Meteore calcistiche italiane, Capitolo III: Milos Krasic

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Ci sono paragoni pesanti, insostenibili. Paragoni che non andrebbero fatti, a maggior ragione se derivanti in buona parte per l’aspetto fisico. Pavel Nedved è stato un monumento bianconero e del calcio tutto. Ha vinto un pallone d’oro, già questo basterebbe per evitare di scomodare il suo nome. Eppure la fama del ceco, nel 2010, venne accostata al nome di un serbo che lo ricordava per fisionomia e velocità: Milos Krasic.

Dopo sei anni da protagonista in Russia al CSKA di Mosca la freccia Milos, inseguita anche da altre italiane, Milan su tutte, scelse la Juventus che scelse lui: era il 21 agosto 2010 e la Vecchia Signora ufficializzava il suo acquisto. Venne accolto con entusiasmo e curiosità dal tifo bianconero sempre esigente.

Con Del Neri in panchina e il modulo di gioco impostato sul 4-4-2 il ciuffo serbo impressionò nelle prime apparizioni: la sua velocità era semplicemente devastante, nessuno riusciva a tenerlo sulla corsa. Galoppava sulla fascia destra e con un paio di scatti era già in area: avversarsi seminati, assist o tiro vincente, pubblico in delirio. La prima stagione fu un successo per lui ma una delusione per la Juventus che non riuscì ad imporsi: lo scudetto andò al Milan di Ibra e Thiago Silva.

Milos chiuse la stagione con 41 presenze e nove goal totali alla sua prima stagione in bianconero. Le prestazioni furono di sostanza ma già sul finale dell’annata 2010-2011 si notava una flessione nell’incisività del serbo…

Stagione successiva, Conte in panchina sceglie il 4-3-3. Per Milos inizia il declino…

Gli avversarsi iniziarono ad imparare le sue mosse, sapevano che saltava l’uomo sempre con la stessa finta ma nessuno riusciva a tenerlo per l’esplosività dei suoi movimenti. Lentamente però, tra raddoppi e difficoltà di collocazione tattica nel nuovo modulo, Krasic sembra smarrire lo spunto, perdendo la convinzione ad ogni giocata fallita.

I tifosi iniziarono irrimediabilmente a lamentarsi, a fischiare, a volerlo fuori squadra. Milos, tu lo sapevi che il tifo era esigente…

Conte lo utilizza sempre meno, lui si accomoda in panchina, tenendosi stretto un paragone pesante che lui, probabilmente, non voleva nemmeno.

Chiude la stagione 2011-2012 con nove presenze e un solo goal. Se l’annata fu un fallimento per lui, la Juventus festeggiò invece il ritorno alla vittoria dello scudetto. A ruoli invertiti, Krasic perse il ruolo da protagonista e quello da comprimario in un solo anno, sparendo dai pensieri bianconeri che tanto lo avevano voluto, accolto, osannato.

Non poté far altro che andar via, cercando fortuna prima in Turchia al Fenerbache, poi in Francia al Bastia.

Ma del Milos Krasic che tutti hanno ammirato nella prima stagione alla Juventus si sono perse le tracce. Il suo ciuffo di talento biondo si è smarrito tra l’erba dell’allora Olimpico di Torino dove il serbo, per l’ultima volta, ha sentito il suo nome gridato da tutto il pubblico.

Ora il serbo è tornato al Fenerbache e, a 30 anni, proverà ancora ad imporsi. Però difficilmente rivedremo ancora una prestazione del genere da parte sua.

Juventus-Cagliari, 4-2 (tripletta di Krasic): u91ourj81mo

E sentite cosa dice il commentatore sul paragone tra lui e…

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Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.
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