Quando il pallone d’oro non lo si vince con i piedi…

di Emiliano Morelli

Ci risiamo. Come ogni anno ci si avvicina alla fatidica data. E la data in cui si deciderà il migliore giocatore al mondo di questa annata è sempre più vicina. Inutile dire chi sono due dei tre finalisti, giusto? Il primo, Lionel Messi, ha vinto praticamente tutto (tranne un mondiale n.d.r.). E’ stato l’ultimo giocatore a vincere il “Pallone d’oro” e il primo a vincere il “Pallone d’oro FIFA” nel 2010, conquistandolo poi per tre anni consecutivi. Dominio indiscusso per quattro anni di fila (vinse il “Ballon d’Or nel 2009).  Poi c’è lui, l’eterno secondo, che finalmente nel 2013 riesce ad arrivare all’ambito premio. Insieme alla “pulce” sono gli unici giocatori ad aver vinto questa ri-edizione. Cristiano Ronaldo. Il nome fa tremare la maggior parte dei portieri.

La maggior parte. Ma non lui. Non Manuel Neuer. Lui, la sorpresa dell’anno. Sorpresa non in quanto a prestazioni, sia ben inteso, ma semplicemente perché, a conti fatti, è il portiere che si avvicina di più alla possibilità concreta di vincere il pallone d’oro da cinquantuno anni a questa parte. Per ora infatti, l’unico portiere vincitore del premio è Lev Jašin, il ragno nero dell’allora gloriosa Dinamo Mosca, nel 1963. Portiere diventato celebre sia per il gesto scaramantico di entrare in campo con due cappelli, uno da indossare e uno da lasciare dentro la porta, sia per la leggenda che voleva ogni qualvolta parasse un rigore avrebbe raccolto un quadrifoglio nei pressi della porta.  Al momento è anche il secondo giocatore più anziano a ricevere questa onorificenza dopo Stanley Matthews, centrocampista britannico che lo ricevette sette anni prima, nel ’56.

Il portiere russo prima della vittoria finale entrò di prepotenza per altre tre volte nella top five, e per nove volte fu nominato miglior portiere al mondo. Vennero coniate monete da due rubli con il suo volto forgiato sopra per la sua incredibile impresa. Nel 2000 viene eletto miglior portiere del XX secolo precedendo Gordon Banks (primo portiere britannico a entrare in top 10 per il pallone d’oro) e Dino Zoff, l’eroe silenzioso del Mundial ’82, che arrivò per tre volte nella top ten.

Neuer condivide con il portiere migliore del secolo scorso il peso (entrambi 92 kg) e l’impressionante abilità tra i pali. Il russo parò la bellezza di circa 150 rigori mentre il tedesco ha una media di reti subite con il Bayern impressionante: su 174 partite giocate ha subito 105 gol. Solamente nella attuale stagione su 13 partite ne ha subiti 2. Nei due campionati precedenti su 31 partite ha subito 18 gol. Quasi un gol ogni due partite.  Impressionante. Questo anno al mondiale si è confermato il miglior portiere al mondo, portando la sua Germania in trionfo e ricevendo il riconoscimento di “The world’s best goalkeeper”, premio vinto già cinque volte da Iker Casillas e da Buffon quattro volte. Il portiere famoso per le sue uscite quindi (è risaputo che Neuer non si limita a governare, anzi dominare, la sua area di rigore, ma la maggior parte delle volte, specie se vi è un contropiede copre l’intera trequarti grazie alla sua velocità, reattività e alla bravura con i piedi) dovrà affrontare quest’anno due mostri sacri come Ronaldo e Messi, più in forma che mai. Il primo ha all’attivo in questa stagione 20 gol su 12 presenze, il secondo è il miglior giocatore del Mondiale 2014.

Il ventottenne bavarese ha però le carte in regola per trionfare e entrare nella “Hall Of Fame” dei portieri, diventando a tutti gli effetti il secondo portiere più forte al mondo riconosciuto con un premio (impresa che altri mostri sacri come Casillas, Buffon, Kahn e Zoff per dirne alcuni, non raggiunsero mai) e il primo portiere a ricevere il “Pallone d’oro FIFA” che, va ricordato, è un riconoscimento diverso dal pallone d’oro, che durò fino al 2009). Inutile dire per chi facciamo il tifo. Ci sono sempre piaciute le imprese impossibili. Tra Davide e Golia abbiamo sempre tifato Davide, e a cavallo tra il 2008 e il 2009 tutti speravamo di vedere Obama diventare presidente, per essere il primo afro americano a ricoprire tale ruolo.  Quindi, anche quest’anno ci schieriamo dalla parte del meno probabile, ma al tempo stesso dell’ultimo arrivato che potrebbe ribaltare tutti i pronostici, grazie ai suoi 193 cm d’altezza, le sue mani e le sue incredibili parate.

D’altronde segnare a Neuer è diventato un segno divino. Perlomeno così ha twittato Ikechi Anya, che l’8 settembre dopo aver segnato al mastodontico portiere il gol della bandiera nel 2-1 subito dalla Scozia per le qualificazioni a Euro 2016 ha commentato: “Ieri sera ho segnato a Manuel Neuer. Wow! Non c’ero mai riuscito neanche a FIFA! Dio è grande.”

 

Buona fortuna, Neuer!

Viel Glück, Neuer!