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I partigiani contro Spike Lee: "Il suo film falsifica la storia"
Di Giacomo Rossi (del 15/11/2007 @ 16:43:03, in Media e politica, letto 481 volte)
Lo scopo è di restituire voce ai neri che hanno combattuto per la libertà e la democrazia. Con questa premessa Spike Lee aveva presentato, quest’estate, il suo nuovo progetto. Un film sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, piccolo borgo della Versilia dove il 12 agosto 1944 trovarono la morte 560 persone per mano delle SS guidate dal maggiore Walter Reder. Il film. Intitolato Miracle at St.Anna, il film del regista di Malcom X è destinato a far luce sull’impegno dei soldati di colore nella seconda guerra mondiale. «I neri – afferma il regista afroamericano - hanno sempre combattuto con coraggio e grandi sacrifici per la democrazia, si sono sempre distinti per eroismo e umanità, ma in patria sono stati considerati cittadini di serie B». Per questo il film, tratto dall’omonimo libro del veterano James McBride, si concentrerà sulle vicende di quattro soldati afroamericani abbandonati nelle trincee toscane per oltre due mesi. Ed è proprio in questo scenario che la storia dei quattro si incrocerà con la tragica vicenda di Sant’Anna.
La scena. In quella piccola frazione toscana, quella mattina di 63 anni fa, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia. Per questo l’annuncio del regista americano di girare un film su quello che, di fatto, è stato un vero sterminio, era stato accolto con interesse ed entusiasmo. Questo, almeno, fino a quando la pellicola non ha iniziato a prendere forma. Ne scrive il quotidiano francese Libération. Le lodi, infatti, sembrerebbero ora essersi tramutate in critiche aspre e accese. La scena, che ha fatto gridare alla “falsificazione storica” alcuni superstiti della resistenza, vedrebbe un nazista, prima del massacro, chiedere al curato del villaggio informazioni circa il nascondiglio di un partigiano denominato “Papalla” e di altri resistenti rifugiati nella campagna. Secondo i rappresentanti locali dell’Anpi, scrive ancora Libération, la scena riprenderebbe la tesi secondo la quale il massacro di Sant'Anna di Stazzema sarebbe stato causato dalla presenza di resistenti nel borgo e non il frutto di un'azione selvaggia e premeditata. Una tesi che le proteste sollevate dicono inaccettabile. Una tesi che, dopo oltre 60 anni, non può essere rimessa in discussione.
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