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I partiti da contenitori fluidi diventano cangianti
Di Stefano Iannaccone (del 26/07/2010 @ 08:57:16, in Sfere - le opinioni, letto 188 volte)
La vecchia forma-partito è ormai destinata a implodere con lo sfaldamento dei progetti Pd e Pdl, sempre più vicini alla dissoluzione o almeno a una radicale revisione degli obiettivi iniziali. Entrambi erano nati come contenitori in grado di intercettare varie culture, con l’intento di operare una sintesi credibile agli occhi dell’elettorato. Dunque, l’aspetto della fluidità era fondamentale sia per il Partito democratico che per il berlusconiano Popolo della libertà: l’approccio ambizioso richiedeva la necessità di sapersi adeguare alle contingenze rifuggendo da atteggiamenti dogmatici. Tuttavia, il graduale fallimento di tale innovazione sta generando una sperimentazione politica inedita (anche in relazione agli altri Paesi europei), ovvero la nascita di movimenti, organizzazioni e associazioni che puntano a diventare la base di nuovi soggetti politici cangianti. In sostanza i partiti vengono rimpiazzati da formazioni in continua evoluzione, anche sotto il profilo nominale. L’esempio più pregnante è il percorso portato avanti da Nichi Vendola, leader che pure viene da una tradizione partitica forte, essendo un ex di Rifondazione comunista. Dopo Sinistra e libertà, c’è stato l’allargamento agli ecologisti e ora il presidente della Regione Puglia ha inaugurato le “Fabbriche di Nichi” che non si propongono come “partito” inteso in senso tradizionale, ma che sono comunque incentrati sulla militanza e sulla diffusione di una visione politica. Da un lato, quindi, i soggetti politici sono cangianti e dall’altra ricercano identità sperimentali per consolidarle successivamente.
Un processo simile è fiorito nell’area finiana del Pdl, in particolar modo con Generazione Italia dopo il successo mediatico di Fare Futuro; non vanno però trascurate le altre realtà che proliferano in forma di fondazioni, che assomigliano a prodromi di potenziali partiti.
La situazione è dettata dalla transizione che sta vivendo il sistema italiano, che verosimilmente porterà alla Terza Repubblica. Nondimeno vi è un’osservazione da compiere: sulle schede elettorali i simboli cambiano nel giro di poche consultazioni, confermando la tendenza in atto nella ricerca di nuovi nomi in grado di infondere fiducia sull’interpretazione della realtà circostanze. Un fenomeno che peraltro è quasi necessario in una società veloce e mobile per definizione.
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