Emma Bonino

Emma Bonino nasce a Bra, provincia di Cuneo il 9 marzo del 1948. E' laureata in Lingue e Letterature Moderne.
Nel 1976, il Partito Radicale si presenta per la prima volta alle elezioni politiche, ed Emma Bonino, capolista alla Camera in molte circoscrizioni viene eletta a soli 28 anni, assieme ad altri 3 radicali: Marco Pannella, Mauro Mellini, Adele Faccio. Nel 1979 è eletta al Parlamento Europeo. Nel 1981, promuove un appello contro lo sterminio per fame e contribuisce a fondare l'associazione Food and Disarmement International, con lo scopo di coordinare le attività e le iniziative d'informazione internazionale su questo fronte, di cui dopo qualche anno diventerà segretario. In tale veste nel 1986 organizza un Convegno Internazionale che lancia il “Manifesto dei Capi di Stato contro lo sterminio per fame e in difesa del diritto alla vita e della vita del diritto”. Nel 1987 manifesta a Varsavia contro la dittatura comunista del generale Jaruzelski e in favore di Solidarnoc. Viene arrestata ed espulsa da paese. Nel 1989 diviene presidente del Partito Radicale Transnazionale, carica che ricopre fino al 1993. Nel 1990, per denunciare la legge americana che richiede la prescrizione medica per la vendita di siringhe, si fa arrestare a new York, mentre distribuisce siringhe sterili. Nel 1993 è tra i fondatori di Non c'è Pace Senza Giustizia, una associazione internazionale no-profit che lavora per la protezione e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto e della giustizia internazionale. Con tale associazione si dà l'obiettivo di sostenere l'attività del tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia e di promuovere la creazione di una Corte Penale Internazionale permanente, competente ad accertare e giudicare nel mondo intero “i crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio”. Nel 1995 viene nominata Commissario Europeo responsabile della Politica dei Consumatori, della Politica della Pesca e dell'Ufficio Europeo per l'Aiuto Umanitario d'Urgenza. Nel 1997, svolge una missione nel Kurdistan iracheno, paese allora colpito dalle sanzioni economiche, e in Afghanistan dove si reca per denunciare il regime dei Talebani. Qui viene arrestata e finisce in carcere per alcune ore dalla “milizia per la repressione del vizio e la promozione della virtù” assieme alla sua delegazione. Nel 1999 ha partecipato alle elezioni europee con una lista che portava il suo nome e, grazie al successo elettorale riscontrato, il suo partito è diventato la quarta forza politica nazionale. Successo mai più ripetuto. Nel 2004 viene rieletta al Parlamento Europeo per la “Lista Bonino”, iscrivendosi al gruppo dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa. Nel 2005 torna in Afghanistan in veste ufficiale, questa volta come Capo delegazione della Missione degli osservatori elettorali dell'Unione europea alle elezioni parlamentari e provinciali. Alle Elezioni politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel pugno, un nuovo partito nato dall'unione di Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani di Enrico Borselli. Rieletta, rientra in Parlamento dopo 12 anni, dimettendosi da quello Europeo.
Nel maggio del 2006 è stata nominata ministro delle Politiche Europee del governo Prodi.
Nello stesso mese viene istituito il Ministero per il Commercio Internazionale che viene affidato alla Bonino, la quale mantiene anche le competenze in materia di Politiche Europee.

 

 


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