"La leadership di Berlusconi è indiscussa. Ma non possiamo pensare di passare dal centralismo burocratico a quello carismatico, dove c'è uno solo che pensa per tutti: questo è inaccettabile, la democrazia è un'altra cosa e non può valere il 'dopo di me il diluvio". Di nuovo scontro, e di nuovo al limite della rottura. In serata Fini risponde così alle dichiarazioni di oggi del Premier che indirettamente lo aveva chiamato in causa:"dopo di me - aveva detto Berlusconi - nessun successore".
Intercettazioni. La risposta rovente del presidente della Camera arriva alla fine di una giornata dove il bilancio sembra tutto a favore dell'agguerrita corrente finiana. Tra le modifiche al ddl intercettazioni, contenute nell'atteso emendamento del Governo presentato oggi, c'è infatti la caduta dell'obbligo del segreto ogni qual volta sia stata valutata, attraverso la cosiddetta 'udienza filtro', la rilevanza delle intercettazioni.
Un compromesso, dunque. O forse, con le parole del ministro Alfano, l'unico "punto d'equilibrio" possibile su di uno dei provvedimenti più controversi dell'intera legislatura, capace di diventare il simbolo di una lotta feroce che ancora tormenta la quiete del maggior partito di governo.
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