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Domani la sentenza d'appello per Dell'Utri, ma è in agguato il colpo di scena
Di Giacomo Rossi (del 28/06/2010 @ 22:20:21, in Politica interna, letto 1094 volte)
Sarà emessa domani la sentenza nel processo d'appello a carico del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il co-fondatore di Forza Italia, che è stato condannato in primo grado a 9 anni, il pg ha chiesto la condanna a 11 di reclusione. Scandali. La Corte è in camera di consiglio già da venerdì scorso, ma l'esito della tendenza, che è attesa nella mattinata, si è fatto attendere. L’eventuale condanna infatti si tradurrebbe in un nuovo grave scandalo per il maggior partito di maggioranza. Dopo il già clamoroso caso del senatore eletto dalla mafia, Nicola Di Girolamo, e la patata bollente del ministro Brancher, che solo dopo la bufera ha deciso di rinunciare al legittimo impedimento.
Colpo di scena. La complessità del processo e la mole enorme della documentazione da esaminare ha giustificato in parte il lungo processo che vede imputato Dell’Utri. La prima sentenza, infatti, risale al dicembre del 2004, e solo 6 anni dopo si è giunti al secondo grado di giudizio. Appuntamento che, forse, potrebbe anche tramutarsi in un’opportunità per il senatore siciliano. Il perché potrebbe essere scovato nell’eventualità che i giudici sollevino un non meglio definito “vizio procedurale” che farebbe frenare la macchina della giustizia e procrastinare a data indeterminata la sentenza finale.
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