Lite Continua, nuove frontiere di strategie elettorali

Maggioranza e opposizione allo stesso tempo. Ministri seduti vicini durante i Cdm a Palazzo Chigi e pronti a lanciare frecce avvelenate contro nelle dichiarazioni o nelle dirette social


Maggioranza e opposizione allo stesso tempo. Ministri seduti vicini durante i Cdm a Palazzo Chigi e pronti a lanciare frecce avvelenate contro nelle dichiarazioni o nelle dirette social. Matteo Salvini da un lato, con tutti i suoi sodali a sparger veleno sul Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio dall’altro, con il fuoco di fila pentastellato a ergersi come paladini contro la corruzione (lasciando intendere, nemmeno troppo velatamente che gli alleati non sono immuni dal virus).

Una partita di tennis con la ricerca del colpo a maggior effetto tra i giocatori che, in fondo, disputano insieme il doppio. In ogni caso e al di fuori di metafore a colpi di racchetta, la campagna elettorale delle Europee 2019 si appresta a finire in archivio come uno degli esperimenti più azzardati, con tratti di leggendario surrealismo, della storia (e della comunicazione) politica italiana. Un governo di Lite Continua. Perché è vero che anche nella Prima Repubblica accadevano cose del genere, con gli alleati che guerreggiavano per uno zero virgola in più alle elezioni, ma è anche vero che si tratta di un’era geologica fa, politicamente parlando. Se non vado errato dovremmo essere nella Terza Repubblica. Dovremmo, visto che nessuno lo dice più e un po’ di smarrimento sul conteggio delle Repubbliche affiora.

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Vantaggi da scontro elettorale

Il risultato di questa strategia racconterà ai posteri la fatidica ardua sentenza: se ha funzionato, infatti, Lega e Movimento 5 Stelle saranno al di sopra del 50% (che stando si sondaggi diffusi prima dello stop imposto dalla legge, è una soglia abbondantemente alla portata degli alleati). In caso contrario la litigiosità ha solo infastidito gli italiani, che a dire il vero hanno spesso punito gli eccessi di confronto verbale (per informazioni chiedere al Partito democratico). Ma i tempi cambiano e probabilmente il governo del cambiamento ha colto anche questo mutamento. Almeno per il tempo di una campagna elettorale .

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Rischi annessi alla lite continua

Allora tutto bene quel che finisce bene nel caso di un risultato soddisfacente? Potrebbe anche essere. Ma c’è il solito “ma” a guastare la possibile festa gialloverde. Anche nelle migliori delle battaglie simulate il gioco rischia di sfuggire di mano. Un tono troppo alto, un’iniziativa propagandistica esagerata, un attacco un po’ troppo ruvido ed ecco che qualcosa si rompe davvero. Perché, peraltro, si parla pur sempre di un’attività di governo, chiamata a “fare cose” per un Paese che non sprizza salute da tutti i pori da un punto di vista economico e sociale.

Le conseguenze del governo di Lite Continua non sono perciò del tutto prevedibili. Gli strascichi potrebbero restare, eccome. Specie se, conti alla mano, le percentuali di distacco tra Lega e Movimento 5 Stelle fossero a doppia cifra (come emerso fino a qualche mese fa).

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI