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La Margherita
Democrazia e Libertà
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La Margherita
Democrazia è Libertà – La Margherita nasce il 24 marzo 2002. Il partito è una forza centrista, moderata, e riformista, collocata nella coalizione di centrosinistra e che attualmente sta discutendo sulla possibilità di fondare il Partito Democratico. La Margherita prende come riferimento ideologico principale la tradizione popolare-cattolica, su cui si innestano i valori liberaldemocratici e socialdemocratici: l'obiettivo è quello di formare una sintesi tra dottrine che presentano diverse sfumature tra di loro. Per tale motivo al suo interno si rintracciano varie “anime”, tra cui spiccano gli “ulivisti” (coloro che appoggiano il progetto di un partito unico del centrosinistra, tra cui Romano Prodi), i popolari (favorevoli al pd, ma con alcuni distinguo, in cui spicca Enrico Letta), i “teodem” (l'ala cattolica più intransigente, vicina a Rutelli). La presidenza è affidata a Francesco Rutelli. Il simbolo è una margherita che richiama direttamente la denominazione del partito.
La nascita del nuovo soggetto politico è avvenuta con la fusione dei vari partiti centristi, sorti dopo Tangentopoli e la dissoluzione della Democrazia Cristiana. Il lungo percorso di costruzione si avvia nell'ottobre 2000, quando i “Democratici” (fondato da Prodi), il “Partito Popolare Italiano” (rifondato da Mino Martinazzoli, ma guidato negli ultimi anni da Pierluigi Castagnetti), “Rinnovamento Italiano” (fondato da Lamberto Dini) e l'Udeur discutono sulla formazione di una forza di centro, in grado di ispirarsi ad un riformismo di matrice moderna. Il 29 gennaio 2001 Francesco Rutelli viene nominato presidente. Alle Politiche di maggio è già esistente la lista della Margherita che appoggia la candidatura a premier di Rutelli: all'interno del simbolo compare il nome del leader accompagnato dalla presenza dei simboli dei quattro partiti. Tuttavia, in questa fase si tratta solo di un'alleanza elettorale che ottiene il 14,5% dei voti. Rutelli viene nettamente sconfitto dal centrodestra di Silvio Berlusconi, ma il buon risultato del nascente soggetto politico spinge i diretti interessati ad imprimere un'accelerazione per mettere in piedi una nuova e più grande forza di centro. Nel mese di luglio si forma l'assemblea costituente, ma l'Udeur non partecipa più al progetto. Nel mese di agosto Arturo Parisi, braccio destro di Prodi, assume la carica di vice presidente per garantire un giusto equilibrio tra la varie anime della nascente formazione politica. “Democratici”, “Popolari” e “Rinnovamento Italiano”, intanto, continuano il processo di fusione (ovvero formalizzano i rispettivi scioglimenti) che si materializza nel Congresso costitutivo del 22-24 marzo. Due anni dopo, nel marzo 2004 Rutelli viene confermato alla guida del partito. Alle Europee dello stesso anno, la Margherita partecipa all'alleanza di elettorale di centrosinistra, presentatosi con la lista “Uniti nell'Ulivo”, che ottiene poco più del 31% delle preferenze. Nasce così la “Fed”, ossia la federazione dei partiti aderenti alla lista “Uniti nell'Ulivo”: sembra il primo passo verso la nascita del Partito Democratico. Inoltre, nel mese di giugno la Margherita fonda il Partito Democratico Europeo insieme all'Udf francese per rimarcare la volontà di mostrarsi come una nuova forza politica, staccata dagli schieramenti tradizionali, senza comunque negare le proprie radici. Nel 2005, tuttavia, alle regionali la maggioranza della Margherita non accette il progetto “lista unica”, puntando a conquistare i voti degli elettori moderati. Stesso atteggiamento viene assunto per le Politiche 2006: in questo caso, però, si rischia la scissione con la minoranza ulivista guidata dal prodiano Arturo Parisi, che minaccia la fondazione di un nuovo soggetto pronto ad essere il fulcro del Pd. La rottura interna viene sanata, grazie all'appoggio che la maggioranza della Margherita assicura a Prodi nelle primarie, il quale, dopo l'investitura del popolo del centrosinistra, rilancia con vigore il progetto del Pd. Intanto, la Margherita aderisce alla coalizione di centrosinistra l'Unione. Rutelli, forte del grande consenso all'interno del suo partito, per le Politiche del 2006 cambia parzialmente rotta: la lista dell'Ulivo viene presentata solo alla Camera (insieme ai Ds), mentre al Senato ognuno corre con il proprio simbolo: la Margherita da sola ottiene il 10,7% delle preferenze (risultato modesto), facendo crescere qualche malumore interno soprattutto negli ulivisti. Dopo la vittoria dell'Unione, Rutelli diventa vice premier e Ministro dei Beni Culturali mentre Enrico Letta viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Tra i maggiori ministeri, inoltre, la Margherita riceve: Difesa (Arturo Parisi), Istruzione (Giuseppe Fioroni), Comunicazioni (Paolo Gentiloni).
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