Meteore calcistiche italiane, Capitolo V: Oba Oba Martins

Una, due, tre, quattro capriole: un ragazzo di colore, sui vent’anni, si esibiva a San Siro con delle spettacolari piroette in area. Non era un funambulo ma un calciatore. E il suo mestiere lo sapeva far bene. Oltre alle capriole il nativo di Lagos all’Inter si è tolto anche e soprattutto delle grandi soddisfazioni.

Stiamo parlando di Obafemi Martins, meglio conosciuto come “Oba Oba“, un nome che non verrà dimenticato sia per la sua intrinseca peculiarità che per chi lo portava con orgoglio, facendolo roteare in aria dopo ogni goal. Salti mortali per un giocatore dalla velocità letale.

Martins cresce calcisticamente nell’Ebedei, club di Lagos. Nel 2000 viene notato dalla Reggiana che decide di portarlo in Emilia insieme al compagno Makinwa (altra meteora, sicuramente meno appariscente).

Nel 2001 viene acquistato dall’Inter per 500.000 euro: inizia così la sua avventura in nerazzurro che durerà per cinque anni.

Oba oba si mette in mostra per le sue spiccate doti di velocista: in campo è un fulmine, nessuno lo tiene in velocità, corre come raramente si è visto fare ad altri giocatori. Ha potenza nello scatto e forza fisica. Nel corso degli anni nerazzurri viene impiegato praticamente sempre come “mina vagante”. Nelle prime due stagioni non trova spazio in prima squadra. Con la Primavera, nel 2002, vince però il titolo di categoria.

Esordisce in serie A il 22 dicembre dello stesso anno, quando lui di anni ne ha appena 18. Mette a segno il suo primo goal con la maglia dell’Inter il 19 marzo 2003 nella sfida di Champions contro il Bayer Leverkusen: all’epoca fu di diritto il più giovane marcatore europeo nella storia nerazzurra. Poi arriverà un certo Mario Balotelli e frantumerà quel record…

E’ proprio questa la caratteristica che ha fatto di Martins un giocatore indelebile nella recente memoria calcistica italiana: la sua velocità. Oba ha un cambio di passo incredibile, brucia i difensori, parte e non si ferma più. Poi goal e capriole. Tecnicamente non sarà stato un campione, lo dimostra il fatto che, in diverse occasioni, arrivava in porta vincendo due, tre rimpalli. Ma i rimpalli li vince anche chi ha più cattiveria, chi ci mette impegno, chi vuole a tutti i costi buttare la palla nel sacco. E lo scopo di Martins era proprio questo.Martins diventa un punto fermo dell’undici dell’Inter e viene impiegato se non sempre, comunque molto spesso: il nigeriano non è mai sceso sotto le 24 presenze. Oba Oba ha anche un buon feeling con il goal: nonostante le sue doti sotto porta non fossero il massimo, Martins mette a segno 36 goal in tre stagioni. Una grande media per un centometrista nato.

I tifosi nerazzurri non se lo dimenticheranno, neanche dopo l’addio nel 2006, quando Oba aveva ancora 22 anni: le presenze ingombranti di Crespo e Ibrahimovic, arrivati nel mercato estivo, non garantivano più a Martins il posto da titolare. Concluse la sua avventura collezionando due Coppe Italia, una Supercoppa e uno scudetto assegnato a tavolino.

Nella stessa estate si accasò al Newcastle che dovette sborsare 16 milioni per prelevarlo dall’Inter.

Da quella stagione il nigeriano iniziò a vagare per l’Europa: prima il Wolfsburg, poi il Rubin Kazan, il ritorno in Inghilterra al Birmingham, poi ancora Rubin Kazan. Chiude il tour europeo a Valencia con la maglia del Levante. Dal 2013 si è trasferito ai Seattle Sounders, squadra che milita nella MLS.

Noi ricordiamo con piacere un calciatore che ci ha fatto divertire. Lo vogliamo fare con voi lasciandovi il video della classifica con i suoi 10 migliori goal in maglia nerazzurra.

Il solo e unico Oba Oba Martins in un video:

Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.