Graziano Pellè, l’esempio del calcio italiano

di Santo Di Vico

Il momento dell’esplosione definitiva di un calciatore è difficilmente ipotizzabile, nonostante la propensione comune di marchiare la carriera di un giovane, sin da subito, utilizzando aggettivi come “talentuoso” o “di poca prospettiva”.

Graziano Pellè, ragazzone di 29 anni, attualmente al Southampton, nel 2005 era indubbiamente considerato dall’opinione pubblica, uno dei papabili bomber di quella che sarebbe dovuta diventare l’Italia del futuro.

La carriera di Pellè

Le premesse c’erano tutte, e Pellè, a soli 19 anni, fu di fatto leader di quella Nazionale under-20, guidata all’epoca da Berrettini, che guarda caso, nei mondiali nei Paesi Bassi – luogo della rinascita calcistica di Pellè – arrivò sino ai quarti di finale di un torneo, stra-dominato dall’Argentina di un Messi sin da allora illegale.

4 reti in 5 partite e la responsabilità di mantenere i buoni propositi anche nella sua Lecce, città che lo lanciò nel calcio che conta. Tuttavia, quella carriera partita in quinta, rimase impantanata in stagione di basso profilo, tra A e B, in svariate città, con poche reti in archivio. È lo stesso Pellè, oggi, nel ritiro di Coverciano, a confermare il tutto, affermando che le responsabilità di una prima convocazione così tardiva, derivino esclusivamente da se stesso.

«Ora sono maturo», tre parole che per il bene di una Nazionale bisognosa di ripartire a mille dopo il mondiale brasiliano, si spera portino a delle conferme anche sul campo, dove Pellè attualmente parte subito dietro “la coppia ignoranteZaza-Immobile, anche se,  Conte dovrebbe lanciarlo in gara in corso nel doppio impegno per le qualificazione a Euro2016 contro Azerbaigian e Malta.

I numeri di Graziano Pellè

Pellè è pronto, e non lo è da ora, ma da circa due anni, durante i quali a Rotterdam, con il Feyenoord, ha mantenuto una media goal non di poco conto, con 50 reti in 57 partite. “Va valutato in un campionato di livello superiore”, la critica mossa dai più scettici; la risposta è arrivata con il trasferimento nell’ultima sessione di mercato al Southampton, in cerca di un sostituto del partente Lambert. Il bomber è arrivato, grazie soprattutto al nuovo manager dei Saints, quel Ronald Koeman, che ha potuto ammirarne le gesta nei due anni in Olanda, per poi portarselo con sé in Premier. Biglietto da visita contrassegnato da 4 reti nelle prime 7 di campionato, con tanto di goal spettacolari come la semi rovesciata contro il QPR.

La stampa inglese, irruenta per natura, si diverte con gli appellativi, ed ecco che Graziano Pellè diventa “The italian goalmachine”. L’impostazione meritocratica adottata dal C.T. Conte, non può che cogliere la palla al balzo, con la speranza che Pellè onori la maglia azzurra, proprio come fece in quella calda estate del 2005, quando era poco più che un ragazzino.