio e ai Ministri&rdquo;.<br />Ma perch&eacute; presentare un emendamento in tal senso, viste le tutele gi&agrave; garantite dalla Costituzione? Qual &egrave; la strategia sottesa a questa azione? Perch&eacute; proporre un simile scudo, gi&agrave; inviso a molto dell&rsquo;elettorato di riferimento,&nbsp; e rischiare di dare una sponda confortevole alla maggioranza?<br />La risposta razionale potrebbe essere affidata solo ad un libro di fantapolitica che immagina uno scenario imprevedibile, dove gli odiati contrasti tra il Colle e Palazzo Chigi vengano brutalmente risolti con uno scandalo giudiziario.</p>
<p>Uno scandalo che questa volta coinvolgerebbe il Quirinale e che costringerebbe il Presidente della Repubblica ad abbandonare lo scranno pi&ugrave; importante. <br />E&rsquo; solo un&rsquo;ipotesi, certo. E anche un po&rsquo; bislacca, se vogliamo. Ma a pensar male&hellip;<br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1562]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1562</guid>
	<dc:date>2010-07-07T11:08:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi-Fini, tra prova di forza e possibile crisi di governo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img align="left" src="/public/Berlusconi e Fini.jpg" width="106" height="82" alt="" />Il governo vive un’estate ad alta tensione e non &egrave; esclusa l’ipotesi di crisi prima delle ferie di agosto. Gli attriti tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini sono sfociati, nella scorsa settimana, in uno scontro aperto, bench&eacute; a fronteggiarsi siano state “le seconde linee” dei due schieramenti (Cicchitto e Capezzone per i berlusconiani e Granata e Bocchino per i finiani), con i leader che hanno lasciato trapelare messaggi solo attraverso le ricostruzioni giornalistiche (eccetto il “duello ufficiale” Bondi-Fini sulla nomina di <a href="http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1546">Brancher a ministro</a>). In ottica comunicativa, tale scelta conferma la volont&agrave; di non voler far precipitare gli eventi, mantenendo per&ograve; un comportamento vigile sulla situazione. </p>
<p><strong>Carte scoperte</strong>. Il<a href="http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1503"> litigio pubblico</a> alla direzione nazionale del Pdl ha segnato la cesura rispetto alle precedenti alleanze stipulate da Fini e Berlusconi: la spaccatura mostrata in diretta tv ha confermato la veridicit&agrave; delle indiscrezioni emerse sugli organi di informazione in merito al rapporto tra i due. Pertanto i co-fondatori del Popolo della libert&agrave; possono proseguire la sfida interna alla maggioranza, rifuggendo dalla necessit&agrave; di “giocare a carte coperte” come &egrave; avvenuto per anni. </p>
<p><strong>Prova di forza</strong>. L’obiettivo di entrambi &egrave; di fornire una prova di forza all’opinione pubblica per acquisire credibilit&agrave; presso gli elettori. Un cedimento, difatti, sarebbe interpretato come una mancanza di carisma nell’esercizio della leadership. Il “ghe pensi mi” berlusconiano, annunciato nei telegiornali nazionali, rientra in una strategia che mira a confermare la maggiore potenza politica del presidente del Consiglio rispetto all’ex numero uno di An, che tuttavia ha ribadito la decisione di posticipare a settembre l’approvazione del ddl <a href="http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1559">intercettazioni</a>. Le soluzioni possibili, dunque, sono due: o qualcuno dei litiganti allenta la presa o gli italiani vedranno lo spettacolo di una crisi di governo estiva.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1561]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1561</guid>
	<dc:date>2010-07-05T09:50:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Berlusca in Tv]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_mitraglia.jpg" style="width: 94px; height: 109px;" alt="" />Berlusconi invade i tg nazionali per dire la sua. Ecco in quali altre occasioni vedremo il Presidente del Consiglio intervenire in televisione per dire le sue.  <br /><br />Annunciato da Maria De Filippi, sieder&agrave; sul troni di <span style="font-weight: bold;">Uomini e Donne</span>, dove cortegger&agrave; una ragazzina non ancora maggiorenne per finire con la bisnonna della stessa. Morta sette anni fa.  