L’euroflop del calcio italiano

Flickr CC BY-NC-ND 2.0 / Maritè Toledo

di Santo Di Vico

L’euroflop di Roma e Juventus, elimina quasi totalmente, seppur vi fossero ancora dei dubbi, ogni incertezza sulla presunta inferiorità del nostro calcio rispetto agli standard europei. Mai come nella attuale stagione, tuttavia, serpeggiava la sensazione che,  sia la Roma che la Juventus, avessero i requisiti idonei per competere in Champions, puntando perlomeno al raggiungimento dei quarti di finale. Una sensazione che, nonostante tutto, rimane ancora vivida, vuoi perché i giochi siano aperti per entrambe, vuoi perché effettivamente, Roma e Juve, presentino una rosa che (solo) sulla carta, potrebbe far bene nell’Europa che conta.

Un condizionale che, ad oggi, rimane l’unico gancio al quale appigliarsi, perché i fatti sono ben diversi, purtroppo. La partita dell’Olimpico ha il sapore di uno schiaffo che riporta tutti, non solo la Roma vittima di turno, sul pianeta terra. Quando si parla di top team, dunque Bayern per l’appunto, ma anche Real Madrid, Atletico, Chelsea, Dortmund, Barcellona, Psg e l’elenco potrebbe continuare, il calcio italiano attuale, è destinato a soccombere. Sono i numeri a pronunciarsi, e contro di essi non esistono teorie o previsioni che possano replicarvi. Dalla squadra di Rudi Garcia serviva una risposta, o meglio una riconferma dopo le due ottime prestazioni contro CSKA e Manchester City; tuttavia, appena si è tentato di alzare il livello dell’asticella verso l’alto, la Roma ha perso l’equilibrio, crollando mentalmente, fisicamente e tatticamente contro una corazzata alla quale tocca dare esclusivamente elogi.

Da Sabatini, passando per Garcia, e arrivando sino ai calciatori, è stata ammesso il netto dislivello contro una squadra del genere. Guardando il bicchiere mezzo pieno, (se è possibile?) l’1-7 arriva nel momento giusto, per una squadra come la Roma, che ha dalla sua un pubblico vicino all’ambiente, e soprattutto dovrebbe avere il giusto mix di umiltà – probabilmente messa da parte negli ultimi tempi – e consapevolezza nei propri mezzi, per ripartire più forte di prima.

La situazione della Juve, presenta un bilancio esteriormente migliore di quella giallorossa, ma intrinsecamente peggiore rispetto agli uomini di Garcia. I bianconeri visti ad Atene, meritavano almeno di uscire con un punto dalla bolgia del Karaiskàkis, specie per ciò che si è visto nel finale. Ma anche qui, restano solo le parole di ciò che doveva essere e non è stato. La verità è che, probabilmente anche la Juve, non è ancora pronta per dire la sua, in modo decisivo, in una competizione del genere; e qui le cose diventano ancor più evidenti, visto che sono ben tre gli anni consecutivi in cui i bianconeri annaspano tra prestazioni europee tra il discreto e il mediocre. Si parla anche di moduli, quel 3-5-2 che in Europa viene considerato sterile dalla critica pubblica; certamente potrebbe essere uno dei motivi, ma la verità di fondo diventa man mano ricercabile in una risposta “semplice”: la mera inferiorità del nostro calcio, che all’interno di un torneo quale la  Serie A, eleva buoni team come per l’appunto Roma e Juventus, i quali poi inevitabilmente, tendono a faticare e non poco, anche contro squadre di medio livello europeo.

Sono ancora tre le partite per smentire tutto ciò, e Roma e Juventus hanno l’obiettivo categorico di trasformare quel condizionale, in presente indicativo.