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Quanto vale il "partito" di Fini?
Di Giacomo Rossi (del 27/07/2010 @ 14:00:04, in Politica interna, letto 353 volte)
Solo la pausa estiva potrà permettere di raffreddare gli animi e tentare una ripresa del dialogo nella maggioranza. Intanto, però, l'ipotesi della fine del sodalizio tra Fini e Berlusconi, tra finiani di ferro e irriducibili berluscones, si fa sempre più concreta. Numeri. Solo al momento della rottura, se rottura ci sarà, si potrà fare il conto reale di chi sta con chi. Di chi rimarrà fedele alla linea del suo leader, e di chi, visto il precipitare della situazione, deciderà di cambiare carro in corsa. Per ora i finiani possono contare su di una nutrita schiera di deputati e senatori, la cui defezione potrebbe mettere seriamente in discussione la tenuta del governo. Alla Camera i fedelissimi dell'ex leader di An sarebbero 28. Giusto il margine a disposizione della maggioranza nei confronti dell'opposizione. Più netta la situazione al Senato. Qui l'ipotesi scissione pesa come un macigno. Sarebbero 14 i finiani pronti a dire addio al Cavaliere e a mandare sotto la maggioranza.
Opposizione. Se la maggioranza non ha i numeri per andare avanti, l'opposizione potrebbe non avere la forza elettorale per affrontare le nuove elezioni. Il progetto di avvicinamento all'Udc di Casini sembra ancora in altissimo mare. E neppure il partito-ponte di Francesco Rutelli sembra aver avuto molto successo. Quell'Alleanza per l'Italia che qualche tempo fa sembrava preludere a nuove e inaspettate ragnatele di alleanze e accordi, ora conta solo un manipolo di pochi sopravvissuti e nessun progetto concreto per il futuro. Se non quello di riproporre l'annoso problema della collocazione europea, che non appassiona più nessuno. Tanto meno gli elettori. Più a sinistra, intanto, il poeta Nichi Vendola ha già lanciato la sua corsa alla guida del centrosinistra in una possibile campagna elettorale. Ma porta in dote una vittoria sul lastrico per la guida della regione, una quota di elettori che a livello nazionale non supera il 4% e nessuna ipotesi di coalizione possibile. Un po' poco per tentare di affrontare la macchina da guerra che il Premier metterà in campo nell'ennesima sfida elettorale.
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