A fine trasmissione il Premier dovr&agrave; decidere se fare un&rsquo;esterna con una delle donne o preferirgli Brancher. <br /><br />Quasi certa la sua presenza alla prossima edizione de <span style="font-weight: bold;">la Corrida</span>. Nel corso della puntata ripeter&agrave; per filo e per segno quanto detto ieri ai telegiornali. Performance che gli varr&agrave; la vittoria finale. Un pubblico scatenato lo applaudir&agrave; per circa venti minuti mentre una decina di vecchietti incazzatii lo feriranno con tegamini e pentole d&rsquo;acciaio.  <br /><br />Convocato da Prandelli, Berlusconi scender&agrave; in campo per fare una scelta di campo, una scelta di libert&agrave; e tutti grideremo <span style="font-weight: bold;">Forza Italia</span>. La squadra con l&rsquo;aiuto della mafia vincer&agrave; tutte le competizioni. Europei, Mondiali, tornei di Sudoku. Prandelli, indagato e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, continuer&agrave; a dire che Iaquinta &egrave; un eroe.   <br /><br />Spinto da Pippo Baudo, condurr&agrave; sette puntate di <span style="font-weight: bold;">Domenica In</span>. Amore, affetti, dolore, amicizia, solidariet&agrave;, altruismo. Saranno i temi che il premier tratter&agrave; insieme a Bruno Vespa, Paolo Crepet e Stefano Zecchi. Non da escludere la possibilit&agrave; che le puntate vengano raddoppiate nel corso della stagione televisiva. <br /><br />Vestito da cardinale, affiancher&agrave; Ratzinger nel corso dell&rsquo;<span style="font-weight: bold;">Angelus</span>. Le guardie svizzere sono pronte a bloccarlo in caso si mettesse, con la mano destra, a fargli le corna. Per la prima volta Berlusconi comprer&agrave; una collana d&rsquo;oro per lui. <br /><br />Con un camice verde addosso, si far&agrave; operare in diretta di tumore alla prostata. Luciano Onder e la sua troupe di <span style="font-weight: bold;">Medicina 33</span> sono gi&agrave; pronti a immortalarne il momento. Il cancro, che non c&rsquo;&egrave;, verr&agrave; rappresentato dalla Costituzione. Tanto per rendere facile l&rsquo;esempio e l&rsquo;accostamento.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1560]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1560</guid>
	<dc:date>2010-07-03T12:59:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ghedini, la prima linea contro il Quirinale sul tema-intercettazioni]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 130px; HEIGHT: 65px" alt="" align="left" src="/public/Napolitano2.jpg" />Niccol&ograve; Ghedini <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/02/news/intercettazioni-schifani-5329662/?ref=HRER2-1">lancia messaggi chiari al Quirinale</a>: sul ddl intercettazioni, il centrodestra non vuole concedere ulteriore spazio al dibattito, perch&eacute; punta ad approvare il provvedimento in tempi brevi. La posizione del deputato del Pdl, avvocato di Silvio Berlusconi, incarna il progetto del presidente del Consiglio, che vuole chiudere la pratica anche a rischio di nuove tensioni con Giorgio Napolitano. La strategia comunicativa del Cavaliere &egrave; destinata a mettere da parte la cordialit&agrave; istituzionale degli ultimi mesi e ritornare allo scontro con il capo dello Stato, come avvenne dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. <br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Accelerazione</span>. La parole dei berlusconiani del Pdl hanno puntato sul concetto di &ldquo;accelerazione&rdquo; del dibattito sul tema-intercettazioni. L&rsquo;obiettivo &egrave; di far passare la legge prima della fine dell&rsquo;estate, anche per lanciare un segnale di forza alle opposizioni e all&rsquo;opinione pubblica. L&rsquo;avvitamento della maggioranza sul ddl rischia di essere percepito dall&rsquo;elettorato come un sintomo di debolezza del centrodestra, che tradirebbe l&rsquo;approccio &ldquo;decisionista&rdquo; da sempre caro a Berlusconi. <br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Rottura</span>. Lo scenario che si &egrave; venuto a formare potrebbe addirittura condurre alla rottura nel principale partito di maggioranza: i finiani hanno gi&agrave; chiesto una &ldquo;riflessione&rdquo;, mentre i moderati (capeggiati dall&rsquo;ex ministro Pisanu) appaiono molto tiepidi sull&rsquo;argomento intercettazioni. Pertanto, il Cavaliere potrebbe addirittura pensare alla crisi di governo per rifuggire dall&rsquo;immagine di &ldquo;leader da Prima Repubblica&rdquo;, ostaggio delle correnti interne alla maggioranza.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1559]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1559</guid>
