Dal porta a porta, al messaggio a messaggio: la campagna delle Europee 2019

Le Europee 2019 hanno segnato l’archiviazione (momentanea?) del comizio tradizionale e della vecchia campagna porta a porta

Una campagna elettorale combattuta tutta sui media, tradizionali e non. Le Europee 2019 hanno segnato l’archiviazione (momentanea?) del comizio tradizionale e della vecchia campagna porta a porta. Certo, si tratta di modalità di comunicazione che può non essere sparita del tutto, ma comunque è stata molto ridimensionata. A resistere è rimasto solo il buon vecchio attacchinaggio, per rendere evidenti i manifesti sulle plance.

Le affissioni, insieme ai banchetti, sono stati gli unici elementi di campagna elettorale a non farsi travolgere dalla totale digitalizzazione della comunicazione. Oltre ovviamente al ricorso alla televisione, in cui c’è stata la solita esondazione dei leader nelle ultime ore. Ma in questo caso è più interessante l’evoluzione digital.

Niente faccioni, ora tocca ai video e alle stories

Il volantinaggio, il porta a porta hanno avuto un’evoluzione: il tam tam di messaggi su WahtsApp con i “santini” virtuali a rimpiazzare quelli cartacei, in nome di un apprezzabile risparmio ambientale. Ma anche (e soprattutto) uno strumento prezioso per garantire una sostanziosa riduzione delle spese. Anche i tradizionali “faccioni” che campeggiavano nelle città sui manifesti di berlusconiana memoria sono stati sostituiti in gran parte dalle sponsorizzazioni sui social, specie su Facebook, e dalle stories di Instagram.

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I social nuovi e vecchi, dunque, sono stati massicciamente impiegati per veicolare i nomi dei candidati. I video su Facebook, Twitter e Instagram, poi, sono rimbalzati fino all’ultimo minuto prima dell’apertura delle urne, in barba anche alla regola del silenzio elettorale che pare sempre più superata dalla storia. E in una campagna elettorale molto concentrata sulle dinamiche interne al governo, è mancata pure la fantasia: poche le iniziative interessanti. Addirittura la satira social, spesso graffiante, non ha lasciato tracce memorabili.

Europee: servono troppi soldi per pochi fondi

Le Europee, tuttavia, potrebbero non aver definitivamente fatto tramontare le “antiche” modalità di comunicazione: per la loro caratteristiche, a causa principalmente delle circoscrizioni monstre, ci vorrebbe un imponente budget per coprire la maggior parte del territorio. Ecco perché i candidati hanno trovato nella tecnologie digitali un valido alleato per far arrivare i loro messaggi a quanti più elettori possibili.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI