Anche Obama ha emesso un bando contro i rifugiati?

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“La mia politica è simile a quello che il presidente Obama ha fatto nel 2011, quando ha vietato i visti per i rifugiati dall’Iraq per sei mesi”. Con questa frase il presidente Trump ha giustificato in parte la decisione di firmare l’ordine esecutivo sul bando di 4 mesi degli immigrati provenienti da una lista di 7 paesi (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen).

La frase, pur partendo da un fatto reale, non è del tutto vera e anzi, come spesso accade con Trump, porta la realtà ad un livello di distorsione tale che è poi difficile riannodare i fili della verità. In queste ore, però, diversi giornali americani hanno cercato di capire quanto di quella frase ci sia di vero e quanto sia giusto paragonare le azioni dei due presidenti.

Il Washington Post ha messo in ordine i fatti, a partire da quello che avrebbe motivato la decisione di Obama citata da Trump. Nel 2011, in Kentucky, furono arrestati due iracheni con l’accusa di terrorismo. Il successivo controllo incrociato delle impronte digitali aveva confermato che i due avevano già preparato delle rudimentali bombe destinate all’esercito americano in missione nel paese del Golfo. Era la prova che gli Stati Uniti avevano dato ospitalità a individui che potevano rappresentare una minaccia reale. Da qui la decisione di Obama.

Decisione che – sottolinea il Washington Post – rispondeva ad un rischio reale e accertato. Ma non solo. Quello di Obama era una reazione mirata a rendere più stringenti i controlli, e comunque non riguardava anche i possessori di Green card. Il bando di Trump riguarda, invece, tutti i cittadini provvisti di qualsiasi tipo di categoria di visto. Al momento sono esclusi solo i diplomatici. Se l’intervento di Obama era circoscritto, quello di Trump, si applica a sette paesi con un popolazione totale di più di 130 milioni di persone.

Per chiarire ulteriormente i due piani, Foreingn Policy mette in ordine i punti su cui le azioni dei due presidenti si discostano. Oltre alle questioni già evidenziate dal quotidiano della capitale, viene chiarita anche la questione relativa ai 7 paesi coinvolti che, a detta dell’amministrazione Trump, sarebbero gli stessi presi di mira da Obama nel 2015, subito dopo la strage di San Bernardino. I due contesti però erano totalmente diversi, allora il presidente democratico aveva messo mano al Visa Waiver Program, cioè il programma di Viaggio senza Visto che consente ai cittadini stranieri di alcuni paesi (tra cui anche l’Italia) di viaggiare negli Stati Uniti per affari o per piacere e di rimanere 90 giorni o meno senza ottenere un visto. Già prima dell’intervento della Casa Bianca 4 paesi (Iraq, Iran, Sudan e Siria) erano esclusi dal programma (ed erano escluse anche le persone che in quei luoghi avevano viaggiato di recente), Obama ne aggiunse altri tre (Libia, Somalia e Yemen).

 

Foto in copertina di Michael Pittman / Flickr (CC BY-SA 2.0)

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