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Gelmini, la “dura” che sfida il mondo dell’Università
Di Stefano Iannaccone (del 23/07/2008 @ 08:38:01, in Politica interna, letto 595 volte)
Mariastella Gelmini è pronta a costruirsi un’immagine da dura per conquistare ulteriore visibilità e forgiare il decisionismo a tinte rosa nell’esecutivo Berlusconi. Dopo la partenza in sordina, oscurata dall’iperpresenzialismo mediatico di altri ministri (soprattutto Frattini, Brunetta e Maroni), la titolare del dicastero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha cominciato a elaborare messaggi in grado di calamitare l’attenzione della stampa e permettere l’uscita dall’anonimato la laboriosa esponente lombarda di Forza Italia, molto apprezzata dal premier.

Tradizione. All’interno della strategia comunicativa approntata da Gelmini è presente la volontà di un ritorno alla tradizione, veicolato attraverso la semplice proposta di “ritornare al grembiule” per rifuggire dall’attuale situazione in cui gli alunni “rivaleggiano” in griffe. Dunque, la ministra dell’Istruzione punta a consolidare il legame con l’elettorato più conservatore e tradizionalista, che manifesta perplessità riguardo all’evoluzione del mondo giovanile in termini di consumismo.

Scontro. Tuttavia, Mariastella Gelmini non si è limitata a proporre un “ritorno al passato”, bensì ha avviato una fase di scontro con le Università, annunciando tagli rilevanti per gli Atenei. Al di là dell’aspetto concreto della vicenda, la ministra vuole confermare l’immagine di una persona determinata a portare avanti i propri progetti, anche dinanzi a evidenti difficoltà e di fronte a veementi proteste. Inoltre, Gelmini vuole lasciare un’impronta “rosa” in un governo a decisa trazione maschile, nel quale le donne hanno sinora occupato un ruolo marginale, sollevando discussioni nettamente distanti da vicende politiche come è stato nel caso di Mara Carfagna.
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