L’anno d’oro del tennis italiano, e il futuro può essere migliore

C'è stato un balzo in avanti che nemmeno i più ottimisti avrebbero potuto immaginare e il meglio deve ancora arrivare...

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Due italiani tra i primi dodici. Otto nella top 100. L’unico classe 2001 tra i primi 80 del mondo. E ancora: il miglior giovane under 18 nel ranking Atp. La stagione tennistica italiana, a poche ore dalla Coppa Davis, si è chiusa oltre le migliori aspettative. Un balzo in avanti che nemmeno i più ottimisti avrebbero potuto immaginare. È stato senza dubbio l’anno di Matteo Berrettini, che ha trovato una continuità di risultati impressionante. Tanto da chiudere l’annata in bellezza con la presenza e una vittoria alle Atp Finals. Lui è il numero uno degli azzurri, ottavo in classifica.

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Ma non c’è solo Berrettini. Fabio Fognini segue al n. 12, con la bacheca arricchita da un titolo di Masters 1000 (successo che è stato quasi oscurato…), poi ancora Lorenzo Sonego (n. 52), Marco Cecchinato (n. 71), Andreas Seppi (n. 72), Jannik Sinner (n. 78), Stefano Travaglia (n. 84) e Salvatore Caruso (n. 96). Il confronto con lo scorso anno rende bene l’idea di quanto siano cambiate le cose in 12 mesi. Al novembre 2018, c’erano solo 4 italiani nei primi 100: Fognini al n. 13, Cecchinato al n.20, Seppi al n. 38 e Berrettini al n. 54. E dire che già sembrava un mezzo miracolo con due azzurri tra i primi 20.

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Le promesse del tennis italiano…

Ma se il presente sorride, il futuro “rischia” addirittura di essere migliore. Sì, perché Berrettini è in fase di maturazione: questa stagione potrebbe non essere il suo apice. Anzi. Si attende un ulteriore salto di qualità del tennista romano. Dopo aver bruciato le tappe, può accelerare ancora come quando colpisce di dritto. Ma dietro di lui c’è già un’altra realtà: l’altoatesino Sinner, appena 18enne e già osannato da tutti come il campione del futuro. La vittoria di imperio al challenger di Ortisei ha dato l’ennesima conferma che ormai è pronto per le platee più prestigiose. Dietro la ribalta dei giovani talenti, c’è un altro azzurrino che scalpita: Lorenzo Musetti, unico under 18 tra i primi 400 del ranking Atp, che ha raggiunto il suo best ranking con la posizione numero 364.

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Certo, lontano dalle posizioni che contano, ma resta il fatto che il suo coetaneo “più vicino” è il romeno Ionel al n. 552. E poi non ci sono altri 17enni in classifica. Nella lista dei prospetti c’è poi Giulio Zeppieri, altro 18enne, attualmente al numero 383 e in fase di grande crescita. Ma la compagnia è buona, pensando anche a Gian Marco Moroni (21 anni, n. 262) e Andrea Pellegrino (20 anni, n. 345). Certo, non tutto luccica: Cecchinato ha vissuto un’annata difficile, precipitando fuori dalla top 50. Due speranze come Stefano Napolitano e Gianluigi Quinzi sono arretrate in classifica, mentre Matteo Donati ha subito un grave infortunio.

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Tornando alle note liete, ci sono due atleti che meritano una menzione: lontano dai riflettori c’è per esempio Travaglia, entrato nei primi 100 solo a 27 anni a causa di una scia di sfortuna. Ma, messi alle spalle i periodi bui, il tempo per togliersi altre soddisfazioni c’è ancora. E non va dimenticato Gianluca Mager, 25 anni, attualmente al n. 119. Presto potrebbe entrare nella top 100. Un risultato che, fino a qualche tempo fa, sarebbe stato accolto quasi come un trionfo, invece oggi passa in sordina. Ma (ed è ovviamente meglio così) i tempi sono cambiati. E di molto.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI