Comunisti Italiana

 

 

 

 

 

Comunisti Italiani

Il Partito dei Comunisti Italiani è un partito di sinistra che si richiama all'ideologia comunista.
È stato fondato l'11 ottobre 1998, in seguito ad una divisione interna a Rifondazione Comunista. Ufficialmente, a norma di Statuto, il PdCI dichiaradi puntare alla “trasformazione socialista della società”. Facendo riferimento alla cultura marxista e ai suoi sviluppi, persegue il superamento dell'economia capitalista e il controllo collettivo dei mezzi di produzione. Si batte per una società più equa fondata sul lavoro e per la piena attuazione dei principi fondamentali della Costituzione Italiana, nei quali si riconosce. Attualmente, il PdCI fa parte della coalizione del centrosinistra, L'Unione.Il segretario nazionale è Oliviero Diliberto.
In occasione delle elezioni politiche del 1996, Rifondazione stipula con la coalizione di centrosinistra, L'Ulivo, guidata da Romano Prodi un “patto di desistenza”, in base al quale nei collegi dove si presentava L'Ulivo, Rifondazione non candidava nessuno e viceversa.
Quelle consultazioni si dimostrano un successo tanto per Prodi, quanto per il PRC, che così tocca il suo massimo storico. Il PRC tuttavia decide di non entrare nel Governo Prodi, ma ne appoggia la formazione in nome dell'”autonomia dei comunisti e l'unità con le forze della sinistra”.
Ma, nell'autunno 1997, il PRC mette in discussione la fiducia al governo, alla luce di un irrigidirsi dei rapporti tra Ulivo e PRC. Un buon pezzo di Rifondazione spinge per la ricomposizione e si giunge a un nuovo accordo fra comunisti e centrosinistra. Tuttavia l'autunno '97 mette in luce come sia difficile la convivenza tra la corrente vicina al segretario Fausto Bertinotti e quella vicina al presidente armando Cossutta. Nel 1999, proprio quando inizia la discussione sulla legge finanziaria, emerge la spaccatura tra “cossuttiani” e “bertinottiani”. I provvedimenti richiesti non trovano posto nella finanziaria '99 e nella riunione del Comitato Politico Nazionale del 2-4 ottobre 1998, la maggioranza di Rifondazione decide di ritirare la fiducia al Governo Prodi e di passare all'opposizione.
Il 5 ottobre Armando Cossutta si dimette da presidente del partito che pure aveva voluto e fondato, mentre gli altri parlamentari comunisti respingono a larga maggioranza la linea di rottura con le altre forze democratiche, ma affermano che si sarebbero adeguati alle decisioni del partito.
Il 9 ottobre, il capogruppo comunista alla Camera, Oliviero Diliberto, annuncia, durante il dibattito sulla mozione di fiducia al governo, che la maggioranza assoluta del Gruppo parlamentare avrebbe votato a favore del Governo Prodi. Bertinotti si dichiara invece per la sfiducia. Pochi minuti dopo il governo cade per un voto.
L'11 ottobre viene convocata al Cinema Metropolitan di Roma al prima manifestazione di tutti coloro che volevano dar vita alla costituente per un nuovo soggetto politico comunista e viene presentato ufficialmente il Partito dei Comunisti Italiani, che aderisce da subito all'Ulivo.
Con la nascita del PdCI, vengono ripristinati nomi e simboli del disciolto PCI, in evidente continuità con la storia. Ciò è reso possibile perché i Democratici di Sinistra garantiscono nessun atto legale contro il partito di Cossutta. Diversamente, il PRC si oppone a un altro simbolo con falce e martello e il tribunale delibererà che il simbolo del PdCI muti il fondo bianco con uno azzurro.
La coalizione si riorganizza, riuscendo a costituire un nuovo governo di centrosinistra, scegliendo come Presidente del Consiglio Massimo D'Alema (21 ottobre 1998). Il PdCI partecipa con Oliviero Diliberto, nominato ministro di grazia e Giustizia, e Katia Berillo, ministro senza portafoglio agli affari Regionali. È la prima volta che dei comunisti siedono al governo dell'Italia dal 1947. La stessa delegazione sarà confermata nel governo D'Alema II, mentre nel successivo governo Amato, Diliberto viene sistituito da Nerio Nesi, al quale sarà affidato il ministero dei Lavori Pubblici.
Alle elezioni politiche del 2001 il PdCI si presenta come l'estrema sinistra della coalizione dell'Ulivo che sostiene la candidatura di Francesco Rutelli alla presidenza del Consiglio.
La linea del PdCI si caratterizza per la spiccata attenzione verso i temi del lavoro, dello sviluppo, dei diritti, delle grandi questioni internazionali (la pace, la solidarietà con i popoli sfruttati, la lotta contro l'imperialismo). Nel corso degli anni, il partito consolida collaborazioni con i Verdi: insieme sono promotori per dare più peso ai temi della pace e della giustizia sociale. Altro caposaldo della politica del partito di Diliberto è la difesa intransigente della Costituzione repubblicana e della Resistenza al nazi-fascismo.
Alle elezioni europee del 2004 il PdCI raggiunge il suo massimo storico, ottenendo il 2,4% dei consensi, ottenendo due seggi al Parlamento europeo. Risultano eletti Marco Rizzo e Oliviero Diliberto, che però rinuncia a favore dell'astronauta Umberto Guidoni. I deputati europei aderiscono al gruppo della Sinistra Europea-Sinistra Verde Nordica.
Il 17 luglio 2004 confluisce nel partito la piccola Democrazia Popolare (Sinistra Unita), scissasi dal PRC quattro anni prima.
Gli ottimi risultati delle elezioni europee portano con sé un'aria di crisi dentro il partito. Contro ogni previsione, infatti, il presidente Cossutta non viene riconfermato europarlamentare perché scavalcato nel collegio Nord-occidentale dal capogruppo alla Camera Marco Rizzo. Cossutta chiede Rizzo di non accettare l'elezione per favorirlo in quanto primo dei nom eletti, ma Rizzo risponde di volersi occupare del partito in Europa e quindi si dimette sia da deputato che da membro della segreteria. Vengono convocate due Direzioni Nazionali e un Comitato centrale. Qui Rizzo ribadisce di voler andare “in Europa per contribuire ad unire, anziché dividere i partiti comunisti e della sinistra in Europa”.
Alla fine il partito prende atto dell'unanimità della volontà di Rizzo. Ma Cossutta ingoia amaro: da questo momento in poi tra i dirigenti circoleranno veleni e sospetti tra chi è vicino a Cossutta e che a Rizzo, con Diliberto che cerca di mantenere l'unità in più occasioni.
Il 19 gennaio 2006 la Direzione Nazionale del partito approva le liste “qualificate e aperte, con importanti personalità della politica, della cultura, del mondo del lavoro” dei candidati alla camera per le elezioni Politiche del 2006. Come da Statuto, approvato nel 2004, vengono esclusi tutti coloro che hanno gia cumulato due mandati parlamentari, tra cui la figlia del presidente, Maura Cossutta. Il risultato è comunque positivo: 2,3% alla Camera e 4,2% al Senato (insieme a Verdi e Lista Consumatori). Il 17 maggio nasce il Governo Prodi di cui entra a farne parte Alessandro Bianchi,attuale Ministro dei Trasporti, rettore dell'Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e noto urbanista: un tecnico non organico al partito, ma di fede comunista.
Il 21 giugno Cossutta, con una lettera al segretario Diliberto, si dimette da presidente del partito.


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