Parlamento di fedeli, niente trasformismi in questa legislatura

Un Parlamento fedele alla linea, almeno per ora. Sì, perché in questo primo anno di legislatura non ci sono stati trasformismi, cambi di casacca a pioggia come era avvenuto nella scorsa legislatura, terminata con 566 passaggi di parlamentari di un gruppo all’altro.

Un Parlamento fedele alla linea, almeno per ora. Sì, perché in questo primo anno di legislatura non ci sono stati trasformismi, cambi di casacca a pioggia come era avvenuto nella scorsa legislatura, terminata con 566 passaggi di parlamentari di un gruppo all’altro. A dimostrazione che non c’è necessità di un vincolo di mandato (progetto, almeno per ora, accantonato) per evitare episodi di trasformismi. In questa legislatura, nel primo anno, ha prevalso la fedeltà. Alla Camera ce ne sono stati solo 4 (ma uno di loro, Andrea Mura, non è nemmeno più deputato), al Senato appena 2. I numeri ufficiali, letti in maniera fredda, dicono che a Montecitorio 18 deputati sono passati in un altro gruppo. Ma in realtà 14 sono quelli trasferiti dal gruppo Misto a Liberi e Uguali (nato poco dopo l’insediamento degli altri gruppi attraverso la deroga). In totale sono, quindi, 6 ad aver cambiato idea (meno dell’1%). Numeri significativi.

Ma chi sono i parlamentari che hanno scelto un gruppo differente da quello iniziale?

Nel caso dei senatori Saverio De Bonis e Gregorio De Falco non si può nemmeno parlare di un cambio di casacca voluto: si è trattata di espulsione dal Movimento 5 Stelle, con la conseguente confluenza nel Misto di Palazzo Madama. Alla Camera, invece, c’è stato un po’ più di spostamento (si fa per dire): il passaggio di Matteo Dall’Osso dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia è stato quello più noto, più rumoroso, in polemica con i pentastellati. Per il partito di Silvio Berlusconi c’è stato anche un altro rinforzo, l’ex ministro Enrico Costa che ha lasciato il Misto per aderire al gruppo di Forza Italia; che però ha perso un volto noto, quello di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte ha fatto il percorso inverso rispetto a Costa. L’altro caso riguarda invece Andrea Mura, diventato noto come l’assenteista numero uno. Dopo le polemiche è passato dal M5S al Misto e successivamente ha rassegnato le dimissioni, accettate dalla Camera.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI