Il buonsensimo di Salvini si fa sovranista in Europa

Lo slogan scelto dai sovranisti alle prossime Europee

C’è un punto fondamentale nel successo di Matteo Salvini e per emanazione dell’intera Lega, pronta a fungere da esempio anche in Europa: la strategia del buonsensimo. Un approccio che attinge a piene mani dai luoghi comuni, dai discorsi che galleggiano in superficie, ergendo a Infallibile Filosofia di Vita. È tutto più facile da spiegare, da veicolare, senza la necessità di fornire informazioni aggiuntive: è una semplificazione della semplicità dei discorsi intercettati per strada. «È una cosa di buonsenso», ripete spesso Matteo Salvini. Uno slogan che non a caso è stato ripreso da Jörg Meuthen, in rappresentanza di Alternative für Deutschland (Afd), l’estrema destra tedesca. «Verso un’Europa del buonsenso» e che sarà usato dall’Internazionale Sovranista delle prossime Europee. Un’operazione già vista e che i sondaggi hanno premiato, in Italia.

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Il buonsenso invocato sempre dalla “persona normale” Salvini

Il ministro dell’Interno italiano ripete con altrettanta ciclicità che lui è una “persona normale e fa le cose per le persone normali”: insomma fa continuamente appello al buonsenso (lasciando intendere che gli altri non facciano lo stesso). Questo si traduce con un tipo di comunicazione ben rodata. Per esempio: c’è stato il congresso della famiglia a Verona. Chi è contro la famiglia? Perché siete contro la famiglia? Davvero avversate l’unione di persone, che si sostengono l’un l’altro in nome dell’amore? Essere contro la famiglia è mancanza di buonsenso! Così facendo si taglia a piè pari il resto del discorso, c’è una perentorietà da tweet, potremmo dire: si evita la noia dell’argomentazione. Perché, in realtà, tra chi ha contestato quel congresso non c’erano persone contrarie “alla famiglia”, anzi. Hanno manifestato contro altro, magari contro l’unico modello di famiglia, teorizzato in quell’arena veronese.

Altro giro, altro esempio: la legittima difesa? Ne vogliamo parlare? Come si può essere contrari alla legittima difesa? Una persona in pericolo ha il diritto di difendersi, no? E quindi chi sostiene il contrario è un nemico delle persone comuni, ai cittadini onesti: un essere totalmente privo di buonsenso. Pure in questo caso c’è un “ma”. La legittima difesa esisteva già nel codice penale, non c’è nessuno “contrario” all’eventualità di difendersi dall’aggressione. Purché la presunta difesa non si trasformi in deliberata offesa. Ma chi ha criticato, e continua a criticare la riforma della legittima difesa, è dalla parte della legalità. Sempre.

Il buonsensismo è iper-semplificazione

L’elenco può concludersi con la gestione dei flussi migratori. Perché è di buonsenso sostenere che non bisogna far partire i migranti per evitare che muoiano in mare, no? Non navigano, non muoiono: facile. Sì, ma ci sarebbe tanto altro da aggiungere: il motivo per cui scappano dai loro Paesi e il fatto che rimandarli in Libia significa riportarli in campi di detenzione inumani. Ma già questo presuppone un supplemento di confronto, di allargamento del perimento di discussione. Allora perché non rifugiarsi nel buonsensismo, in quello che del resto dicono tutti. In quella che è una iper-semplificazione della realtà. Una dimensione complessa ridotta a soluzioni sempre a portata di mano. Almeno nella comunicazione.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI