La stella di Tsipras non è tramontata: è solo eclissata

Il leader di Syriza alla fine ha tenuto, perdendo con onore. Ma soprattutto lasciando intendere di essere pronto a ritornare

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È finita come si immaginava: la Grecia ha scelto il “ritorno al passato”. Alle dinastie politiche e al centrodestra al governo. Niente di più, niente di meno. Alxis Tsipras, però, non è stato bocciato: è stato solo rimandato a settembre, come si sarebbe detto qualche tempo fa. Il leader di Syriza ha certamente perso e Nea Dimokratia, il partito di Kyriakos Mitsotakis, ha conquistato la maggioranza assoluta senza la necessità di dover pensare ad alleanze. Tuttavia, non c’è stato alcun tracollo elettorale: Syryza ha ottenuto il 31% dei voti, confermandosi l’unica forza di sinistra capace di contrastare il centrodestra. Parliamo di una forza politica in salute, che peraltro ha limitato anche le perdite della “scissione” di Yanis Varoufakis.

Da caudillo a… Monti

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La stella di Tsipras, dunque, non è definitivamente tramontata: si è solo eclissata. Ma le eclissi, si sa, sono destinate a finire. E attenzione: il contesto della sua sconfitta è alquanto particolare. Ha raccolto un Paese in default con la Troika spietata, per nulla disposta a essere almeno un po’ benevola. Quindi, l’ex primo ministro – salito alla ribalta come un simil caudillo sudamericano – ha governato “alla Monti”, tanto per fare un esempio ruvido  (sì, lo so di esagerare, ma serve a rendere l’idea). Eppure non ne è uscito con le ossa del tutto frantumate. A vederla così, sembra già un mezzo miracolo. È più che probabile che Syriza vivrà e lotterà per tornare al governo quando il centrodestra mostrerà i naturali affanni della gestione di un Paese che torna a respirare. Ma che comunque ha un tasso di disoccupazione al 18%, per intenderci. Chissà, che magari tra qualche anno Tsipras tornerà premier.

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Punizione austera

L’analisi che ha portato a questo risultato si è, giustamente, soffermata sulla Grecia riconsegnata ai carnefici (il centrodestra fu responsabile della falsificazione dei conti pubblici) a discapito di chi ha cercato di fronteggiare i giganti della troika. In fondo la democrazia è così: gli elettori hanno vissuto l’ultima fase dell’era dell’austerità sotto il comando di Tsipras. E lo hanno indicato quantomeno corresponsabile, viste anche le promesse molto temerarie che aveva fatto, pur sapendo di non poterle mantenere. Per questo i greci hanno scelto di nuovo il centrodestra. Una punizione austera a Tsipras, mettiamola così.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI