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I giornalisti televisivi si concentrano sulla libertà di stampa
Di Stefano Iannaccone (del 27/09/2009 @ 11:15:44, in Media e politica, letto 786 volte)
La nuova stagione di informazione televisiva è cominciata con un argomento principe: la libertà di stampa. La manifestazione indetta inizialmente per il 19 settembre, e poi spostata al 3 ottobre, ha sospinto in agenda un tema che periodicamente torna alla ribalta. Un’ulteriore argomentazione sulla questione viene fornita da Silvio Berlusconi che, dopo la querela a “Repubblica” e “L’Unità”, ha scelto la strada dello scontro totale con gran parte dei media italiani; la conseguenza è il sollevamento di un ampio dibattito dello stato dell’informazione nel Paese.

Autoreferenzialità. Il panorama che viene dipinto nei talk show televisivi (Matrix, Ballarò, Annozero) appare abbastanza scontato: il giornalismo finisce per diventare autoreferenziale, poiché “parla di se stesso”, finendo talvolta in fiacchi luoghi comuni. I messaggi che vengono veicolati, dunque, finiscono per confermare ai cittadini l’elevata politicizzazione del giornalismo italiano, con vari esponenti di spicco della stampa che parteggiano per una fazione o per un’altra.

Polemiche. Sulla manifestazione si sono sollevate aspre polemiche, poiché appare promossa appositamente contro il presidente del Consiglio in quanto autore delle suddette querele e sempre più critico nei confronti del sistema informativo. Lo scenario offerto dai vari programmi di approfondimento sottolinea la divisione che intercorre tra le “penne” più prestigiose, con alcuni “terzisti” oscillanti tra l’adesione alla manifestazione e la volontà di restare super partes. In ogni caso, il confronto nella piazza televisiva non riesce a dissolvere i dubbi sull’eventuale “posizione politica” dell’iniziativa.
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