Popolari - UDEUR

 

 

 

 

 

Popolari-UDEUR

L'UDEUR è nato su iniziativa di Clemente Mastella il 23 maggio del 1999, in seguito alla sua deludente esperienza, nell'UDR, l'Unione Democratica per la Repubblica.
Al nuovo partito, in un primo momento, aderisce anche Francesco Cossiga, ispiratore del fallito UDR, e Irene Pivetti che ne diviene presidente. L'ideologia di base rispecchia in pieno la tradizione democristiana, rispettosa dei valori cattolici e di un approccio economico moderatamente liberale.
La prima prova elettorale risale alle Europee del 13 giugno1999 dove la nuova formazione conquista risultati modesti a livello nazionale, ma importanti sul piano della distribuzione. Il grosso dei voti, infatti, provengono dalle regioni del sud Italia, dove il partito sembra essere più radicato.
Tale dato si rafforza in seguito alle Regionali del 2000, dove si raggiunge la soglia del 7% in Campania e Basilicata.
Intanto l'UDEUR, seppur interessato alla creazione di un nuovo centro, prende accordi con la sinistra, guidata da D'Alema.
L'alleanza con l'Ulivo prosegue con le Politiche del 2001. Qui l'UDEUR sostiene la candidatura a premier di Francesco Rutelli e partecipa al progetto federativo della Margherita. La federazione, a cui fanno parte anche il Partito Popolare Italiano, i Democratici e Rinnovamento Italiano, riesce ad ottenere buoni risultati che la spingono a proseguire per la strada del partito unico della Margherita. l'UDEUR, tuttavia, preferisce non aderire alla fusione, finendo così nel gruppo misto.
Alle elezioni Europee del 2004, il partito prende il nome di Alleanza Popolare-UDEUR, in seguito all'allenaza con Mino Martinazzoli. Il risultato è deludente, viene eletto solo un parlamentare, Paolo Cirino Pomicino.
La situazione migliora in seguito al successo del centrosinistra alle Regionali del 2005. Qui l'UDEUR, oltre a superare il livello del 2%, aumenta le sue rappresentanze nei consigli regionali. La sconfitta della CdL, infatti, spinge alcuni deputati, di FI, UDC ma anche Margherita, ad aderire al partito saldamente guidato da Mastella.
Nelle ultime elezioni politiche del 2006, però, viene riconfermata la poca attrazione dell'elettorato verso il progetto centrista e l'UDEUR torna al di sotto del 2%, soglia di sbarramento previsto dalla nuova legge elettorale. Nonostante il magro risultato conseguito, Mastella viene eletto come senatore e, grazie a una clausola della riforma elettorale, entra in Parlamento. Nel Governo Prodi ricopre il prestigioso incarico di Ministro della Giustizia.


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