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Unione dei Democratici Cristiani
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Unione dei Democratici Cristiani e di Centro
L'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, UDC, è un partito politico di area centrista che si rifà ai valori del cristianesimo democratico. Fondato il 6 dicembre 2002 è la somma di tre precedenti soggetti politici, nati dalle ceneri della vecchia Democrazia Cristiana. A far parte della nuova unione sono: il Centro Cristiano Democratico (CCD), fondato dalla persona che diverrà il leader della nuova formazione politica di centro, Pier Ferdinando Casini; i Cristiani Democratici Uniti (CDU), partito fondato da Rocco Bottiglione nel 1995; la Democrazia Europea , un movimento neo-centrista nato nel 2001.
L'UDC, dunque, è l'ultima espressione della frantumazione post Tangentopoli avvenuta nella DC. In particolare la frattura fu evidente fra le componenti progressiste e quelle più conservatrici, guidate da Casini, rispecchiando in parte quelle che erano le correnti della Balena Bianca. L'ala più conservatrice, in seguito alla decisione di mutare la Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano, decide di staccarsi definitivamente, confluendo nella CCD. La nuova formazione di Casini, poi, aderirà , alle politiche del 1994, unendosi al Polo delle Libertà.
Il secondo partito dell'UDC è invece il risultato di un'altra incrinatura, avvenuta stavolta nel PPI. Subito dopo il magro risultato ottenuto, in solitaria, del Partito Popolare Italiano nelle Politiche del '94 si assiste alla formazione di due correnti. La corrente minoritaria, guidata da Rocco Buttiglione, fonda il CDU e partecipa alle elezioni del 1996 insieme al Polo delle libertà e, quindi, anche al CCD di Casini. Il PPI, invece, decide di entrare a far parte alla nuova coalizione di centrosinistra, L'Ulivo.
Tra il 1998 e il 1999 il partito di Buttiglione decide di aderire ad una nuova formazione politica, l'UDR, e sostiene la maggioranza di centro-sinistra, nonché il Governo di Massimo D'Alema. La parentesi, però, dura solo un anno. Nel 2000 il CDU ci ripensa e torna nella coalizione di centro destra, che, nel frattempo, è diventata La Casa Delle Libertà. Alle Politiche 2001, quindi, il CCD e il CDU si presentano con la CdL , che uscirà nettamente vincente dalla battaglia delle urne. Partecipa alle medesime elezioni anche il movimento di Democrazia Europea. La sua candidatura, sostenuta anche da un esponente storico della DC come Giulio Andreotti, avviene al di fuori dei due poli. Ciò non le impedirà di partecipare ai lavori del futuro UDC.
Al primo congresso nazionale del 6 dicembre 2002, l'UDC elegge, come segretario, Marco Follini e, come presidente, Rocco Buttiglione. Quest'ultimo, durante il secondo Governo Berlusconi, sarà uno dei due rappresentanti dell'UDC al governo, insieme a Carlo Giovanardi. Il presidente dell'UDC, infatti, diviene ministro per le Politiche comunitarie, mentre Giovanardi è nominato ministro per i Rapporti con il parlamento. Nella stessa legislatura (2001-2006) Casini è presidente della Camera dei Deputati.
La prima prova elettorale, per la nuova formazione, avviene in occasione delle Europee del 2004. Il 6% dei voti conquistati pone l'UDC come terzo soggetto della coalizione di centrodestra. Inoltre la nuova situazione fa guadagnare, al partito, ulteriori rappresentanze al governo: nel dicembre del 2004 il segretario, Follini, viene nominato Vicepresidente del Consiglio a fianco di Gianfranco Fini e Mario Baccini viene nominato ministro della Funzione Pubblica.
Nel 2005, tuttavia, la sonora sconfitta della CdL alle Regionali apre un periodo di crisi nella coalizione. L'UDC chiede un rinnovamento dell'azione di governo ed annuncia il ritiro dei propri ministri dall'esecutivo. Anche AN segue la medesima strategia, costringendo, di fatto, Berlusconi a dimettersi. Si ricorre, quindi, alla formazione di un nuovo esecutivo. Con il terzo governo del Cavaliere si ritrova l'unità della coalizione.
Il 15 ottobre dello stesso anno, con un breve intervento alla direzione nazionale del partito, Marco Follini presenta le sue dimissioni dalla carica di segretario dell'UDC. Alla base dell'abbandono è l'approvazione della nuova legge elettorale proporzionale che aveva disatteso le aspettative e le richieste dell'ormai ex segretario dell'UDC. Dodici giorni dopo, il partito si riunisce per eleggere il nuovo segretario nazionale: Lorenzo Cesa.
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