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Ghedini, la prima linea contro il Quirinale sul tema-intercettazioni
Di Stefano Iannaccone (del 02/07/2010 @ 14:57:22, in Politica interna, letto 280 volte)
Niccolò Ghedini lancia messaggi chiari al Quirinale: sul ddl intercettazioni, il centrodestra non vuole concedere ulteriore spazio al dibattito, perché punta ad approvare il provvedimento in tempi brevi. La posizione del deputato del Pdl, avvocato di Silvio Berlusconi, incarna il progetto del presidente del Consiglio, che vuole chiudere la pratica anche a rischio di nuove tensioni con Giorgio Napolitano. La strategia comunicativa del Cavaliere è destinata a mettere da parte la cordialità istituzionale degli ultimi mesi e ritornare allo scontro con il capo dello Stato, come avvenne dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale.

Accelerazione. La parole dei berlusconiani del Pdl hanno puntato sul concetto di “accelerazione” del dibattito sul tema-intercettazioni. L’obiettivo è di far passare la legge prima della fine dell’estate, anche per lanciare un segnale di forza alle opposizioni e all’opinione pubblica. L’avvitamento della maggioranza sul ddl rischia di essere percepito dall’elettorato come un sintomo di debolezza del centrodestra, che tradirebbe l’approccio “decisionista” da sempre caro a Berlusconi.

Rottura. Lo scenario che si è venuto a formare potrebbe addirittura condurre alla rottura nel principale partito di maggioranza: i finiani hanno già chiesto una “riflessione”, mentre i moderati (capeggiati dall’ex ministro Pisanu) appaiono molto tiepidi sull’argomento intercettazioni. Pertanto, il Cavaliere potrebbe addirittura pensare alla crisi di governo per rifuggire dall’immagine di “leader da Prima Repubblica”, ostaggio delle correnti interne alla maggioranza.
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