Passo dopo passo, stop by stop

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Si può essere anche accaniti detrattori di Matteo Renzi, ma su un fatto bisogna concordare: per la comunicazione ha un talento più unico che raro, forse addirittura superiore all’altro fenomeno della comunicazione politica italiana, Silvio Berlusconi.

Eppure, il presidente del Consiglio, dopo aver abbacinato il mondo dell’informazione con le sue slide, ammaliando fior di opinionisti con uno stile innovativo (perché in Italia una presentazione in Power Point è roba da “primo uomo sulla Luna”), inizia a essere un po’ appesantito (nessuna ironia sul peso, sia chiaro) anche nella materia in cui eccelle.

Il lancio del sito passodopopasso.italia.it è stato oggetto di una conferenza stampa con relativa ideazione dell’hashtag #passodopopasso e quindi con la consueta guerriglia twitteriana tra iperrenziani e iperantirenziani, le due tifoserie che da qualche mese hanno rimpiazzato ogni altra fede social-politica (c’è un’ampia porzione di grillini, che però spesso viene inghiottita dalla curva degli iperantirenziani).

Al netto della battaglia a colpi di tweet, pdf e meme, il sito passodopopasso rischia di finire come tanti altri progetti di comunicazione online (non vorremmo riesumare il “pliz vizit auar cauntri” di Rutelli, benché ne siamo tentati), cioè finire nell’immobilismo o comunque nell’irrilevanza. Prima di tutto, il nobile intento di spiegare ai cittadini l’operato del governo assume la forma di un countdown terrorizzante. Dal 10 settembre 2014, per esempio, mancano 990 giorni alla scadenza dei famigerati mille giorni. Sembra quasi l’attesa di un’apocalisse, altro che cambiare l’Italia. Ma questa constatazione potrebbe anche essere un opinabile gusto personale.

Il problema vero è che – come è stato già notato – l’aggiornamento quotidiano promesso appare un’impresa titanica e sostanzialmente impossibile, visto che per 72 ore (3 giorni) il sito è stato fermo, nonostante sia online solo da inizio settembre.

Viene da pensare che nei prossimi mesi, il sinistro (nel senso di aggettivo, non di connotazione politica) countdown continuerà senza che ci sia una news al giorno come annunciato. Anche perché è abbastanza fantasioso pensare che un governo elabori un provvedimento al giorno. In effetto Matteo Renzi non aveva promesso tanto nemmeno nella fase della promessite (do you remember l’affermazione su “una riforma al mese?”). Così passo dopo passo, ossia step by step, rischia di diventare stop by stop.

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