La magia di Lindsay Kemp al Brancaccio

 Negli anni 70 e 80, Lindsay Kemp e la Lindsay Kemp Company hanno suscitato meraviglia e scandalo in ogni parte del mondo, con un incrocio straordinariamente eterodosso di stili, mescolando teatro, mimo e danza, tradizione e

sperimento, sottile ironia e sensazioni potenti. Allora (come oggi) la magia degli spettacoli di Kemp ruotava soprattutto intorno al suo personalissimo carisma come interprete… e non importava se in ruoli di donna, uomo, elfo, marionetta o altro. In scena trascendeva sempre ogni genere e ogni categoria, come oggi – superato abbondantemente i settanta anni – continua a fare. Continua spontaneamente a fare il raccontastorie attraverso la sua danza senza tempo e senza età… e può farlo, perché le uniche regole che deve per forza seguire sono le sue, e l’unica tecnica che deve mantenere intatta è la trasmissione di emozione. Per dirlo in modo estremo, “Un’immobilità carica di emozione vale cento gesti meccanici”, come lui ha sempre affermato.

“Kemp Dances” è una serie di “invenzioni e reincarnazioni”… cioè, nuove creazioni frammiste ad alcuni dei suoi ‘pezzi classici’ ricreati e rivissuti oggi. Un mosaico spettacolare ed emozionante di personaggi e racconti fantastici, realizzato in scena insieme a quattro collaboratori – o nuovi o di lunga data – con un potente mix eclettico di musiche e narrazioni. E come sempre con questo saltimbanco dell’anima, tutto è in divenire: ci sono elementi fissi ma c’è sempre anche un rinnovo costante di ogni racconto e ogni gesto.

Lo spettacolo offre 4 magnifici e contrastanti personaggi per il trasformismo di Kemp: nel primo tempo è il Diavolo in un racconto favolistica ispirato da “L’Histoire du Soldat”… un Diavolo che si diverte per conto suo a trasformarsi in 5 ironici travestimenti diversi! Nel secondo tempo offre un’onirica identificazione melodrammatica con Violetta e Callas in “Ricordi di una Traviata”, poi un viaggio  dentro la pazzia mistica del leggendario ballerino de Les Ballets Russes, Nijinsky, e alla fine, in “L’Angelo”, un’anima che trascende ogni identità per diventare un simbolo dell’essenza umana, della rinascita e della speranza.

Nel secondo tempo ci sono anche due nuovi pezzi: “Mi Vida”, creato dal grande coreografo Belga Luc Bouy, e “La Femme en Rouge”. E debutta anche un nuovo attore-ballerino – Ivan Ristallo – che s’aggiunge in scena a Daniela Maccari, coreografa collaboratrice e ormai “musa ballerina” di Kemp, e David Haughton, storico collaboratore che qui fa il Narratore della Storia del Soldato.

Questo nuovo spettacolo offre, come sempre, gli inviti e incantesimi di Lindsay Kemp in un linguaggio impattante che rimane sempre accessibile a tutti coloro che vogliono accedere… ma è anche una rara opportunità di vedere un “mostro sacro” del teatro del ventesimo secolo, che ama e brucia e vola ancora sul palcoscenico del ventunesimo.