C’è una novità: il centrosinistra non viene più travolto ai ballottaggi

Negli anni scorsi, infatti, al ballottaggio scattava il meccanismo “tutti contro il centrosinistra”, creando un’intesa ante litteram tra centrodestra (Lega) e Movimento 5 Stelle. Almeno in questo caso la situazione è stata diversa

Qualche argine ha ceduto, ma l’onda leghista non ha travolto tutto come si poteva immaginare. I ballottaggi del 10 giugno danno una chiara indicazione: l’avanzata della Lega è evidente, impreziosita dalla conquista di Ferrara e Forlì. Ma il centrosinistra è riuscito a reggere l’urto, salvando importanti roccaforti come Cesena, con il giovane ex deputato Enzo Lattuca, Reggio-Emilia e Prato e riconquistando Livorno, un’altra città simbolo della sinistra italiana.

Embed from Getty Images

Un altro elemento emerge in questa tornata elettorale: il secondo turno non è più un incubo per il Partito democratico e i suoi alleati. Negli anni scorsi, infatti, al ballottaggio scattava il meccanismo “tutti contro il centrosinistra”, creando un’intesa ante litteram tra centrodestra (Lega) e Movimento 5 Stelle. Almeno in questo caso la situazione è stata diversa.

Ballottaggi: le vittorie del centrodestra, espugnata Ferrara

La Lega può sicuramente gongolare per le vittorie ad Ascoli Piceno, Biella Ferrara, Forlì, Potenza e Vercelli. Il fiore all’occhiello è l’espugnazione del fortino rosso di Ferrara: un evento storico per la città, ma che comunque al primo turno sembrava già acquisito. Il vantaggio di Alan Fabbri era notevole, tanto da aver sfiorato l’elezione al primo turno. La competizione a Potenza è stata particolare, perché fino all’ultimo il candidato della sinistra extra Pd, Valerio Tramutoli, ha sperato nel successo. Ma le cose sono andate diversamente e si è quindi affermato il centrodestra con Mario Guarente. Nel trend generale di avanzata vanno poi conteggiate le affermazioni a Biella e Vercelli, con un ulteriore spostamento a destra in Piemonte.

Embed from Getty Images

Ballottaggi: le vittorie del centrosinistra, salve Reggio e Cesena

Un sospiro di sollievo, ma niente trionfalismi per la tenuta in Toscana e in parte in Emilia Romagna. Il centrosinistra ha infatti conquistato Avellino (anche se con una lista avversaria a quella ufficiale del Pd), Cesena, Cremona, Livorno, Prato, Reggio Emilia, Rovigo e Verbania. Particolarmente di rilievo è il blitz a Rovigo, in Veneto, dove il dominio del centrodestra è indiscutibile da anni, e a Cremona, che dopo Bergamo conferma la capacità di conquistare vittorie anche nelle province lombarde, oltre a Milano. Si tratta di un segnale, piccolo, che sicuramente chiama in causa dinamiche locali. Tuttavia, è un fatto significativo. Come il dato che al ballottaggio gli elettori non vanno (più) tutti contro il centrosinistra.

Ballottaggi: 5 Stelle non giudicabili

La disamina per il Movimento 5 Stelle non cambia: la vittoria di Campobasso non riscatta una tornata elettorale molto negativa, come ha ammesso lo stesso leader del M5S, Luigi Di Maio, che non vuole esibire il risultato come un “trofeo”.