	<dc:date>2010-07-02T14:57:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Lodo Alfano bis inasprisce ulteriormente lo scontro politico]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 68px; HEIGHT: 107px" alt="" align="left" src="/public/Alfano.jpg" />Una nuova proposta che polarizza lo scontro politico: il Lodo Alfano bis irrompe nel dibattito, aumentando le tensioni tra maggioranza e opposizioni. Nella nuova formulazione del testo viene <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/30/news/lodo_alfano_ampliamento-5291700/?ref=HRER1-1">potenziato lo scudo</a> giudiziario del presidente del Consiglio: la decisione sembra rientrare in una strategia di inasprimento del confronto parlamentare e istituzionale, che risponde alla <a href="http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1377">logica comunicativa prediletta da Berlusconi</a>. L&rsquo;ormai consolidata critica del Cavaliere agli organismi costituzionali viene foraggiata dallo strumento legislativo che vuole archiviare i procedimenti avviati nei suoi confronti. <br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Comunicazione</span>. Nelle prossime settimane &egrave; plausibile pensare a un intervento deciso del leader del Pdl a sostegno della riproposizione del Lodo Alfano. Il presidente del Consiglio vuole veicolare un messaggio chiaro agli elettori, soprattutto quelli di centrodestra: lui &egrave; &ldquo;costretto&rdquo; a evitare i magistrati &ldquo;di sinistra&rdquo; per poter proseguire il proprio lavoro. La tecnica comunicativa berlusconiana, in tal senso, &egrave; un meccanismo rodato con la garanzia di buoni risultati in termini di consenso per l&rsquo;elettorato di riferimento e soprattutto per l&rsquo;opera di discredito verso i giudici. <br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Rottura</span>. Il testo, che reca il nome del ministro della Giustizia, &egrave; anche un mezzo per proseguire lungo la rotta tracciata da Berlusconi, ossia creare un &ldquo;noi&rdquo; e un &ldquo;loro&rdquo; (elemento che lo caratterizza sin dal discorso della discesa in campo). Il Cavaliere, difatti, potr&agrave; nuovamente porsi in aperto scontro con le altre Istituzioni, rafforzando il suo ruolo di tutore dei diritti di libert&agrave;. Una strategia &quot;ad alta tensione&quot; necessaria ancor di pi&ugrave; in un passaggio delicato per il suo esecutivo alle prese con la flessione nei sondaggi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1558]]></link>
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	<dc:date>2010-07-01T08:48:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dell'Utri, la condanna e lo strappo dei giovani del Pdl]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img align="left" src="/public/sferaopinioni.jpg" width="93" height="109" alt="" />C’&egrave; qualcosa di agghiacciante in quel che &egrave; successo ieri. Una scena di pochi secondi, elevata a show dalla selva di telecamere e dall’importanza della dichiarazione. Uno spettacolo che riassume in un macabro e surreale teatrino la somma dell’Italia contemporanea, tra ipocrisia e arroganza. Tra potere da basso impero e impermeabilit&agrave; alla vergogna.<br />Marcello Dell'Utri, condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte d'Appello di Palermo, ha ribadito che Vittorio Mangano, lo stalliere criminale legato a Cosa Nostra, &egrave; il “Suo” eroe. L’irrefrenabile bisogno di marcare quella granitica riconoscenza l’avuto, tra l’altro, mentre sullo sfondo si stagliava luminoso, e contraddittorio, il logo orgoglioso dei Circoli del BuonGoverno.</p>
<p>C’&egrave; ancora un grado di giudizio, naturalmente. E fino alla pronuncia della Cassazione, Dell’Utri rimane un imputato. Non un condannato. Ma tra il principio e la possibile fine di questa vicenda c’&egrave; tutto lo scempio di un onore offeso. Quello dei ragazzi della Giovane Italia Sicilia (il movimento giovanile del Pdl sull’isola) che dopo la sentenza hanno chiesto di espellere dal partito “i condannati per mafia”. Una richiesta che potrebbe suonare come una provocazione, o come un onesto appello alla responsabilit&agrave; dal parte del senatore condannato. Una sensibilit&agrave; a cui si dovrebbe affidare per decidere di rinunciare allo scranno occupato a Palazzo Madama, come auspicato anche dal finiano Fabio Granata.<br />Macch&eacute;! I giovani sono stati ripresi, bacchettati, perfino ripudiati. Come si pu&ograve; dire una cosa del genere? Come si pu&ograve; sfoggiare tanta arroganza? Come si pu&ograve; – tuona l’assessore alla cultura della provincia di Palermo, Eusebio D’Al&igrave; - accodarsi al peggior populismo giustizialista di marca dipietrista? </p>
<p>Giusto, perch&eacute; fare il passo pi&ugrave; lungo della giustizia? Dell’Utri al Tg2 pensa addirittura che quei giovani non siano del Pdl. Loro, ripete, “non hanno capito”. Eppure il suo elogio allo stalliere di Arcore sembrava cos&igrave; candido e puro. Come diavolo &egrave; possibile? Chiss&agrave;, forse hanno capito tutto e sono esausti. E non c’entra l’essere giustizialisti o garantisti, non c’entra nemmeno essere di destra o di sinistra. C’entra solo il fatto che, a volte, il limite non pu&ograve; essere superato. C’&egrave; chi la faccia di marmo ormai ce l’ha da anni e c’&egrave; chi invece cova un’ideale, fosse anche l’ultima illusione concessa dalla giovent&ugrave;, e non vuole vederlo messo alla berlina dai Brancher, dai Dell’Utri e dai Mangano fatti entrare nel Pantheon ideale.<br />Per noi, dicono i giovani siciliani del Pdl, un eroe &egrave; Borsellino. Ma non nella giungla italiana, dove vince il pi&ugrave; forte, e dove il pi&ugrave; debole diventa carne da macello. Vi ricordate della vicenda Di Girolamo? Lui, che era stato eletto con i voti della Camorra, &egrave; stato cacciato via a pedate. Mentre intorno c’era chi si strappava le vesti in nome del rispetto delle istituzioni. Ma il senatore Di Girolamo, nel giro intricato del nuovo libro della Giungla, era un uomo, tutto sommato, piccolo piccolo a cui nessuno ha pensato di lanciare un salvagente. Niente a che vedere con il potente Dell’Utri che &egrave;, e rimane, senatore della Repubblica. Perch&eacute; giustamente innocente fino all’ultimo appello, ma colpevole, con le parole e i fatti, di avere fatto sprofondare l’Italia nella giungla pi&ugrave; nera.<br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1557]]></link>
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	<dc:date>2010-06-30T11:55:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le Regioni come inattesa spina del governo]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" style="width: 131px; height: 98px;" src="/public/Formigoni Roberto.jpg" />Le Regioni sono determinate a proseguire il duello con il governo sulla manovra. I tagli, contenuti nel provvedimento, hanno coalizzato i governatori, pronti a rimettere le deleghe (della legge Bassanini) nelle mani dell&rsquo;esecutivo: un gesto fortemente simbolico, che lascia trasparire la volont&agrave; di affrontare il tema senza alcuno sconto all&rsquo;esecutivo. Il capofila della &ldquo;fronda&rdquo; &egrave; Roberto Formigoni, esponente storico di Forza Italia ed eterno leader designato su scala nazionale. Il presidente della Regione Lombardia si sta proponendo come interlocutore assai critico di Tremonti e Berlusconi, confermando che la sua adesione al Popolo della libert&agrave; non &egrave; meramente ideologica, bens&igrave; molto attenta alle istanze del territorio che amministra.  Una strategia che prova anche a rispondere alla costante crescita della Lega al Nord.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Solidit&agrave;</span>. La Conferenza delle Regioni si sta confermando un organismo solido e pragmatico, capace di individuare una sintesi tra presidenti di diversa estrazione politica. Vasco Errani (Emilia Romagna) e lo stesso Formigoni, nel ruolo di decani (uno del Pd, l'altro del Pdl), rappresentano una guida decisa e bipartisan dell&rsquo;organizzazione, che ha confermato l&rsquo;intransigenza rispetto ai tagli imposti dalla manovra del governo. Il rischio per l&rsquo;esecutivo &egrave; una forte flessione in termini di credibilit&agrave;: troppi esponenti del partito di maggioranza appaiono polemici di fronte alle misure anti-spreco predisposte dal ministro dell&rsquo;Economia. Un segnale di indebolimento della coesione interna che da sempre &egrave; un elemento di forza per l&rsquo;immagine di Silvio Berlusconi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1554]]></link>
