Ci si avvicina al voto e il panorama rimane lo stesso. Il candidato della destra, Nicolas Sarkozy, mantiene fermamente la testa dei sondaggi mentre la candidata socialista, Ségolène Royal, arranca, rischiando addirittura di essere eliminata al primo turno, battuta da Bayrou o Le Pen.
Le informazioni non sono ufficiali, ma la notizia circola in rete. A confermare la “caduta” di Ségolène Royal sarebbe un sondaggio eseguito dalla Direction centrale de Renseignement généraux su un campione di 15.000 persone. L’organizzazione francese, che sembrerebbe aver eseguito l’analisi demoscopica, ha il compito di fornire informazioni, attraverso ricerche e sondaggi, al governo. In particolare, essa è al servizio della Polizia Nazionale, e quindi del ministero dell’interno, guidato fino alle dimissioni del 26 marzo scorso, proprio dall’attuale candidato della destra. Le Renseignement généraux negano di aver svolto tale indagine e lo fanno ricordando il divieto, impostogli dal luglio del
Ma la notizia è in qualche modo trapelata e il fatto che si cerchi di non darle troppo risalto fa sospettare una qualche strategia da parte della squadra di Sarkozy.
L’effetto underdog è un pericolo che il favorito per la corsa all’Eliseo probabilmente conosce bene. Nel linguaggio della comunicazione politica, l’underdog, è l’inseguitore; colui che è dietro nei sondaggi, che fa fatica ad imporre una propria agenda tematica, che non riesce ad imprimere il proprio ritmo e si deve, perciò, affidare al tempo e ai tempi di chi sta in testa.
Questa figura è particolarmente ambigua: da una parte lo svantaggio politico accumulato dal candidato può ulteriormente danneggiare la sua immagine in campagna elettorale; dall’altra può invece convincere fasce consistenti di elettorato a votare per simpatia personale, pietà o addirittura calcolo politico, evitando così di non rafforzare troppo il candidato dato per vincente. La simpatia e il sostegno che può ricevere il più debole possono essere facilmente trasformate in preferenze di voto, modificando in modo imprevedibile il quadro generale.
Nicolas Sarkozy, evitando di fare pubblicità ad un sondaggio che dà per scontata l’uscita dell’avversaria socialista al primo turno, non evidenzia eccessivamente le difficoltà della Royal nella battaglia elettorale. Ciò senza che l’opinione pubblica dimentichi chi, comunque, è in testa ai sondaggi. La soluzione di compromesso è ben chiara: l’avversario deve essere messo in difficoltà dalle rilevazioni demoscopiche, ma non deve mai apparire come definitivamente sconfitto. L’effetto underdog lo riporterebbe alla ribalta.
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Elezioni francesi: sondaggio premia Sarkozy, la Royal fuori al primo turno
Di Giacomo Rossi (del 14/04/2007 @ 18:38:39, in Politica estera, letto 1099 volte)
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