Alvaro? Si chiamava Corrado

La firma del giurato Massimo Fornicoli sull’iniziativa del Comune di Vallerano nel merito di un premio letterario è significativa e smaschera lo stesso giurato, che scrive un comunicato stampa in nome e per conto della Giunta locale senza capo né coda, alla “volemose bene”, abusando del copia e incolla e quasi a sintetizzare la malavoglia di abbandonare il “sentito dire”. In venti righe, dieci delle quali destinate a nomi di ideatori del premio, giurati e quant’altro, gli errori di sintassi si susseguono a raffica e la punteggiatura viene demandata al caso.

Chi affiderebbe il suo manoscritto a una giuria che si presenta in così malo modo? Povero Alvaro (il cui nome mai viene specificato nell’articolo, ma che comunque era Corrado) e povero anche Libero Bigiaretti, che nel comunicato stampa in oggetto viene considerato “solo” un amico di Corrado Alvaro e neanche viene accennato il suo essere uomo di cultura.

Ma, si sa, oggi scrivere un comunicato stampa e indire un premio è diventato una barzelletta. Buona fortuna a chi parteciperà, ovviamente solo con una pubblicazione dedicata alla guerra e che sia stata data alle stampe solo ed esclusivamente nel 2014. Domanda lecita: perché nel merito di un premio così importante vengono dettate regole così ferree? Uno come Giulio Andreotti penserebbe che il vincitore “sta già con i piedi al caldo”.