Flat tax e abbasso l’Europa: soffia aria di campagna elettorale

Mentre il M5S è concentrato sul ruolo, anzi i ruoli, di Luigi Di Maio, Matteo Salvini gioca d’anticipo e soffia sul vento della campagna elettorale

Matteo Salvini (foto dalla pagina Facebook)

Cade, non cade. Forse cade, forse no. Anzi: cade, cade. La rassegna stampa, preghiera laica mattutina preghiera, è più un rosario, oggetto sacro molto discusso nelle ultime settimane. Difficile, oggi, dire davvero quali saranno le reali conseguenze del voto delle Europee: probabile che non lo sappiano nemmeno i protagonisti in campo.

Un fatto è però evidente: mentre il Movimento 5 Stelle è concentrato sul ruolo, anzi i ruoli, di Luigi Di Maio, Matteo Salvini gioca d’anticipo e soffia sul vento di campagna elettorale. Appena chiuse le urne ha rilanciato due promesse di grande impatto, sul suo elettorato e non solo: la riforma fiscale, con l’introduzione della flat tax, e il conseguente scontro con l’Unione europea, argomento sempre utile da sbandierare per scaldare gli animi. Insomma, meno tasse e abbasso l’Europa (“dei burocrati” e “dei numerini”).

Governo, il punto di caduta

La strategia di Salvini resta chiara sotto il profilo comunicazione: non cambia niente. Almeno sulla carta. Perché il ministro dell’Interno non ha intenzione di cambiare alleanza di governo, né di spedire il Paese alle elezioni anticipate (consapevole dei possibili inconvenienti). Tutto quello che accadrà, di negativo, sarà da addebitare al Movimento 5 Stelle. Insomma, se non si individua un punto di caduta sull’intesa per mandare avanti il governo, il punto di caduta del governo non deve apparire una responsabilità del Carroccio.

Nel dubbio, comunque, i leghisti vanno spediti per coltivare la crescita nei consensi, aggirando il pericolo di essere tacciati di scarsa lealtà: la promessa di realizzare la flat tax è parte dell’entità mitica del Contratto, quindi non è indicibile come una strategia elettorale. Dirlo è al di sopra di ogni sospetto, ufficialmente. Ma certo, nel caso non fosse realizzabile in questa legislatura, causa fine anticipata, si riparte a perdifiato: sarà la priorità della prossima legislatura. E lo stesso dicasi per l’Europa: se il ministro dell’Economia Tria non dovesse esaudire le richieste, sarebbe un buon capitale di immagine per Salvini. Potrebbe individuare un nuovo capro espiatorio. Un “tecnico” che difende gli “euroburocrati”.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI