Finanziamento ai partiti: ecco chi avrà accesso al prossimo 2 per mille

In totale sono 22 i partiti che avranno accesso al 2 per mille del 2019: sono 5 in meno rispetto al 2018

Alcuni sono protagonisti assoluti della scena politica, altri sono meno visibili ma portano avanti le loro battaglie nelle sedi istituzionali e non solo. In totale sono 22 i partiti che avranno accesso al 2 per mille del 2019: sono 5 in meno rispetto al 2018, visto che alcuni hanno perso i requisiti previsti della legge. Ecco l’elenco ufficiale della commissione di garanzia.


Come è andato l’ultimo 2 per mille?

I dati forniti dal Dipartimento Finanze del Ministero delle Finanze indicano che, lo scorso anno, il maggiore destinatario del 2 per mille è stato il Partito democratico con il 44,76% delle scelte per un totale di 7 milioni di euro finiti nelle casse di Largo del Nazareno. Molto significativo anche il risultato della Lega, che va conteggiata sia per Lega Nord per l’Indipendenza della Padania che come Lega per Salvini Premier: il dato è arrivato così quasi al 25% delle indicazioni dei contribuenti con una somma complessiva di poco inferiore ai 3 milioni di euro. Sull’ipotetico podio è arrivato Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni ha incassato 720mila euro, grazie al 5% delle scelte fatte sul 2 per mille. Poco più indietro Rifondazione comunista, con il 4,95%, e una cifra di 547mila euro.

Ma cos’è il 2 per mille ai partiti?

Il 2 per mille è l’unico strumento di finanziamento previsto (oltre ovviamente alle donazioni): con la riforma voluta dall’allora governo-Letta, infatti, è stato abolito il finanziamento pubblico e quindi non c’è più un trasferimento diretto dalla casse dello Stato ai partiti. Esiste una quota (il 2 per mille, appunto) che i contribuenti possono destinare, attraverso la dichiarazione dei redditi, ai soggetti politici che rispondono precisi requisiti. Tra questi la registrazione nell’apposito registro, uno Statuto regolarmente approvato e l’elezione di almeno un rappresentante nel Parlamento italiano o nel Parlamento europeo. Insomma, un regolamento alquanto stringente che non a caso ha lasciato fuori alcuni partiti, che pure avevano presentato la documentazione alla commissione degli statuti e per la trasparenza.

2 per mille ai partiti: quelli che ‘ritenta sarai più fortunato’

Tra gli esclusi figura l’associazione 10 Volte Meglio che alle ultime elezioni ha cercato di rappresentare la sorpresa, rompendo gli schemi. Niente da fare nemmeno per Fare!, il partito fondato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, Demo.S, il soggetto nato da una scissione di Scelta Civica (la creatura ideata da Mario Monti, così come l’altro escluso Popolari per l’Italia, guidato dall’ex ministro della Difesa Mario Mauro. Respinta la richiesta, infine, di Energie per l’Italia, fondato dallo sfidante di Nicola Zingaretti alle ultime Regionali nel Lazio Stefano Parisi, Pensiero e azione, riconducibile ad Antonio Piarulli, e Süd-Tiroler Freiheit, partito indipendentista di Bolzano capeggiato da Eva Klotz.