Partito Democratico

Il Partito democratico è un partito politico di centrosinistra, liberalsocialista, moderato e riformista. Al suo interno sono presenti varie culture: la tradizione cattolica dei Popolari della Margherita si incontra con l’eredità socialista dei Ds. Il simbolo è la stilizzazione della scritta PD con i tre colori della bandiera italiana; nella parte inferiore vi è la dicitura completa Partito Democratico con l’ulivo, che richiama l’alleanza di centrosinistra che dal 1996 è stato l’embrione del partito unitario. Il segretario è Walter Veltroni.
La data ufficiale di fondazione del Pd è il 14 ottobre 2007, il giorno delle Primarie per la scelta del nuovo leader. Il dibattito sulla sua nascita, tuttavia, è stato lungo e non privo di polemiche, sfociate nella scissione interna ai Ds con l’ex correntone, guidato da Fabio Mussi, fuoriuscito dal partito per creare il movimento Sinistra democratica nei giorni del Congresso di Firenze (19-21 aprile). Meno traumatico il processo interno alla Margherita per l’approdo al Partito democratico: fatta eccezione per alcuni esponenti centristi, il partito di Rutelli è entrato per intero nel Pd (dopo il Congresso del 20-22 aprile a Roma).
La fase verso la costituente è aperta. Il 27 giugno, dopo l’appoggio dei segretari Piero Fassino e Francesco Rutelli, Walter Veltroni annuncia la sua candidatura alla primarie al “Lingotto” di Torino. In realtà il suo lungo intervento appare come il vero discorso di investitura del nuovo leader. Tra i dirigenti di spicco del Pd, nessuno è intenzionato a correre, tranne Pierluigi Bersani, esponente molto apprezzato nel mondo dell’imprenditoria: alla fine Bersani rinuncia. L’evento primarie, però, si alimenta, grazie alla volontà di partecipare manifestata, nel mese di luglio, dall’ex direttore dell’Unità, Furio Colombo, e della ministra Rosy Bindi, dato che il 30 dello stesso mese è in scadenza il termine per la partecipazione. Anche Enrico Letta accetta la sfida con gli “outsider”, Mario Adinolfi, Piergiorgio Gawronski e Jacopo Gavazzoli-Schettini. Antonio Di Pietro e Marco Pannella non vengono accettati, perché leader di partiti ancora in piena attività. L’1 agosto matura anche l’abbandono di Colombo.
Le liste sono all’insegna delle “pari opportunità”: un uomo e una donna in ordine. Il Partito democratico, nonostante l’entusiasmo e il dibattito intorno alle primarie, perde altri esponenti: Lamberto Dini e Willer Bordon annunciano la nascita rispettivamente dei Liberaldemocratici e di Unione democratica, in polemica con le modalità di nascita del nuovo soggetto politico. Il 14 ottobre, tre milioni di cittadini si recano ai gazebo per scegliere il segretario del Partito democratico: Walter Veltroni ottiene una forte investitura con il 76% dei voti. Rosy Bindi, dopo una campagna elettorale frizzante e ricca di attacchi al sindaco di Roma, si attesta al 13%, precedendo Enrico Letta, giunto all’11%. Sotto l’1% gli altri candidati.
Sabato 27 ottobre, a Milano si tiene l’assemblea costituente, inaugurata dal Presidente del partito, Romano Prodi, e dal neo-leader Veltroni. Nella kermesse milanese vengono nominate le commissioni per la redazione dei documenti fondamentali del Pd (manifesto e carta dei valori). A novembre nasce il comitato esecutivo, costituito in maggioranza da donne (9 contro 8 uomini). Il 21 novembre 2007, Veltroni presenta il simbolo.
Nel governo-Prodi, il Partito democratico mantiene tutti i ministeri di Ds e Margherita.

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