L’Isis è vivo e lotta (con ferocia) contro di noi

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L’Isis è sparito dalle principali cronache dei giornali, ma l’organizzazione è viva e vegeta. Ed è pronta a lottare con la stessa ferocia di sempre. I jihadisti sunniti, comandati dall’autoproclamato Califfo Ibrahim, meglio noto con il nome d Abu Bakr al-Baghdadi, governano ancora ampie zone tra Siria e Iraq, mentre stanno cercando di rafforzare la presenza in Libia evitando scontri frontali con l’Egitto, impegnato in operazioni militari sul territorio libico.

Dove governa l’Isis

In Siria, l’Isis non ha perso alcuna città: Raqqa continua a essere la roccaforte dei guerriglieri islamisti. Tutta l’area nord orientale del Paese è sotto il giogo del Califfo, che conserva così il passaggio alle frontiere con l’Iraq. Un fatto importante per consentire il rapido spostamento di miliziani.

L’obiettivo principale, comunque, è quello di conquistare Aleppo per assestare un duro colpo al regime di Bashar Assad e dimostrare di avere una forza militare superiore a quella dei ribelli cosiddetti moderati, che l’Occidente sta addestrando seppure tra mille dubbi sulla loto affidabilità.

In Iraq, la controffensiva dell’esercito, sostenuta da fazioni sciite sotto la supervisione dell’Iran, sta portando qualche risultato a Tikrit: la città natale dell’ex rais Saddam Hussein sta tornando lentamente sotto il controllo del governo centrale, nonostante l’uso di bombe al cloro da parte degli islamisti.

Tuttavia, la vera guerra ci sarà a Mosul, la seconda città dell’Iraq finita nelle mani dell’Isis nel giugno 2014 e capoluogo della provincia di Ninive, dove sono avvenute le recenti distruzioni del patrimonio culturale. Secondo gli analisti, infatti, è diventata la ‘capitale del Califfato’, anche per l’importanza simbolica che ricopre. L’offensiva è prevista nelle prossime settimane con l’impiego di almeno 25mila uomini da parte dell’esecutivo di Baghdad.

Ma la provincia di Anbar, dove si trovano Ramadi e Falluja, vede ancora l’Isis molto forte e radicato. Le cronache dei media internazionali, spesso caratterizzate da informazioni frammentate, raccontano del tentativo di avanzata dell’Isis in quella zona dell’Iraq.

In Libia il quadro è molto diverso: il primo aspetto riguarda la diversità dell’organizzazione rispetto a Siria e Iraq. I jihadisti libici appartenevano a gruppi estremisti,  che hanno poi visto nel sedicente Stato islamico un’immagine vincente in cui riconoscersi. Al Baghdadi ha messo a disposizioni simboli e strumenti di propaganda, con un parziale sostegno di addestramento militare. Per quanto riguarda la situazione sul territorio è certificato solo il controllo di Derna, nella regione orientale della Cirenaica.

Stando alle ultime notizie, però, i guerriglieri si sono spostati in aree più periferiche di Derna per evitare gli attacchi dell’aviazione egiziana. Sirte, città che dà il nome al Golfo, è stata conquistata e persa in pochi giorni, a testimonianza di una attuale debolezza in Libia dell’Isis. Che, però, vuole aspettare rinforzi dall’ala siriana per sferrare un nuovo attacco.

Infine, c’è la nuova frontiera della guerra all’Isis, che conferma la capacità di sviluppo di questa organizzazione: il Libano. Al momento gli scontri sono stati circoscritti a piccoli episodi. Ma il per il futuro bisogna attendere un’escalation, specie contro gli sciiti di Hezbolllah. Scrive, infatti, ‘La Stampa‘:

Una striscia di terra di 140 km sulla cima delle montagne libanesi che a Nord della Valle della Bekaa segnano il confine con la Siria: è qui che lo Stato Islamico (Isis) si è insediato, appropriandosi di un angolo remoto del Paese dei Cedri dove accumula miliziani, risorse e ostaggi in vista della battaglia di primavera con le truppe del governo sostenute dagli Hezbollah.

Insomma, chi crede che nei prossimi mesi il fenomeno-Isis si sgonfi, deve ricredersi. E anche repentinamente.

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Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
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