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	<dc:date>2010-06-29T08:19:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Domani la sentenza d'appello per Dell'Utri, ma è in agguato il colpo di scena]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" src="http://damianorama.files.wordpress.com/2009/03/berlusconi-dellutri.jpg" style="width: 160px; height: 121px;" />Sar&agrave; emessa domani la sentenza nel processo d'appello a carico del senatore del Pdl  Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il co-fondatore di Forza Italia, che &egrave; stato condannato in primo grado a 9 anni,  il pg ha chiesto la  condanna a 11 di reclusione. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Scandali.</span> La Corte &egrave; in camera di consiglio gi&agrave; da venerd&igrave; scorso, ma l'esito della tendenza, che &egrave; attesa nella mattinata,  si &egrave; fatto attendere. L’eventuale condanna infatti si tradurrebbe in un nuovo grave scandalo per il maggior partito di maggioranza. Dopo il gi&agrave; clamoroso caso del senatore eletto dalla mafia, Nicola Di Girolamo, e la patata bollente del ministro Brancher, che solo dopo la bufera ha deciso di rinunciare al legittimo impedimento.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Colpo di scena. </span>La complessit&agrave; del processo e la mole enorme della documentazione da esaminare ha giustificato in parte il lungo processo che vede imputato Dell’Utri. La prima sentenza, infatti, risale al dicembre del 2004, e solo 6 anni dopo si &egrave; giunti al secondo grado di giudizio. Appuntamento che, forse, potrebbe anche tramutarsi in un’opportunit&agrave; per il senatore siciliano. Il perch&eacute; potrebbe essere scovato nell’eventualit&agrave; che i giudici sollevino un non meglio definito “vizio procedurale” che farebbe frenare la macchina della giustizia e procrastinare a data indeterminata la sentenza finale.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1555]]></link>
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	<dc:date>2010-06-28T22:20:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La telecronaca insolita]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" src="http://media.libero.it/c/imgs/mondiali2010/10/174/710738.jpg" style="width: 177px; height: 99px;" />L'italia mondiale. Ultima tra gli ultimi. Peggio della nuova zelanda e dei kiwi. 5 goal presi senza averli mai resi. <span style="font-weight: bold;"><br /><br />Marchetti</span>, depositando  sogni e palloni in pi&ugrave; cassetti va avanti a forza di fazzoletti.<span style="font-weight: bold;"> <br /><br />Cannavaro</span>, preso in giro da qualsiasi somaro, si rivolge a <span style="font-weight: bold;">Chiellini</span> che imbottito  di tortellini dimentica l'attaccante e si aggrappa all'idrante. Allargando il passante. <span style="font-weight: bold;"><br /><br />Criscito </span>sulla fascia scarta, scala e va di burraco. Un talento, lui che con le francesi &egrave; sempre stato un portento. <br /><br />Altra tecnica, altra classe &egrave; quella di <span style="font-weight: bold;">Zambrotta</span>. Annaspa, sbotta e lotta e poi via col giro di stoppa. Con lui c'&egrave; <span style="font-weight: bold;">Gattuso </span>la n'duja ed un p&ograve; di vino. <br /><br />D'improvviso &egrave; gi&agrave; mattino. Al centro arriva Riccardo <span style="font-weight: bold;">Montolivo</span>, la vol&egrave; &egrave; servita ma peccato si sia smarrita sui piedi di <span style="font-weight: bold;">Marchisio</span>. Duro e impacciato, goffo e sbagliato, soltanto <span style="font-weight: bold;">Lippi </span>non lo ha condannato. <br /><br />Al fianco c'&egrave; <span style="font-weight: bold;">De Rossi </span>che con quella barba sembra un <span style="font-weight: bold;">Gattuso </span>svedese. Tutti uniti, tutti insieme raccolti nel silenzio per non svegliare Alberto <span style="font-weight: bold;">Gilardino </span>che evidentemente ha dimenticato a casa il violino. Sostenuto da <span style="font-weight: bold;">Di Natale </span>e <span style="font-weight: bold;">Pepe </span>fanno il presepe. Uno il pastore, gli altri i re magi a buttarla fuori ci pensa <span style="font-weight: bold;">Iaquinta</span>. <br /><br />Non dimenticando <span style="font-weight: bold;">Quagliarella</span>. Senza di lui questa italia sarebbe meno bella. Pi&ugrave; simile a <span style="font-weight: bold;">Camoranesi </span>e <span style="font-weight: bold;">Pirlo</span>. Portati in Sud Africa perch&eacute; non c'erano mai stati. E pazienza se non erano motivati. Un p&ograve; come <span style="font-weight: bold;">Buffon</span>, andato l&igrave; per curarsi la schiena in uno stadio di riposo ha dovuto fare a meno di <span style="font-weight: bold;">Totti </span>solo perch&eacute; checco non aveva le ferie pagate. <br /><br />Tolto <span style="font-weight: bold;">Lippi </span>la palla passa a <span style="font-weight: bold;">Prandelli </span>che ce li render&agrave; tutti un p&ograve; pi&ugrave; belli.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1553]]></link>
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	<dc:date>2010-06-26T10:22:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Lega cavalca l’onda della delusione Mondiale]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" style="width: 117px; height: 88px;" src="/public/Bossi.jpg" />Il mesto Mondiale in Sudafrica per l&rsquo;Italia &egrave; stato ravvivato pi&ugrave; dalla Lega nord che dalle partite giocate. Gli esponenti del Carroccio non hanno perso mai l&rsquo;opportunit&agrave; di polemizzare verso la Nazionale e ovviamente hanno commentato con toni aspri la clamorosa eliminazione maturata ieri contro la Slovacchia. L&rsquo;approccio comunicativo leghista conferma la volont&agrave; di avvicinarsi ai sentimenti &ldquo;popolari&rdquo;, strizzando l&rsquo;occhio ai cittadini ostici verso i coloro azzurri (calcistici).  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Mollezza</span>. Calderoli &egrave; stato il pi&ugrave; veloce a criticare &laquo;i bambini viziati&raquo; scesi in campo: un messaggio a presa rapida che ha subito trovato ampio consenso tra i tifosi amareggiati per la sconfitta. Le parole del ministro della Semplificazione hanno mirato a confermare la vicinanza della ai sentimenti delle persone comuni anche quando si parla di calcio. La polemica sulla &ldquo;mollezza&rdquo; dei calciatori italiani conserva un&rsquo;efficacia rara, visti anche gli stipendi d&rsquo;oro riservati ai (presunti) campioni azzurri.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Stranieri</span>. Il Carroccio ha completato l&rsquo;opera, attaccando la massiccia presenza di stranieri nel campionato: un altro tema molto gradito alla maggioranza degli italiani, che durante le competizioni della Nazionale &ldquo;ricorda&rdquo; come i club investano poco nei vivai e manifestino scarsa fiducia nei giovani della Primavera. In ogni caso, la Lega ha saputo ottenere una buona visibilit&agrave; mediatica grazie al Mondiale, ribadendo la propria posizione &ldquo;politically incorrect&rdquo; anche nel corso dell&rsquo;appuntamento pi&ugrave; unificante per il popolo italiano.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1552]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1552</guid>
	<dc:date>2010-06-25T15:35:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mondiali: la politica che sporca lo sport]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 127px; HEIGHT: 150px" height="325" alt="" src="http://www.pinellus.it/smokers/wp-content/mondiali_1.jpg" width="170" align="left" />Ci sono degli aspetti in questi Mondiali di calcio che non convincono. Aldil&agrave; dei risultati raggiunti da una squadra piuttosto che dell’altra. Qualificazioni o eliminazioni che siano, emergono degli esiti sconcertanti che poco hanno a che fare con il singolo risultato sportivo. Non &egrave; sport quello che sta emergendo dalla pi&ugrave; alta manifestazione calcistica. Questi mondiali stanno mettendo alla luce le forti spaccature culturali presenti in ogni singolo Paese. Le pesanti contraddizioni interne che opprimono le integrazioni tra popoli. nonostante si corra insieme dietro ad un pallone. Si gioisca o si soffra pi&ugrave; o meno alla stessa maniera. È la politica ancora una volta farla da padrona. È la politica a decidere il campo dove deve avvenire l’incontro. Un match fatto di scontri verbali e di polemiche inutili quanto pesanti ai fini dell’unit&agrave; e della condivisione. L’esempio pi&ugrave; brutto ci viene dalla Corea del Nord. Una nazionale che vive in un bunker, come si trattasse di un gruppo di condannati a morti. Senza giornalisti a seguito. Privi di un qualsiasi contatto con il mondo che li circonda. Incapaci a comunicare con chiunque. I loro connazionali, da casa, sono costretti a seguirli in differita. La pesante sconfitta subita con il Portogallo &egrave; stata oscurata. Un’opaca pagina di storia, pi&ugrave; che di sport. E che dire della Francia e dei francesi. Il fallimento mondiale dei galletti ha fatto emergere un odio razziale preoccupante quanto triste e vigliacco. “Sono la nostra vergogna e non dovremmo pi&ugrave; accettare che portino i nostri colori. Sono dei traditori, degli ingrati, dei felloni”. Cos&igrave; sono stati apostrofati i magrebini – francesi. quelli che solo dodici anni fa consegnare alla Francia il titolo di Campioni del Mondo. Gli Zinedine Zidane del 2010, tanto per intenderci. “Un gruppo che non rappresenta la Francia ma purtroppo la riflette” ha dichiarato qualcuno. Se cos&igrave; &egrave;, la Francia ha perso due volte in questo mondiale. La sconfitta sul campo non &egrave; di certo la pi&ugrave; pesante. C’&egrave; poi l’Italia e la Lega. Questa frangia padana che non sopporta l’idea di Nazione. Non tollera l’inno di Mameli. Non ama gli azzurri in quanti rappresentanti di un Paese che loro vorrebbero sciolto, diviso, spaccato. Amano Roma, i suoi ministeri ed i suoi ristoranti, per&ograve;. Quello s&igrave; e nessuno lo dice. Come nessuno dice che la Padania non esiste. Onore e merito al Presidente della Camera che lo ha ribadito a piena voce. Suscitando l’ira di Bossi che ha accusato la Nazionale di comprare le partite. Un ministro della Repubblica che accusa quella che dovrebbe essere la squadra che dovrebbe rappresentare la sua Nazione &egrave; sconcertante tanto quanto le idee che la Lega ed i leghisti propagano oramai da pi&ugrave; di un decennio.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1551]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1551</guid>
	<dc:date>2010-06-24T12:35:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il condono edilizio ricompare nella manovra: errore o ricatto? ]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="" align="left" src="http://www.geomedile.com/img/condono-edilizio.jpg" width="153" height="131" />Come per le folgoranti e brevi carriere di alcuni personaggi dello spettacolo, si potrebbe dire che l'ultimo condono edilizio del governo Berlusconi &egrave; sembrato come una luccicante e improbabile meteora. Un bolide che ha attraversato il pomeriggio politico tra indignazioni colleriche e smentite imbarazzate. Fino all'epilogo pi&ugrave; ovvio: il ritiro. <br /><br /><strong>Passo falso.</strong> Gian Antonio Stella, ieri sul Corriere della Sera, aveva avvertito:  "le sanatorie del passato sono nate tutte cos&igrave;". Ma Paolo Tancredi, uno dei tre senatori Pdl che hanno firmato l'emendamento, ha assicurato che la proposta di condono non avr&agrave; seguito. Rimane per&ograve; lo sconcerto per l'evoluzione della giornata e per la brutta figura incassata dallo stesso Tancredi, che sempre dalle colonne del Corriere lancia l'altol&agrave; a chi si &egrave; divertito alle sue spalle e gli ha giocato il colpo mancino. Lui, ammette, ha firmato "per errore". Come se la manovra fosse un gioco, e l'assalto alla diligienza (con gli oltre 2500 tentativi di modifiche al testo del governo) fosse l'ultimo match della partita. Quello pi&ugrave; importante, dove infilare le norme "impresentabili".</p>
<p>Proprio come quella della nuova sanatoria edilizia, che prevedeva una riapertura dei termini del condono del 2003 per sanare (entro la fine del 2010) gli abusi commessi fino al 31 marzo scorso, compresi quelli realizzati nelle aree "protette" dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Proposta che non solo aveva la firma degli "ignari" Tancredi, Latronico e Pichetto Fratin (gli altri due senatori firmatari dell'emendamento), ma anche del timbro dell'ufficio legislativo del Pdl. Se fosse un errore, sarebbe fin troppo grossolano. Se si trattasse di uno "sgambetto" tutto interno ai parlamentari del Pdl, allora significherebbe che la pace "anticorrenti" all'interno del pi&ugrave; grande partito di maggioranza &egrave; tutt'altro che raggiunta.<br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1550]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1550</guid>
	<dc:date>2010-06-23T08:51:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>