Ricomincio dai libri, l’esempio della cultura

Il banner di Ricomincio dai libri

Il nome di Napoli è spesso associato a eventi drammatici, basti pensare alla tragedia di Rione Traiano che rappresenta solo l’apice.

Eppure il capoluogo campano, e il suo hinterland, non è solo un luogo di drammi, come viene raccontato dai mezzi di comunicazione nazionale. Anzi. Sabato 20 e domenica 21 settembre, per esempio, a San Giorgio a Cremano ci si sarà la fiera Ricomincio dai libri, resa possibile grazie all’impegno delle associazioni ‘La Bottega delle Parole’, ‘Librincircolo’ e ‘Arenadiana’.

Immaginate tante persone che lavorano duramente (e chi ha visto da vicino può testimoniare) per creare uno spazio di aggregazione di diffusione della cultura, offrendo tutto a costo zero. Pensate solo all’impegno necessario a trovare gli sponsor (in questi tempi di crisi), che permettono almeno la copertura delle spese.

L’ingresso in fiera è gratuito: i visitatori possono godersi gli appuntamenti in programma (qui il link per conoscerlo nel dettaglio). L’auspicio è che possano essere venduti parecchi libri, quantomeno per sostenere gli editori presenti (e indipendenti).

Dunque, il collegamento tra i problemi di Napoli e Ricomincio dai libri è evidente: spesso si ciarla sul fatto che ci voglia un’attività sociale per contrastare il terreno della solitudine personale, morale ed economica di tante persone, non solo giovani.

Una fiera dell’editoria non salva il mondo, né Napoli e nemmeno San Giorgio a Cremano, ma è di sicuro momento di incontro, un punto di riferimento intorno al quale devono (in maniera categorica) fiorire manifestazioni simili. Sarà, insomma, un esempio della cultura che aiuta a crescere un territorio.

Post scriptum. L’accusa che si può muovere nei miei confronti è quella di “fare una marchetta” all’evento (pratica che poi è parecchio diffuso nell’ambito giornalistico), perché con ‘La Bottega delle Parole’ ho pubblicato un libro. Io a scanso di equivoci rivelo, seppure a fine articolo, il rapporto che intercorre con gli organizzatori. Ma la questione è un’altra: il contenuto dell’articolo è sbagliato?

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI