Il Movimento 5 Stelle, un partito uguale agli altri…

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“Cosa abbiamo costruito in questi anni”, è stato il mantra di #Italia5Stelle, la manifestazione del M5S organizzata al Circo Massimo. Effettivamente il colpo d’occhio è stato notevole, mentre è stata stucchevole la ricerca del “pagliuzza” della partecipazione. Il braccio di ferro tra la fazione dei “Sono pochi” e la tribù dei “Siamo tanti” è privo di interesse: l’affluenza è stata buona al netto delle quisquilie.

Tuttavia la manifestazione ha fatto emergere un dato, non numerico ma pratico, che farà arrabbiare i grillini d’antan: il Movimento 5 Stelle ha mostrato il suo volto, che è quello di un partito come un altro. Che sarebbe anche un bene se il M5S non la prendesse come un’offesa.

La piazza per rafforzarsi

Dopo il colpo subito alle Europee, Beppe Grillo era ancora rintontito dagli effetti del Maalox che ha dovuto assumere contro il bruciore di stomaco. Per risollevarsi, dunque, il Movimento 5 Stelle ha dovuto convocare un’adunata di piazza. Beninteso, non c’è niente di male a farlo (anzi è sempre un bene quando la passione politica prende una forma attiva). Ma qual è la differenza con una festa del Pd o con una manifestazione di opposizione? Nessuna. Anzi, no: il colore delle bandiere.

Anche la forzatura come strumento di propaganda (qui ho fatto una rassegna di alcune “piccole bugie”) ricalca la strategia di un “partito qualsiasi”. Del resto la forzatura, condotta al limite, è un elemento fondante della politica.

La lotta per la leadership del Movimento 5 Stelle

“Chi vuole trovare un leader deve andare alla Festa de L’Unità”, ha detto dal palco del Circo Massimo, Luigi Di Maio. Una stoccata al Pd e a Renzi, che ha cercato di ribadire la diversità del Movimento 5 Stelle secondo lo slogan “ognuno vale uno”. Nei fatti, però, #Italia5Stelle è stato un momento di confronto per la leadership: Beppe Grillo ha riaffermato la sua centralità, parlando a raffica (altro che uno vale uno).

Ma alle sue spalle hanno avviato la competizione i due “Di”, Di Maio e Di Battista, per raccogliere l’eredità dell’ex comico. E del resto la competizione per la guida di un partito è un fatto “sano”, anzi sacrosanto. Ma il problema è che il Movimento 5 Stelle vede questa normalità come un incubo…

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Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
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