Top&flop della seconda giornata di Serie A

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Altro giro, alta rubrica. Questa volta torniamo a dare i numeri, valutando le migliori prestazioni, condannando le peggiori. Collettive o individuali che siano, le perle e le cagate (si può scrivere cagate?) verranno valutate per quello che sono. Si parte.

TOP:

Mauro Icardi: tre goal di pregevole fattura per dimostrare al campionato tutto di essere veramente maturato. Lo dissi, due anni fa, quando Mauro arrivò dalla Sampdoria e, insieme  a lui, Belfodil dal Parma. Il primo si sarebbe imposto alla grande, rivedevo in lui il primo Cavani. Il secondo sarebbe tornato alla base. E infatti…

La testa sembra averla messa a posto, Wanda esulta, Maurito si diverte: che continui su questa strada, per il bene dell’Inter…e per il mio bene, dato che per averlo ho scucito 210 fantamilioni.

Jeremy Menez: una magia d’autore, la facilità di corsa di un campione, il genio che non può essere contenuto, arginato, costretto in un campo da gioco. Menez è estro puro. Se riuscisse a dare continuità alle sue prestazioni, quest’anno ne vedremo veramente delle belle. Perché con un talento così in rosa, tutto è possibile.

La Juve di Allegri: c’era la paura dello sfaldamento, che il castello di Conte crollasse sopra l’allenatore livornese, seppellendolo di critiche. Fino a questo momento Max ha retto bene, riuscendo a far girare la Juve. La sua Juve. Perché se il modulo è rimasto lo stesso, lo stile Allegri inizia a venir fuori nel bel gioco, negli scambi stretti, nella ricerca delle fasce, nella solidità difensiva protetta dal possesso palla. E mancavano Pirlo e Vidal.

Nigel de Jong: l’ultimo a mollare, il primo a combattere. Gli sale il “Cristiano Ronaldo” e mette a segno anche un goal fantastico, per poi fare il saluto da capitano sotto la curva. Così lo vogliono i tifosi: capitano. E’ lui il trascinatore di questo Milan. Senza la grinta del pitbull olandese sarebbe dura scendere in campo con la giusta cattiveria agonistica. Lui però, fortunatamente, c’è sempre.

FLOP:

Daniele Bonera: due dei tre goal incassati dalla difesa rossonera rientrano nelle sue colpe. L’espulsione è degna di un esordiente, non di un giocatore che, nonostante tanta panchina, gioca da 10 anni in Serie A. Due gialli per un fallo a centrocampo e un tocco di mano. Squadra lasciata in dieci dal suo capitano che mette a rischio una vittoria che sembrava già conquistata. Pippo, Pippo mio: ma perché lo hai preferito a Ramì, a Zapata, a Mexes?

Gonzalo Higuaìn: da lui, inevitabilmente, ci si aspetta sempre tanto. La sconfitta del Napoli non può essere circoscritta al suo fallimento dagli undici metri, ma sicuramente andare sull’1-0 avrebbe avuto i suoi ovvi vantaggi. Il numero 9 argentino invece ha toppato, crollando poi dal punto di vista del morale, visibilmente scosso dall’errore. Rialzati, Gonzalo. Napoli ha bisogno del suo eroe.

Il Sassuolo recidivo: “Lo 0-7 dello scorso anno è stato educativo”, queste le parole di Eusebio di Francesco all’alba della sfida di domenica con l’Inter. Detto fatto, ne sono arrivati altri sette. Va bene il team italiano, buona la campagna acquisti, forte l’attacco. Ma dietro quanto si balla. Altra lezione per il Sassuolo. Sperando che questa volta abbia recepito il messaggio.

De Sciglio-Diego Lopez: è sufficiente guardare il video dell’imbarazzante autogoal per comprendere l’inserimento della premiata ditta rossonera nella zona “flop”. Infortunio o non infortunio, si è trattato di un qualcosa di veramente inguardabile. E chi li aveva entrambi titolari al fantacalcio…

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Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.
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