Marino, il caraibico de noantri

Pubblicato il da

Ignazio Marino è ai Caraibi. Roma no, è in mano alla mafia. Capitale o meno che sia, è sempre mafia, ma non quella sicula, qui per mafia s’intendono intrallazzi, bustarelle, offese allo Stato e ai cittadini, aggiotaggi, truffe e cravattari. A poche settimane dal Giubileo, nel corso d’una estate rovente per la canicola ma alleggerita dai petali di rosa che sono scesi come manna dal cielo sulla chiesa di don Bosco, il sindaco non c’è, è partito, forse in ferie, forse è lì per aggiustarsi il futuro, perché è certo che se ripresentasse la candidatura a Roma neanche prenderebbe il suo voto, che la sfiducia, se ha coscienza, deve essere il primo a darsela. “Sta sempre in giro”, Matteo Renzi ha sentenziato, fotografando talmente bene la questione-Roma che il popolo lo ha applaudito per “la prima dichiarazione giusta da quando è premier”. Quindici viaggi in due anni, tanto s’è assentato Marino da quella Roma abbandonata e abbindolata, stuprata e derisa, demoralizzata e spennata. E. magari andando controcorrente, c’è da dire che il funerale di Vincenzo Casamonica alla fin dei conti è servito più della biennale gestione-mariniana, visto e considerato che adesso, solo adesso, è stato promesso un giro di vite sui sorvoli aerei della capitale e una rete unica fra le polizie, anche se ci si interroga sul come si sia campato, a Roma, senza queste prerogative. Ovvero: su don Bosco potevano esser lanciate granate; ovvero: la mano destra non sa quello che fa la sinistra, se solo si pensa di unire adesso gli intenti delle forze di polizia. Resta la beffa di quel “possibili provvedimenti disciplinari per chi ha sbagliato”, come a dire “vedremo se dovremo punire i responsabili”. Con l’augurio e la speranza che tutto non si riduca a una bolla di sapone tipo quella svanita in un amen otto mesi fa. Quella delle punizioni da decretare nei confronti di quei vigili, mica pochi, che a Capodanno se la sono svignata. Ma Marino, caraibico de noantri, può additare i pizzardoni assenteisti? No, fra assenteisti non ci si mozzica.

Questo articolo è stato pubblicato in I fatti della settimana, Italia e contrassegnato come , , , da Massimiliano Morelli . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Aggiornato alle ore 15:11
Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...