Quelli che “Equitalia non pagarla”…

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Chi ostenta diversità e capacità di saper restare fuori dal coro, era scolaretto modello ieri e oggi impiegato di stampo ministeriale pure se lavora nel privato. La certezza (beninteso, non teoria) è scaturita da una infinita serie di esempi presi qua e là, confrontando i dati del ricordo con l’oggettività del leonismo da tastiera.

Basta poco per scoprire che chi era timorato da tutti i santi del paradiso e aveva paura che la “ciavattata” sul sedere potesse arrivare in qualsiasi momento della giornata – e perfino senza motivo – oggi s’è trasformato in paladino del perbenismo, dimentico d’aver fatto più pompini che stretto mani per arrivare a fare l’alfiere della (finta) salvaguardia del genere umano.

Dimenticare l’aiutino e il calcio in culo di turno ricevuti per trasformarsi in cittadino modello tutto casa-chiesa-lavoro-bollette pagate è stato d’una facilità estrema nel momento in cui s’è inalberato un concetto che sa di antico ma resta quanto mai attuale: è facile passare sull’altra sponda usando però il deretano altrui. Il destinatario di queste righe?

Quell’amico che aveva ricevuto, pure lui, una cartella di Equitalia e col quale hai cercato un confronto. Ha detto “non pagarla, quei bastardi devono morire di fame”. Poi, quando gli ho detto “ma tu hai fatto così?”, ha risposto: “Ah, no, io ho pagato, mica voglio passarci i guai”.

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Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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