La Panda di Marino pare la gemella di Lotito

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E’ certamente chirurgo e come insistono molti – politici e non, cittadini esasperati e gente comune, scolaretti delle elementari e chi più ne ha ne metta – sarà forse poco adatto a fare il sindaco, specie d’una città come Roma, oggi meno eterna e sempre più avvolta dalle sue fragilità. Ma abbiamo l’impressione, anzi la netta sensazione che Marino Ignazio da Genova, classe 1955, sia un grande esperto di viral marketing. Negli ultimi giorni ha offerto spunti agli esperti di promozione del prodotto, increduli da tanta attenzione rivolta alla sua Fiat Panda; e alle pendici della Mole Antonelliana, ma soprattutto nella zona Lingotto, pare si stiano cominciando a chiedere se i soldi offerti a Piero Chiambretti per fare da testimonial al lancio della macchina potevano essere risparmiati visto e considerato che la parola Panda (intesa come utilitaria) nelle ultime 48 ore è stata la più cliccata su google e la più “hastaggata”. Merito (si fa per dire) d’una vettura rossa parcheggiata dove non dovrebbe e d’una Rete sempre più ironica, pronta a replicare con la “rossa” di Marino le stesse istantanee dell’uomo ovunque-Lotito. Ricordate, poche settimane fa, quando il gestore della Lazio veniva immortalato ovunque, per quell’onnipresenza un po’ ricercata e parzialmente non voluta? Ecco, il “pandino” del sindaco sta facendo la stessa fine ed è più fotografato d’una top model. Come diceva Giulio Andreotti? “A pensar male si fa peccato, ma…”. Ecco, vuoi vedere he le multe (vere e presunte) e tutto l’ambaradam che ne consegue non è figlio d’uno spot storico? Nel bene o nel male, purché ne parliate. Ovviamente ricordate tutti chi lo diceva…

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Massimiliano Morelli

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In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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