Verdi

 

 

 

 

 

Verdi

La Federazione dei Verdi è nata nel 1986. Nel panorama politico italiano è collocata nell'ala radicale della sinistra. Il programma della federazione è basato sulla tutela dell'ambiente. In primo piano c'è da sempre la battaglia anti nucleare e l'attenzione all'utilizzo di energie rinnovabili per favorire uno sviluppo sostenibile, ossia un uso razionale delle risorse in maniera che non precluda lo sfruttamento delle stesse risorse alla future generazioni. Altro tema principale del loro progetto politico, riguarda la critica ai prodotti Ogm (Organismi Geneticamente Modificati), a cui si vengono contrapposti le produzioni biologiche. Inoltre, i Verdi sono decisamente schierati su posizioni pacifiste. L'attuale presidente dell'organizzazione è Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare. Il simbolo è il Sole che Ride (mutuato dal movimento antinucleare danese) a cui si è aggiunta la scritta “per la Pace ” nel 2005.
La nascita avviene il 16 novembre 1986, quando le varie liste Verdi presenti sul territorio nazionale (presentatesi per la prima volta alle regionali del 1985) decidono di federarsi. Il coordinamento è affidato ad un comitato di 11 componenti. Nel 1987 ci sono le prime elezioni Politiche, in cui i Verdi ottengono il 2,6 % delle preferenze: il capogruppo alla Camera diventa Gianni Mattioli. Due anni dopo alle Europee raggiungono il 3,8%. A dicembre del 1990 alle Liste Verdi si uniscono anche i Verdi Arcobaleno, dando vita alla formazione politica così come è conosciuta attualmente. Alle elezioni del '92 la percentuale si attesta sul 2,8%. Nel marzo del '93 la svolta storica: Carlo Ripa di Meana viene nominato portavoce. Dopo sette anni di leadership collegiale, i Verdi si affidano ad un unico leader. In questa fase iniziano delle campagne mediatiche molto forti sulla tutela degli animali. Alle Politiche del '94 i Verdi si presentano con la coalizione dei Progressisti (centrosinistra), strappando nel proporzionale il 2,7 % dei consensi. Nel '96 sono nell'Ulivo e le preferenze si fermano al 2,5%: per la prima volta vanno al Governo con la nomina di Edoardo Ronchi a Ministro dell'Ambiente. Nel novembre dello stesso anno Luigi Manconi sostituisce Carlo Ripa di Meana come portavoce. Nel 1999, però, lascia all'indomani del risultato negativo conseguito alle Europee. Di conseguenza, a luglio, nasce un comitato promotore, presieduto da Grazia Francescato, con il compito di fondare una costituente. Nel gennaio del 2000 Francescato viene eletta presidente della Federazione dei Verdi. Ad aprile, nel Governo Amato, Alfonso Pecoraro Scanio diventa Ministro delle Politiche Agricole e Gianni Mattioli Ministro alle Politiche Comunitarie. Nel 2001, i Verdi sono di nuovo nell'Ulivo, guidato da Rutelli, e coalizzati con lo Sdi, con cui formano la lista “il Girasole” per superare lo sbarramento al proporzionale del 4%. Il risultato è mediocre e nel dicembre Pecoraro assume la presidenza della Federazione per rilanciare l'azione politica e di immagine, comprendendo che il tema del nucleare ha perso di interesse nell'opinione pubblica. La battaglia si focalizza, dunque, su temi d'attualità, come l'opposizione all'Ogm e la convinta proposta di utilizzo di energia rinnovabile. Nel 2005 i Verdi inseriscono l'iscrizione “per la Pace ” nel loro simbolo, rafforzando l'impegno pacifista in aperta polemica con la politica estera degli Stati Uniti. Nello stesso anno aderiscono all'Unione, coalizione di centrosinistra, che si presenta alle Politiche 2006. Il 9-10 aprile i Verdi ottengono il 2,1% dei voti alla Camera e il 4,2% al Senato (dove sono alleati con i Comunisti Italiani). Pecoraro diventa Ministro all'Ambiente nel nuovo esecutivo Prodi e annuncia una nuova strategia ambientalista.


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