Conte, l’importanza di una discorso-conferenza al Paese

L’evento è stato costruito con attenzione: è stata creata una grande attesa, annunciando la conferenza stampa in largo anticipo

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Più che la politica poté la comunicazione. O forse la comunicazione è pienamente politica, ormai. La conferenza stampa “al Paese” del presidente del Consiglio ha rappresentato un momento decisivo per questa legislatura, indipendentemente dalla sua effettiva durata. Il discorso di Giuseppe Conte ha rovesciato la situazione.

I litigi tra Lega e Movimento 5 Stelle sono cessati di colpo dopo lo stop al decreto Sblocca Cantieri nella serata (che appariva come presagio alla crisi di governo). Matteo Salvini e Luigi Di Maio, d’incanto, hanno ritrovato il numero in rubrica, riavviando un dialogo che sembrava irrimediabilmente interrotto. Cosa è cambiato, nei fatti? Nulla. O meglio: è stato esplicitato quello che Conte aveva già detto. Ma in un contesto molto più drammatizzato. Da momento cruciale, quasi da duello western. C’è stato un passaggio di comunicazione di grande rilievo, insomma.

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La grande attesa

L’evento è stato costruito con attenzione: è stata creata una grande attesa, annunciando la conferenza stampa in largo anticipo. Per tutto il weekend, infatti, il dibattito politico è stato orientato alle parole del presidente del Consiglio. Con una mossa Conte è riuscito, in parte, a riprendersi la scena largamente occupata da Salvini fin dalla notte elettorale che ha consacrato l’impennata di voti della Lega. Il capo del governo ha aumentato la tensione, lunedì mattina, con un tweet semplice: “Dirò cose importanti”. Sembrava quasi scontato, ma questo ulteriore passaggio ha monopolizzato l’attenzione.

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Il contenuto del discorso-conferenza alla nazione

Le parole di Conte, in realtà, non hanno sorpreso nessuno: era stato ampiamente anticipato che avrebbe messo sul tavolo l’opzione delle dimissioni. Il contenuto della conferenza stampa rivolta al Paese non è stato scioccante, se non per la solennità del momento. Per l’attenzione che aveva calamitato il discorso, drammatizzando la situazione sotto il profilo della comunicazione, nella consapevolezza della possibile conseguenza politica: la fine della sua esperienza a Palazzo Chigi.

Invece è andata diversamente: la strategia ha funzionato, in tutto. E ha riportato anche Conte in un ruolo da protagonista, dopo giorni in cui era finito sotto assedio e silenziato dalla debordante presenza di Salvini sui media.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI