\\ Home Page : Articolo
Pd: i candidati per Veltroni parlano ai liceali
Di Leopoldo Onorato (del 09/10/2007 @ 10:48:34, in Partito Democratico, letto 398 volte)
I candidati per Veltroni davanti alle scuole per parlare del Partito democratico e delle primarie del 14 ottobre. È quello che è accaduto ieri, dopo il suono della campanella, nei principali licei della Capitale ma anche a Milano e in altre città d’Italia. Molti esponenti delle liste per Veltroni hanno voluto parlare direttamente ai sedicenni per invogliarli a partecipare alle elezioni che stabiliranno chi sarà il leader del nuovo partito.
Molti i volti noti davanti alle scuole. Dal regista Ettore Scola allo scrittore Sandro Veronesi, dal “vice” del sindaco di Roma Dario Franceschini alle ministre Pollastrini, Turco e Melandri.
Iniziativa che, lezioni di politica a parte, è mirata a cogliere un bacino di elettori molto congruo, se si tiene conto che è la prima volta nella storia della Repubblica che ragazzi non ancora maggiorenni siano chiamati ad esprimere la propria preferenza. Tuttavia anche negli adolescenti regna un certo scetticismo che la fa da padrone tra le nuove generazioni. Ieri, all’ora di pranzo i ragazzi del Tasso, uno dei licei più importanti di Roma, hanno trovato ad attenderli, Ettore Scola. Il regista ha voluto spiegare, soprattutto ai sedicenni, l’importanza storica del momento e l’opportunità che questi ragazzi hanno. Scola, accompagnato da alcuni ragazzi del comitato “A sinistra con Veltroni” ha distribuito volantini che contenevano una lettera del sindaco destinata proprio a loro, agli studenti.
“Cari ragazzi, care ragazze - scrive il primo cittadino capitolino - il prossimo 14 ottobre è una data che mi piacerebbe segnaste sul vostro diario. Sarà una domenica speciale perché nascerà una forza politica nuova, nascerà il Partito democratico”. Nella missiva il candidato alla guida del Pd non nasconde un certo scetticismo che vige nella società civile e quindi anche tra i più giovani, “l’immagine della politica è molto consumata ma la politica è una possibilità”.
Meno ottimista sembra essere Scola. Per il regista romano, la politica rappresenta per i ragazzi “una lingua morta”. “Non sono loro ad essere sordi – afferma sconsolato – siamo noi e i mezzi di comunicazione che non riusciamo a comunicare con loro.”
Articolo Articolo Commenti Commenti (0) Storico Storico Stampa Stampa