La posizione imbarazzante di Juncker

Non bisogna essere dei militanti anti-europeisti per giudicare l’imbarazzante posizione di Jean-Claude Juncker sul “LuxLeaks“, l’inchiesta su come il Lussemburgo abbia aiutato centinaia di aziende a eludere il fisco. Per molti è la classica “scoperta dell’acqua calda”, perché il Granducato è stato sempre visto come un “paradiso fiscale”. Ma di certo non può essere trascurata l’importanza di quei documenti finiti sui giornali di tutto il mondo.

Le responsabilità di Juncker

Il presidente della Commissione europea è stato il primo ministro del Lussemburgo per 18 anni, dal 1995 al 2013. Nel frattempo però il Granducato agiva per tutelare i propri interessi, danneggiando quelli degli altri Paesi membri dell’Unione europea. Un comportamento non proprio esemplare, anche perché nel frattempo Juncker imponeva, facendo da sponda ad Angela Merkel, il rigore che ha strangolato la Grecia, e impoverito Italia e Spagna. La difesa del presidente della Commissione europea appare abbastanza debole: sostiene di non aver violato le legge i vigenti in Lussemburgo.

La questione è un po’ più ampia: il Granducato ha adottato una linea poco corretta nei confronti dei partner europei. Le eventuali responsabilità giudiziarie dovranno essere indicate dagli inquirenti, ma le responsabilità morali sono evidenti. Da un lato Jean-Claude Juncker aiutava il “suo” Lussemburgo, dall’altro mostrava il volto inflessibile del rigorismo. Un fatto intollerabile, specie in fase così delicata in cui l’Unione europea viene vista come un “male” da molti cittadini.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI