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“Il Fatto Quotidiano”: paladino dell'informazione libera
Di Leopoldo Onorato (del 01/10/2009 @ 10:21:52, in Media e politica, letto 7019 volte)
È in edicola dallo scorso mercoledì, ma alle 9 di mattina non ve n’era più alcuna traccia. Colpa della tiratura limitata? È passato dalle 100.000 copie alle 250.000 il secondo giorno, ma il risultato non è cambiato. Il prezzo è di un euro e venti centesimi. È “il Fatto Quotidiano”, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro, ex direttore de “l’Unità”. Tra le firme d’eccellenza spicca quella di Marco Travaglio. Ogni giorno il quotidiano ospita i suoi feroci corsivi. È un giornale indipendente. Nessun collegamento a partiti, né ad editori. “La società editoriale – si legge dal blog – è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interesse”. Un giornale che non richiederà, né accetterà finanziamenti pubblici. La copia di ieri, tanto per fare un esempio, era formata da 19 pagine, tutte a colori. Una sola pagina di pubblicità, cibi per gatti, poca cosa. Le firme sono quelle riconducibili all’orbita di Travaglio: Peter Gomez e Marco Lillo, autorevoli penne de “L’Espresso”; Fulvio Abbate, autore insieme al giornalista piemontese di diverse inchieste; Luca Telese, ex giornalista de “Il Giornale” e conduttore della trasmissione “Tetris”; Paolo Flores d’Arcais, direttore di “Micro Mega”, Oliviero Beha a curare la cronaca sportiva; Furio Colombo, storico direttore di un grande giornale di partito come “l’Unità”, ex senatore dei Ds.
Piccola nota: molti giornalisti che scrivono per il quotidiano di Padellaro, pubblicano libri per la “Chiarelettere”, la casa editrice multimediale indipendente, sorta nel 2007 con l’obiettivo di creare uno spazio informativo e di approfondimento libero, lontano dall’influenza dei partiti, associazioni, gruppi economici e religiosi. Su per giù gli stessi principi su cui si poggia “il Fatto quotidiano”.
Anche il nome è molto evocativo. Ricorda la storica trasmissione di Enzo Biagi, prima che trasmissione e giornalista non finissero sotto la rete dell’editto bulgaro che tutti conosciamo.
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